Dopo il ritorno di Bingley e il suo fidanzamento con Jane, anche la vicenda di Elizabeth e Darcy giunge alla conclusione. Lady Catherine, nel tentativo di impedire il matrimonio, ottiene in realtà l’effetto opposto: riferendo a Darcy la fermezza di Elizabeth, gli fa capire che forse la giovane non lo odia più come prima.
Darcy trova così il coraggio di dichiararsi una seconda volta. Questa proposta è molto diversa dalla prima. Non è più segnata dall’orgoglio o dal senso di superiorità sociale. Darcy parla con maggiore umiltà e rispetto, riconoscendo implicitamente il cambiamento avvenuto in lui.
Elizabeth, ormai consapevole dei propri errori e dei meriti di Darcy, accetta. Il loro matrimonio rappresenta il compimento di un percorso di maturazione reciproca. Non nasce da un colpo di fulmine semplice, ma da un lungo processo di conoscenza, correzione e trasformazione.
Il finale vede dunque due matrimoni felici: quello tra Jane e Bingley e quello tra Elizabeth e Darcy. A questi si contrappone il matrimonio problematico tra Lydia e Wickham, fondato sull’imprudenza, sulla superficialità e sulla necessità di riparare a uno scandalo.
Il matrimonio di Charlotte e Mr. Collins rappresenta invece la scelta pratica e conveniente. Charlotte non cerca l’amore romantico, ma una posizione sicura. Austen non la condanna apertamente, ma mostra la tristezza silenziosa di una vita costruita più sulla prudenza che sul sentimento.
Il personaggio più importante è Elizabeth Bennet. È intelligente, ironica, vivace e indipendente. Tuttavia, il romanzo mostra anche i suoi limiti: si fida troppo del proprio giudizio, si lascia influenzare dalla simpatia per Wickham e dall’offesa ricevuta da Darcy. La sua grandezza sta nella capacità di riconoscere l’errore.
Mr. Darcy è inizialmente orgoglioso, riservato e consapevole della propria superiorità sociale. Tuttavia, non è un personaggio statico. Il rifiuto di Elizabeth lo costringe a guardare se stesso con sincerità. Il suo cambiamento lo rende degno dell’amore della protagonista.
Jane Bennet rappresenta la bontà e la fiducia negli altri. La sua riservatezza, però, rischia di essere fraintesa. Bingley è generoso e amabile, ma debole e influenzabile. La loro storia è più lineare rispetto a quella di Elizabeth e Darcy, ma serve a mostrare quanto le pressioni sociali possano ostacolare anche un amore sincero.
PAGE-BREAKWickham rappresenta il fascino ingannevole delle apparenze. È piacevole, brillante e convincente, ma moralmente debole e interessato. La sua figura serve a mettere in crisi la fiducia di Elizabeth nelle prime impressioni.
Mr. Collins è uno dei personaggi comici più riusciti del romanzo. Pomposo, servile e incapace di vera sensibilità, rappresenta una forma ridicola di rispettabilità sociale. La sua devozione verso Lady Catherine mostra quanto possa essere vuota l’obbedienza ai potenti.
Lady Catherine de Bourgh incarna l’aristocrazia arrogante, convinta che il rango sociale dia diritto a controllare la vita degli altri. Il suo contrasto con Elizabeth mette in evidenza la forza della protagonista e la critica di Austen ai privilegi di classe.
Il tema centrale del romanzo è naturalmente il rapporto tra orgoglio e pregiudizio. Darcy è orgoglioso della propria posizione sociale e giudica inizialmente inferiore la famiglia Bennet. Elizabeth, a sua volta, sviluppa un pregiudizio contro Darcy e si lascia ingannare da Wickham. Entrambi devono superare i propri limiti.
Un altro tema fondamentale è il matrimonio. Austen presenta diversi modelli matrimoniali: il matrimonio d’amore tra Jane e Bingley, quello maturo tra Elizabeth e Darcy, quello di convenienza tra Charlotte e Collins, quello imprudente tra Lydia e Wickham, e quello ormai svuotato tra Mr. E Mrs. Bennet. Attraverso questi esempi, il romanzo riflette sulla differenza tra amore, interesse, sicurezza e compatibilità.
Il romanzo affronta anche il tema della classe sociale. Darcy appartiene a un mondo più elevato rispetto a Elizabeth, e questa differenza crea ostacoli reali. Tuttavia, Austen mostra che il valore personale non coincide con il rango. Elizabeth, pur meno ricca, possiede intelligenza, dignità e forza morale.
Molto importante è il tema delle apparenze. Wickham appare buono ma non lo è; Darcy appare antipatico ma possiede qualità profonde; Jane appare indifferente ma ama sinceramente; Elizabeth appare sicura del proprio giudizio ma sbaglia. Il romanzo invita quindi a non fermarsi alla prima impressione.
Il significato complessivo dell’opera sta nella maturazione morale dei protagonisti. Elizabeth e Darcy imparano a conoscersi perché imparano prima a correggere se stessi. L’amore autentico non nasce solo dall’attrazione, ma dalla stima, dall’umiltà e dalla capacità di cambiare.
Orgoglio e pregiudizio resta un romanzo attuale perché parla di temi universali: il giudizio sugli altri, il peso delle convenzioni sociali, il desiderio di sposarsi per amore, la difficoltà di superare l’orgoglio, la necessità di riconoscere i propri errori. Jane Austen racconta tutto questo con ironia, eleganza e grande precisione psicologica.
Il lieto fine non è quindi soltanto romantico. È anche morale. Elizabeth e Darcy possono unirsi perché hanno attraversato un percorso di crescita. Hanno imparato che amare significa vedere l’altro con più verità, ma anche guardare se stessi senza illusioni.