Il Paradiso è la terza cantica della Divina Commedia e rappresenta la parte più alta e complessa dell’opera. Dopo aver attraversato l’Inferno e il Purgatorio, Dante sale nei cieli guidato da Beatrice, figura dell’amore spirituale, della grazia e della conoscenza teologica.
Il mondo del Paradiso è molto diverso dagli altri due regni. Nell’Inferno prevalevano il buio, il dolore e la fissità; nel Purgatorio dominavano il cammino, la fatica e la speranza; nel Paradiso prevalgono la luce, l’armonia, la musica, la gioia e l’amore.
Dante deve affrontare una difficoltà nuova: raccontare ciò che supera le capacità del linguaggio umano. Il Paradiso è il regno dell’ineffabile, cioè di ciò che non può essere espresso pienamente con le parole. Per questo la poesia diventa più simbolica, luminosa e teologica.
La salita avviene attraverso i cieli, secondo la concezione astronomica medievale. Dante attraversa il cielo della Luna, di Mercurio, di Venere, del Sole, di Marte, di Giove, di Saturno, delle Stelle fisse, del Primo Mobile e infine giunge all’Empireo.
Le anime beate appaiono nei diversi cieli non perché siano realmente divise in luoghi separati, ma per rendere comprensibile a Dante il loro grado di beatitudine e la loro esperienza spirituale. Tutte le anime si trovano nell’Empireo, ma si manifestano gradualmente alla capacità limitata del poeta.
Nel cielo della Luna Dante incontra Piccarda Donati, che spiega il tema della volontà e della beatitudine. Anche chi occupa un grado più basso nel Paradiso è pienamente felice, perché la beatitudine consiste nell’essere perfettamente accordati alla volontà di Dio.
Uno dei grandi temi del Paradiso è infatti l’armonia. Ogni anima desidera ciò che Dio vuole, e proprio per questo è felice. Non esistono invidia, rivalità o mancanza, perché l’amore divino dà a ciascuno la pienezza adatta alla propria condizione.
PAGE-BREAKNel cielo del Sole Dante incontra grandi sapienti, tra cui San Tommaso d’Aquino e San Bonaventura. Qui la conoscenza viene presentata come luce e come ordine. La vera sapienza non è orgoglio intellettuale, ma partecipazione alla verità divina.
Nel cielo di Marte Dante incontra Cacciaguida, suo antenato. Questo incontro è molto importante perché collega il viaggio spirituale alla vita concreta di Dante. Cacciaguida parla dell’antica Firenze, dell’esilio del poeta e della missione morale della Commedia.
Attraverso Cacciaguida, Dante riceve una conferma del proprio destino. Dovrà subire l’esilio e l’amarezza della lontananza dalla patria, ma dovrà anche raccontare ciò che ha visto, senza timore. La poesia diventa così missione di verità.
Nel Paradiso, Dante comprende che il suo dolore personale può diventare testimonianza utile agli altri uomini.
Nei cieli superiori Dante affronta temi sempre più alti: la giustizia divina, la provvidenza, la fede, la speranza, la carità, l’ordine dell’universo e il mistero della salvezza. Le domande del poeta diventano sempre più profonde e Beatrice lo guida verso una comprensione più ampia.
A un certo punto Beatrice lascia il posto a San Bernardo, che diventa l’ultima guida di Dante. San Bernardo, grande devoto della Vergine Maria, prepara il poeta alla visione finale. La ragione e la teologia hanno condotto Dante fin dove era possibile; ora serve la contemplazione mistica.
San Bernardo rivolge una preghiera alla Vergine, chiedendo che Dante possa vedere Dio. La figura di Maria appare come mediatrice di grazia, madre misericordiosa e punto più alto dell’umanità redenta.
Il momento conclusivo è la visione di Dio. Dante vede una luce infinita e tre cerchi, simbolo della Trinità. In uno di questi cerchi riconosce il mistero dell’incarnazione, cioè l’unione tra divino e umano in Cristo. Ma la comprensione piena supera la sua mente.
L’opera termina con l’immagine dell’amore che muove il sole e le altre stelle. È una conclusione altissima: tutto l’universo è retto dall’amore divino, principio di ordine, movimento, vita e salvezza.
Il Paradiso mostra quindi il compimento del viaggio. Dante non arriva soltanto a vedere Dio, ma comprende che il senso ultimo della realtà è l’amore. Dopo la selva oscura, il male, la purificazione e la conoscenza, il cammino si chiude nella luce.