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Personaggi, temi e significato del romanzo

Il fu Mattia Pascal — Luigi Pirandello

Mattia Pascal è il protagonista e narratore del romanzo. È un uomo comune, debole, ironico, inquieto, incapace di accettare la vita che gli è toccata. La sua vicenda è paradossale: viene creduto morto, si inventa una nuova identità, scopre l’impossibilità di vivere senza un riconoscimento sociale e torna infine a essere “il fu” Mattia Pascal.

Adriano Meis non è un personaggio distinto, ma la seconda identità assunta da Mattia. Rappresenta il sogno di libertà assoluta: un uomo senza passato, senza famiglia, senza obblighi. Tuttavia, proprio questa identità inventata rivela l’impossibilità di vivere fuori dalla società. Adriano Meis è libero solo in apparenza, perché non esiste legalmente.

Romilda Pescatore è la moglie di Mattia. Il loro matrimonio nasce da circostanze confuse e si rivela infelice. Romilda non è descritta come una figura idealizzata: fa parte del mondo soffocante da cui Mattia vuole fuggire. Dopo la falsa morte del marito, si risposa con Pomino e costruisce una nuova vita.

La vedova Pescatore, madre di Romilda, è uno dei personaggi più oppressivi della prima parte. Rende insopportabile la vita domestica di Mattia e contribuisce al suo desiderio di fuga. Rappresenta una forma di aggressività familiare quotidiana.

Pomino è un vecchio amico di Mattia e poi secondo marito di Romilda. La sua presenza nel finale accentua l’assurdità della situazione: Mattia torna vivo, ma il suo posto è stato occupato da un altro, e la vita è andata avanti senza di lui.

Anselmo Paleari è il padrone di casa di Adriano Meis a Roma. È un personaggio interessato alla filosofia, allo spiritismo e alle riflessioni sull’anima e sull’aldilà. Le sue idee contribuiscono al clima di incertezza e relativismo del romanzo.

Adriana Paleari è la giovane di cui Adriano Meis si innamora. È dolce, sincera e rappresenta per il protagonista la possibilità di una vita nuova e affettuosa. Ma proprio l’amore per Adriana mostra l’impossibilità della nuova identità: Adriano non può sposarla, perché non esiste davvero.

Terenzio Papiano è un personaggio ambiguo e negativo. Opportunista e interessato, crea tensione nella casa dei Paleari. Attraverso di lui Mattia-Adriano comprende di non potersi difendere legalmente, perché la sua identità è falsa.

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Il tema principale del romanzo è l’identità. Mattia Pascal crede che l’identità sia qualcosa da cui ci si possa liberare cambiando nome e storia. Ma scopre che l’identità è anche una condizione sociale: per esistere nel mondo bisogna essere riconosciuti dagli altri e dalle istituzioni.

Un altro tema fondamentale è quello della maschera. Ogni persona assume un ruolo davanti agli altri. Mattia è marito, genero, bibliotecario; poi diventa Adriano Meis; infine diventa “il fu” Mattia Pascal. Nessuna di queste maschere esaurisce davvero la sua interiorità, ma tutte condizionano la sua vita.

Il romanzo affronta anche il tema della libertà. All’inizio Mattia sogna di essere libero da tutto: famiglia, lavoro, paese, obblighi. Ma la libertà senza identità si rivela impraticabile. L’uomo non può vivere come pura volontà individuale, perché ha bisogno di rapporti, diritti, riconoscimento e responsabilità.

Molto importante è il rapporto tra apparenza e realtà. Per tutti, Mattia è morto; in realtà è vivo. Adriano Meis appare come una persona reale; in realtà è un’invenzione. Il romanzo mostra continuamente che ciò che appare vero può essere falso, e ciò che è vero può non essere riconosciuto.

Un altro tema è il caso. La vita di Mattia cambia non per un piano razionale, ma per una serie di eventi casuali: la vincita al gioco, il ritrovamento del cadavere, l’errore di riconoscimento. Il caso domina la vicenda e mette in crisi l’idea che l’uomo possa controllare pienamente il proprio destino.

Il romanzo riflette anche sulla famiglia e sulla società. La famiglia di Mattia non è un rifugio sereno, ma un luogo di tensione e oppressione. La società, però, pur essendo soffocante, è necessaria: senza di essa l’individuo non ha diritti né identità riconosciuta.

Il significato complessivo dell’opera sta nella scoperta dell’impossibilità di una fuga totale. Mattia Pascal cerca di uscire dalla propria vita, ma non riesce a entrare davvero in un’altra. La sua esperienza dimostra che l’uomo è prigioniero delle forme sociali, ma non può vivere senza di esse.

Il fu Mattia Pascal è quindi un romanzo profondamente moderno. Non racconta la formazione di un eroe che trova il proprio posto nel mondo, ma la crisi di un uomo che scopre di non poter coincidere con nessun ruolo definitivo. La sua identità resta spezzata, mobile, contraddittoria.

L’opera è attuale perché parla del desiderio di cambiare vita, di reinventarsi, di fuggire dalle responsabilità e dai giudizi degli altri. Ma mostra anche il limite di questo desiderio: nessuno può ricominciare davvero da zero, perché ogni persona porta con sé una storia, un nome, relazioni e conseguenze.

La grandezza del romanzo sta nella sua capacità di unire racconto, ironia e riflessione filosofica. La vicenda di Mattia Pascal può sembrare quasi comica per le sue coincidenze assurde, ma dietro il sorriso emerge una domanda seria e ancora viva: chi siamo, se gli altri smettono di riconoscerci per ciò che crediamo di essere?