Introduzione
Il cacciatore di aquiloni è il romanzo d’esordio di Khaled Hosseini, pubblicato nel 2003, ed è una delle opere contemporanee più lette e conosciute dedicate all’Afghanistan, alla memoria dell’infanzia, alla colpa e alla possibilità del riscatto. La storia segue la vita di Amir, un ragazzo nato a Kabul in una famiglia benestante, e il suo rapporto con Hassan, figlio del domestico di casa, amico fedele e compagno di giochi.
La vicenda comincia nella Kabul degli anni Settanta, prima delle guerre e delle trasformazioni che sconvolgeranno il Paese. Amir e Hassan crescono insieme, corrono dietro agli aquiloni, condividono giornate di gioco e silenzi profondi, ma la loro amicizia è segnata da una forte disuguaglianza sociale ed etnica. Amir appartiene alla comunità pashtun e vive con il padre Baba in una casa agiata; Hassan è hazara, povero, emarginato eppure dotato di una lealtà assoluta.
Attraverso la storia di Amir, Hassan, Baba, Ali, Rahim Khan, Soraya, Assef e Sohrab, Hosseini affronta temi fondamentali come l’amicizia, il tradimento, la colpa, il perdono, il rapporto padre-figlio, l’esilio, la memoria, la guerra, la discriminazione, la perdita dell’innocenza, la responsabilità morale e la possibilità di tornare indietro non per cancellare il passato, ma per provare finalmente a riparare ciò che è stato spezzato.
