La porta del laboratorio e la confessione di Jekyll
Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde — Robert Louis Stevenson
Il momento culminante della vicenda arriva quando il domestico Poole, servitore fedele di Jekyll, va da Utterson in preda al terrore. Racconta che il padrone è chiuso da giorni nel laboratorio e che la voce proveniente dalla stanza non sembra più la sua.
Poole teme che Jekyll sia stato ucciso o che nel laboratorio si nasconda Hyde. Utterson lo accompagna subito alla casa del medico. L’atmosfera è cupa e carica di tensione: i domestici sono spaventati, la casa sembra sospesa in un’attesa terribile.
Dal laboratorio arriva una voce strana, che chiede continuamente una sostanza chimica. Poole racconta che sono stati fatti numerosi tentativi di procurare quel composto, ma ogni campione viene rifiutato perché non adatto. Questo dettaglio è fondamentale: qualcuno nel laboratorio ha bisogno disperato di un ingrediente per preparare una pozione.
Utterson cerca di mantenere la calma e di interpretare i fatti razionalmente, ma anche lui è scosso. Alla fine, insieme a Poole, decide di abbattere la porta del laboratorio. La porta, già simbolo del segreto fin dall’inizio, diventa ora l’ultimo ostacolo prima della verità.
Quando entrano, trovano il corpo di Edward Hyde morto, apparentemente suicida. Jekyll non è presente. Nel laboratorio ci sono documenti, sostanze chimiche e una lettera indirizzata a Utterson. La scena è sconvolgente perché sembra impossibile: Hyde è morto nella stanza di Jekyll, ma Jekyll è scomparso.
Utterson trova diversi documenti che spiegano l’accaduto. Prima legge la testimonianza di Lanyon, poi la lunga confessione scritta da Jekyll. Solo attraverso questi testi il mistero viene finalmente chiarito.
La testimonianza di Lanyon racconta che Jekyll gli aveva chiesto aiuto per recuperare alcune sostanze dal laboratorio. Lanyon aveva seguito le istruzioni e ricevuto la visita di Hyde, il quale, davanti ai suoi occhi, aveva bevuto una pozione e si era trasformato in Jekyll.
La visione della trasformazione aveva distrutto Lanyon. Uomo di scienza razionale, non aveva potuto sopportare la prova concreta che Jekyll avesse superato i confini naturali dell’identità umana. Per lui quella scoperta era stata non solo scientificamente sconvolgente, ma moralmente mostruosa.
PAGE-BREAKNella confessione finale, Jekyll spiega la propria storia. Fin da giovane aveva avvertito dentro di sé una divisione tra due tendenze: da una parte il desiderio di bene, rispetto e moralità; dall’altra impulsi segreti, piaceri proibiti e desideri che non poteva mostrare pubblicamente.
Jekyll non si considera inizialmente un uomo malvagio. Al contrario, è consapevole della propria rispettabilità e della propria aspirazione al bene. Ma proprio questa rispettabilità lo costringe a nascondere tutto ciò che non si accorda con l’immagine pubblica.
Da questa tensione nasce il suo esperimento. Jekyll cerca una soluzione scientifica alla doppiezza umana. Vuole separare le due parti della propria personalità, in modo che ciascuna possa vivere indipendentemente. La sua idea è liberare l’uomo dal conflitto interiore.
La pozione che prepara riesce a trasformarlo in Hyde. All’inizio Jekyll vive l’esperienza come una liberazione. Hyde è più piccolo, più giovane, più energico e privo di scrupoli. In lui si concentra la parte malvagia e repressa del medico.
Nei panni di Hyde, Jekyll può compiere azioni immorali senza compromettere direttamente la reputazione del dottor Jekyll. Questa è la tentazione principale: separare il piacere dalla responsabilità, il peccato dalla conseguenza, la colpa dal nome rispettabile.
All’inizio Jekyll crede di controllare la trasformazione. Può diventare Hyde e poi tornare Jekyll grazie alla pozione. Ma progressivamente Hyde acquista forza. Più viene lasciato libero, più diventa dominante. La parte oscura, una volta liberata, non resta docile strumento.
Dopo l’omicidio di Carew, Jekyll capisce la gravità del pericolo e tenta di rinunciare a Hyde. Per qualche tempo ci riesce. Ma la tentazione ritorna, e soprattutto cominciano trasformazioni spontanee: Jekyll si sveglia o si ritrova Hyde senza aver bevuto la pozione.
Questo è il segno della sconfitta definitiva. Jekyll non è più padrone dell’esperimento. La parte repressa e malvagia ha conquistato autonomia. La scienza che doveva liberarlo lo ha reso schiavo.
Quando le sostanze necessarie alla pozione non funzionano più, Jekyll comprende che non potrà continuare a tornare alla propria identità. Hyde rischia di restare definitivamente al posto suo. La confessione è quindi il testamento morale di un uomo che ha voluto separare il bene dal male e ha finito per essere distrutto dal male liberato.