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Capitolo

La lotta contro gli squali e la perdita del pesce

Il vecchio e il mare — Ernest Hemingway

Dopo aver ucciso il grande marlin, Santiago lega il pesce al fianco della barca. La preda è troppo grande per essere caricata a bordo. Il vecchio comincia il viaggio di ritorno con orgoglio e stanchezza. Sa di aver compiuto qualcosa di straordinario.

Il marlin, però, sanguina nell’acqua. Il sangue attira il primo squalo. Santiago capisce subito il pericolo. Dopo tanta fatica, la sua vittoria è minacciata. Il pesce che ha conquistato con coraggio rischia di essere divorato prima di arrivare al villaggio.

Il primo squalo attacca il marlin. Santiago lo affronta con l’arpione e riesce a ucciderlo, ma perde l’arma. Inoltre, lo squalo riesce comunque a strappare una parte del pesce. La battaglia è vinta solo in parte: il vecchio ha respinto il nemico, ma il danno è già iniziato.

Da questo momento, il viaggio di ritorno diventa una lenta e dolorosa perdita. Arrivano altri squali, attratti dal sangue. Santiago combatte con tutto ciò che possiede: coltello, remi, bastone, timone. Ogni volta perde qualcosa, ogni volta il marlin viene ulteriormente divorato.

La lotta contro gli squali è diversa da quella con il marlin. Il grande pesce era un avversario nobile, degno di rispetto. Gli squali, invece, appaiono come forze distruttive, cieche e voraci. Non rappresentano una sfida leale, ma la distruzione del frutto della fatica.

Santiago non si arrende, anche quando capisce che probabilmente non riuscirà a salvare il pesce. Continua a combattere perché combattere è parte della sua dignità. Non può impedire del tutto la perdita, ma può decidere come affrontarla.

Questo è uno dei punti più importanti dell’opera. La grandezza di Santiago non dipende dal risultato finale, ma dal modo in cui resiste. Anche quando la sconfitta materiale sembra inevitabile, egli continua a opporsi al nulla, alla distruzione e alla rinuncia.

Il vecchio prova dolore e rabbia. Si rimprovera forse di essersi spinto troppo lontano. Si chiede se abbia peccato di orgoglio, desiderando una preda troppo grande. Tuttavia, non rinnega la propria impresa: sa che il marlin era degno di lui e che la lotta ha avuto un valore profondo.

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Gli squali continuano ad arrivare. Santiago è sempre più debole. Le mani sono ferite, il corpo è stremato, gli strumenti si spezzano o vanno perduti. Eppure egli mantiene una lucidità ostinata. Ogni attacco viene affrontato come se fosse ancora possibile salvare qualcosa.

Il marlin viene progressivamente ridotto a uno scheletro. La grande preda, simbolo della vittoria del vecchio, viene quasi completamente distrutta. Santiago assiste impotente alla perdita di ciò che aveva conquistato con tanta fatica.

La scena ha un significato simbolico molto forte. Nella vita, spesso l’uomo lotta, conquista qualcosa di grande, ma poi forze esterne possono distruggere il risultato. Tuttavia, ciò che non può essere distrutto è il valore della lotta stessa.

Santiago torna verso casa con il pesce ormai consumato. Potrebbe sembrare sconfitto, perché non porterà al mercato la carne del marlin. Ma lo scheletro rimasto attaccato alla barca testimonia comunque la grandezza dell’impresa. Anche la sconfitta conserva una traccia di gloria.

Durante il ritorno, il vecchio pensa ancora a Manolin e alla propria vita. La solitudine è enorme, ma non diventa disperazione assoluta. Santiago è provato, ferito e quasi svuotato, ma non annientato.

La lotta contro gli squali mostra che il mondo non premia sempre il coraggio in modo visibile. Santiago ha dimostrato valore, ma perde quasi tutto. Hemingway non offre un finale facile: la realtà resta dura, e la natura non è fatta per consolare l’uomo.

Eppure, proprio in questa durezza emerge la nobiltà del protagonista. Santiago non combatte perché è sicuro di vincere, ma perché non vuole rinunciare a se stesso. Il suo valore sta nella fedeltà alla propria identità di pescatore e di uomo.

Quando finalmente arriva vicino al porto, è notte. Il vecchio è esausto. Porta con sé non la ricchezza materiale della preda, ma la prova visibile di un’impresa eccezionale: l’enorme scheletro del marlin legato alla sua piccola barca.