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Capitolo

L’esilio di Romeo e la solitudine di Giulietta

Romeo e Giulietta — William Shakespeare

Dopo l’uccisione di Tebaldo, Romeo si rifugia presso Frate Lorenzo. È disperato, perché considera l’esilio una condanna insopportabile. Lasciare Verona significa lasciare Giulietta, e per lui vivere lontano da lei equivale a perdere il senso stesso della vita.

Frate Lorenzo cerca di calmarlo e gli ricorda che il Principe lo ha risparmiato dalla morte. Ma Romeo non riesce a ragionare con distacco. Il suo amore è assoluto, e ogni separazione gli appare definitiva. Anche qui emerge la sua impulsività emotiva.

Intanto Giulietta si trova in una condizione sempre più difficile. Ha perso il cugino Tebaldo, ha appena sposato in segreto Romeo e deve nascondere alla famiglia il proprio dolore autentico. I Capuleti credono che pianga solo per Tebaldo, ma la sua sofferenza più profonda riguarda l’esilio del marito.

Nota di lettura: Giulietta è sola perché non può dire la verità. Il segreto del matrimonio la separa dalla famiglia, mentre l’esilio le porta via Romeo.

La notte d’amore tra Romeo e Giulietta, prima della partenza del giovane, è una scena tenera e dolorosa. I due sposi si incontrano sapendo che il mattino li separerà. Vorrebbero trattenere il tempo, ma l’alba arriva come segno inevitabile della realtà.

Il contrasto tra notte e giorno è importante. La notte protegge l’amore, il segreto e l’intimità; il giorno riporta alla legge sociale, al pericolo e alla separazione. Per Romeo e Giulietta, la luce non è sempre salvezza: spesso è ciò che li espone al mondo ostile.

Dopo la partenza di Romeo, Giulietta viene informata che il padre ha deciso di farla sposare con Paride. Questo progetto era già stato immaginato, ma ora viene accelerato, perché Capuleti pensa che un matrimonio possa consolare la figlia dal lutto per Tebaldo.

Per Giulietta, però, sposare Paride è impossibile. È già moglie di Romeo. Accettare quel matrimonio significherebbe tradire il suo legame e la propria coscienza. La giovane si oppone, ma il padre reagisce con durezza, imponendole obbedienza.

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La scena con il padre mostra la condizione femminile nella società rappresentata dalla tragedia. Giulietta non viene considerata pienamente libera di scegliere. Il matrimonio è deciso dagli adulti e legato all’onore, alla convenienza e alla volontà familiare.

La madre non riesce ad aiutarla davvero, e la Nutrice, che fino a quel momento era stata sua complice, le consiglia di dimenticare Romeo e sposare Paride. Questo consiglio segna una frattura profonda: Giulietta capisce di non poter più confidare neppure nella persona che le era stata più vicina.

Da questo momento Giulietta appare molto maturata. Non è più soltanto la giovane innamorata del balcone, ma una donna capace di scegliere contro tutti, anche in solitudine. Decide di rivolgersi a Frate Lorenzo per trovare una via d’uscita.

Il contrasto tra Romeo e Giulietta diventa evidente. Romeo tende spesso a reagire con disperazione immediata; Giulietta, pur soffrendo, mostra una forza crescente. La sua solitudine la rende più decisa e consapevole.

L’esilio separa Romeo da Giulietta, ma la pressione della famiglia isola Giulietta ancora di più, costringendola a scegliere da sola il proprio destino.

Questa fase della tragedia mostra che l’amore dei due giovani è ormai stretto tra due forze: da una parte la lontananza di Romeo, dall’altra il matrimonio imposto con Paride. Giulietta comprende che nessuno, nella sua casa, può o vuole davvero ascoltare la verità del suo cuore.