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Capitolo

Beauty Smith, i combattimenti e la degradazione della violenza

Zanna Bianca — Jack London

La fase più crudele della vita di Zanna Bianca comincia quando entra in contatto con Beauty Smith, uomo meschino, vigliacco e crudele. Il soprannome “Beauty”, cioè bellezza, è ironico, perché il personaggio è moralmente spregevole e fisicamente descritto in modo sgradevole.

Beauty Smith desidera possedere Zanna Bianca per sfruttarne la ferocia nei combattimenti tra cani. Capisce che quell’animale, già indurito da una vita difficile, può diventare una macchina da lotta e quindi una fonte di guadagno e spettacolo.

Per ottenere Zanna Bianca, Beauty Smith approfitta delle debolezze di Castoro Grigio, soprattutto dell’alcol. Riesce così a comprare l’animale e a sottrarlo al precedente padrone. Questo passaggio segna una discesa ulteriore: dalla durezza dell’obbedienza si passa alla crudeltà deliberata.

Con Beauty Smith, Zanna Bianca viene maltrattato, provocato, imprigionato e spinto all’odio. L’uomo non vuole solo controllarlo: vuole renderlo ancora più feroce. La violenza diventa metodo di addestramento e spettacolo.

I combattimenti trasformano Zanna Bianca in una creatura temuta da tutti. Viene messo contro cani e altri animali, e quasi sempre vince grazie alla sua rapidità, forza e astuzia. Ma ogni vittoria aumenta la sua solitudine e il suo odio verso il mondo.

Questa parte del romanzo mostra la degradazione del rapporto tra uomo e animale. L’uomo non si limita a usare l’animale per lavorare o sopravvivere; lo sfrutta per divertimento, denaro e crudeltà. Beauty Smith rappresenta il volto più basso dell’umanità.

Zanna Bianca non combatte per piacere morale. Combatte perché è costretto, perché ha imparato che il mondo è nemico, perché ogni debolezza viene punita. Il suo odio è il risultato di una lunga educazione alla violenza.

La sua fama di combattente cresce, ma questa fama è una prigione. Gli uomini lo vedono come una bestia feroce, non come una creatura ferita. Nessuno si chiede che cosa lo abbia reso così. Il pubblico dei combattimenti consuma la sua sofferenza come spettacolo.

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Il momento decisivo arriva quando Zanna Bianca viene costretto a combattere contro un bulldog. Il bulldog ha una tecnica diversa: si aggrappa con le mascelle e non lascia la presa. Zanna Bianca, abituato a colpire e muoversi rapidamente, si trova in grave difficoltà.

Il combattimento rischia di concludersi con la morte di Zanna Bianca. L’animale, per la prima volta, non riesce a liberarsi. Beauty Smith assiste senza vera pietà, interessato solo allo spettacolo e al possesso. La brutalità umana tocca qui uno dei suoi punti più bassi.

In quel momento interviene Weedon Scott, giovane uomo civile, coraggioso e compassionevole. Egli interrompe il combattimento, salva Zanna Bianca e lo sottrae a Beauty Smith. Questo intervento segna una svolta radicale nella vita del protagonista.

Per Zanna Bianca, Weedon Scott è un tipo di uomo completamente nuovo. Non lo picchia, non lo sfrutta, non lo provoca, non cerca di aumentare il suo odio. Al contrario, lo salva. Ma l’animale, abituato alla violenza, non può comprendere subito la bontà.

Il quarto capitolo ideale dell’opera mostra quindi l’abisso della crudeltà umana. Beauty Smith trasforma Zanna Bianca in strumento di lotta e odio, ma proprio nel punto più oscuro appare la possibilità del cambiamento. L’incontro con Weedon Scott apre la strada a una nuova educazione: non più attraverso paura e dolore, ma attraverso pazienza e affetto.