Zanna Bianca cresce sotto la protezione di Kiche, ma la protezione materna non elimina la durezza del mondo. Il cucciolo impara presto che ogni errore può avere conseguenze dolorose. La foresta è una scuola severa, dove non esistono spiegazioni astratte, ma solo esperienza diretta.
La sua prima formazione avviene attraverso la paura, la fame e la curiosità. Egli esplora ciò che lo circonda, scopre piccoli animali, subisce aggressioni, tenta di cacciare e comprende lentamente le regole della vita. Ogni scoperta modifica il suo comportamento.
La madre Kiche è la sua prima guida. Essa gli offre nutrimento, difesa e insegnamenti istintivi. Ma anche Kiche appartiene a un mondo complesso: non è una lupa completamente libera, perché ha avuto rapporti con gli uomini e conserva dentro di sé una parte domestica.
Il vero cambiamento avviene quando Zanna Bianca e Kiche incontrano un accampamento indigeno. Qui il cucciolo vede per la prima volta gli uomini. Essi gli appaiono come creature potenti, misteriose e quasi divine, capaci di dominare il fuoco, costruire oggetti, comandare cani e imporre la propria volontà.
Tra questi uomini c’è Castoro Grigio, che riconosce Kiche come una cagna appartenuta in passato agli uomini. Per questo la riprende con sé, e Zanna Bianca, essendo suo figlio, entra a far parte dell’accampamento. Il passaggio dalla foresta al mondo umano è decisivo.
Per Zanna Bianca, gli uomini sono superiori perché possiedono una forza incomprensibile. Non sono più grandi degli animali più potenti, ma sanno usare strumenti, armi, fuoco e organizzazione. Il cucciolo impara che davanti all’uomo bisogna sottomettersi.
Questa sottomissione non nasce dall’amore, ma dalla paura e dal riconoscimento della forza. Zanna Bianca non viene accolto con dolcezza. Viene legato, controllato, punito e costretto a imparare le regole dell’accampamento. Il suo rapporto con l’uomo comincia sotto il segno del dominio.
Nell’accampamento incontra anche altri cani, che lo trattano con ostilità. Essendo diverso, più lupo che cane, viene aggredito e isolato. In particolare, il cane Lip-Lip diventa suo persecutore, rendendo la vita del cucciolo ancora più dura.
PAGE-BREAKL’isolamento tra i cani contribuisce a formare il carattere di Zanna Bianca. Egli non cresce giocoso e socievole, ma diffidente, solitario, aggressivo e pronto a difendersi. La violenza subita non lo spezza; lo indurisce.
La sua intelligenza si sviluppa in modo rapido. Impara a evitare le aggressioni, a colpire per primo, a non fidarsi, a osservare gli altri animali e gli uomini. Non combatte per piacere, ma perché il mondo gli mostra che solo chi è forte e prudente sopravvive.
Il rapporto con Castoro Grigio è importante ma limitato. L’uomo non è crudele come altri personaggi che compariranno più avanti, ma non offre vero affetto. Per lui Zanna Bianca è un animale utile, proprietà da controllare e sfruttare. Il legame è fondato sull’obbedienza, non sulla tenerezza.
Zanna Bianca accetta Castoro Grigio come padrone perché riconosce in lui il potere. In questa fase, l’uomo è per lui una divinità dura: comanda, punisce, nutre, decide. Il cane-lupo impara a vivere secondo la legge dell’uomo, ma non impara ancora l’amore.
Il secondo capitolo ideale dell’opera mostra quindi il passaggio dalla natura selvaggia alla società umana. Zanna Bianca lascia la foresta, entra nell’accampamento e scopre un nuovo ordine, non meno duro del precedente. La legge della zanna si trasforma nella legge del bastone, della proprietà e dell’obbedienza.