Quando la situazione diventa più preoccupante, lo zio di Josef K. Interviene e lo conduce dall’avvocato Huld. Lo zio è spaventato non solo per il destino del nipote, ma anche per il disonore che il processo potrebbe portare alla famiglia. La vicenda personale di K. Diventa così anche una questione sociale e familiare.
L’avvocato Huld è un uomo malato, costretto spesso a letto, ma inserito nei rapporti del tribunale. Conosce funzionari, procedure, abitudini e strategie. Dovrebbe rappresentare una possibilità di difesa, ma la sua figura appare fin dall’inizio ambigua e poco rassicurante.
Presso Huld, K. Incontra anche Leni, l’infermiera e domestica dell’avvocato. Leni mostra subito interesse per lui. Come altre figure femminili del romanzo, sembra offrirgli vicinanza e aiuto, ma è anche legata al mondo del processo. La sua attrazione per gli imputati suggerisce che il processo renda gli uomini vulnerabili e dipendenti.
Huld spiega a K. Che i processi di quel tribunale sono complessi, lenti e difficilissimi da comprendere. La difesa non procede attraverso prove chiare o discussioni pubbliche, ma attraverso relazioni, suppliche, documenti, influenze indirette e attese interminabili.
Questo sistema distrugge l’idea tradizionale di giustizia. Non conta dimostrare semplicemente la propria innocenza, perché l’accusa non è definita in modo chiaro. Conta muoversi dentro una rete oscura di funzionari e procedure, accettando di dipendere da persone che conoscono solo frammenti del meccanismo.
K. Si sente umiliato da questo modo di procedere. Egli vorrebbe una difesa energica, razionale e diretta. Invece Huld appare lento, malato, cerimonioso e più interessato a mantenere i propri rapporti col tribunale che a liberare davvero il cliente.
La figura dell’avvocato mostra una delle idee più angoscianti del romanzo: anche chi dovrebbe aiutare l’accusato finisce per confermare la sua dipendenza dal sistema. La difesa non libera K.; lo rende più coinvolto, più ansioso e più subordinato.
K. Comincia a dubitare dell’utilità di Huld. Si rende conto che l’avvocato parla molto ma non gli offre risultati concreti. I documenti difensivi sembrano non essere mai davvero pronti, e il processo continua a muoversi in una zona inaccessibile.
PAGE-BREAKPresso Huld, Josef K. Incontra anche un altro imputato, Block, un commerciante completamente consumato dal proprio processo. Block si è affidato a più avvocati, vive nell’attesa, teme ogni parola di Huld e appare quasi ridotto a servo del proprio difensore.
Block rappresenta ciò che K. Potrebbe diventare se accettasse pienamente la logica del processo. È un uomo che ha perso dignità, autonomia e fiducia in se stesso. Vive solo in funzione della propria causa, cercando favori, notizie e segnali.
La scena in cui Huld tratta Block con superiorità è molto significativa. L’avvocato, che dovrebbe difendere l’imputato, esercita su di lui un potere quasi umiliante. Block si sottomette perché teme di perdere l’unico aiuto che pensa di avere.
K. Osserva questa situazione con disgusto e paura. Comprende che affidarsi completamente a Huld potrebbe significare entrare in una dipendenza simile. Per questo decide di licenziare l’avvocato e occuparsi personalmente della propria difesa.
La decisione di K. Sembra un atto di libertà, ma è anche un segno della sua solitudine. Egli rifiuta un aiuto inefficace, ma non possiede una vera alternativa. Il processo è così oscuro che ogni scelta appare insufficiente.
Leni cerca di trattenere K. Nel mondo dell’avvocato. Il suo comportamento è affettuoso e sensuale, ma anche ambiguo. Non rappresenta una vera uscita dal processo; al contrario, sembra attirare K. Ancora più profondamente in esso.
Il rapporto tra K. E le donne del romanzo è spesso segnato da equivoco e strumentalità. K. Cerca attraverso di loro scorciatoie, protezioni o conferme del proprio fascino, ma non costruisce legami autentici. Anche questo contribuisce alla sua solitudine.
Il capitolo dell’avvocato mostra che la difesa, in Kafka, non è una via chiara verso la giustizia. È un altro corridoio del labirinto. L’accusato cerca aiuto, ma ogni aiuto lo lega di più alla macchina che vorrebbe combattere.