La parte storica più importante di Guerra e pace riguarda l’invasione della Russia da parte di Napoleone nel 1812. Questo evento travolge le vite dei personaggi e mette alla prova l’intero popolo russo. La guerra non è più lontana o immaginata: entra direttamente nella patria, nelle case e nelle famiglie.
Tolstoj descrive l’avanzata francese non come un movimento perfettamente controllato da Napoleone, ma come un enorme fenomeno storico composto da migliaia di azioni, errori, necessità e casualità. L’esercito francese sembra potente, ma più si addentra in Russia, più viene esposto alla distanza, alla fatica, alla fame e al clima.
La battaglia di Borodino è il grande scontro tra l’esercito russo e quello napoleonico. Tolstoj la racconta non come una manovra ordinata guidata da menti superiori, ma come un caos di fumo, sangue, confusione, coraggio, paura e resistenza.
A Borodino partecipano direttamente o indirettamente molti personaggi. Andrej viene ferito gravemente; Pierre assiste alla battaglia da osservatore inesperto e resta sconvolto dalla realtà della guerra; i soldati russi combattono con una forza che nasce più dalla resistenza collettiva che dagli ordini dei comandanti.
La figura di Kutuzov emerge in modo particolare. Tolstoj lo presenta come un comandante che comprende il carattere profondo della guerra. Non cerca gesti spettacolari, non pretende di dominare tutto, ma sa che la forza dell’esercito russo sta nella pazienza, nella resistenza e nel legame con la patria.
Dopo Borodino, Mosca viene abbandonata dai russi e occupata dai francesi. La decisione di lasciare Mosca è dolorosa, ma strategicamente importante. Tolstoj mostra la città svuotata, le famiglie in fuga, i beni abbandonati, la confusione e il senso di fine di un mondo.
L’incendio di Mosca è uno degli episodi più drammatici. La città occupata dai francesi brucia, diventando simbolo della distruzione ma anche della resistenza russa. Napoleone entra in una capitale che non gli offre una vera vittoria, perché la città è vuota, ostile e destinata a consumarsi.
Pierre resta a Mosca e viene coinvolto negli eventi dell’occupazione. La sua esperienza lo porta a contatto con la violenza della guerra, con l’arresto, con il rischio della morte e con la prigionia. Proprio qui, come già detto, incontra Platon Karataev e attraversa una trasformazione spirituale decisiva.
PAGE-BREAKLa ritirata francese è descritta da Tolstoj come il crollo progressivo di un’enorme macchina militare. L’esercito di Napoleone, che sembrava invincibile, viene distrutto non solo dalle battaglie, ma dalla fame, dal freddo, dalla distanza, dalla mancanza di rifornimenti e dalla resistenza russa.
Tolstoj insiste sul fatto che la storia non dipende soltanto dalle decisioni dei grandi capi. Napoleone può dare ordini, ma non può impedire il logoramento del suo esercito. Kutuzov può scegliere di non attaccare inutilmente, comprendendo che il tempo stesso lavora contro l’invasore.
Il popolo russo assume in questa parte un ruolo fondamentale. Non sono solo i nobili o i generali a difendere la Russia, ma anche contadini, soldati semplici, famiglie in fuga, partigiani e persone comuni. La patria non è un’idea astratta: è l’insieme vivente di un popolo.
Tra gli episodi più dolorosi c’è la morte di Petja Rostov, il giovane figlio dei Rostov, entusiasta e inesperto, che partecipa alla guerra con spirito romantico. La sua morte mostra ancora una volta la distanza tra l’immaginazione eroica e la realtà tragica del conflitto.
La guerra produce distruzione, ma anche rivelazione. I personaggi vengono spogliati delle illusioni. Andrej comprende il valore del perdono; Pierre scopre la semplicità della vita; Nataša impara la cura e la responsabilità; il popolo russo manifesta una forza collettiva che supera i calcoli dei potenti.
La rappresentazione della guerra in Tolstoj è profondamente anti-retorica. Non c’è esaltazione facile della battaglia. Ci sono corpi feriti, ordini confusi, paura, errori, caso e sofferenza. Eppure, dentro questo caos, emergono anche coraggio, sacrificio e resistenza.
Il sesto capitolo della vicenda mostra quindi il significato storico dell’opera. La guerra napoleonica non è solo uno sfondo, ma la grande prova attraverso cui i personaggi e la Russia intera vengono trasformati. La vittoria non nasce da un singolo eroe, ma da una forza collettiva, lenta e profonda.