Isole di calore urbane: perché le città diventano sempre più calde
Per capire le isole di calore bisogna osservare i materiali della città. Asfalto, cemento, pietra, mattoni e superfici scure assorbono energia solare durante il giorno e la rilasciano lentamente. Per questo, in alcune strade, la temperatura resta alta anche la sera, quando in campagna o vicino al mare l’aria comincia già a rinfrescarsi.
Il verde svolge una funzione opposta. Gli alberi fanno ombra, riducono la temperatura delle superfici e rilasciano umidità attraverso la traspirazione. Un grande albero non è soltanto un elemento decorativo: è una piccola infrastruttura climatica.
Perché gli alberi rinfrescano?
Le chiome riducono l’esposizione diretta al sole, proteggono marciapiedi e facciate, migliorano la qualità dell’aria e contribuiscono ad abbassare la temperatura percepita. Dove manca ombra, il corpo umano sente il caldo in modo molto più intenso.
Anche la forma degli edifici ha un ruolo. Strade strette e palazzi alti possono impedire la circolazione dell’aria; grandi superfici impermeabili bloccano l’assorbimento dell’acqua piovana; parcheggi e piazzali diventano distese calde che restituiscono calore all’ambiente.
A questo si aggiunge il calore prodotto dalle attività umane. Automobili, impianti industriali, condizionatori e apparecchiature rilasciano energia nell’ambiente urbano. I climatizzatori raffreddano gli interni, ma spostano una parte del calore all’esterno, contribuendo ad aumentare la temperatura nelle aree più dense.
Il risultato è un circolo difficile: più fa caldo, più si usano i condizionatori; più si usano i condizionatori, più aumenta il consumo energetico e una parte del calore viene espulsa all’esterno. Senza interventi sulla città, il problema tende a ripresentarsi ogni estate.
Non basta piantare qualche albero
Il verde è fondamentale, ma deve essere progettato, irrigato, curato e distribuito nei quartieri che ne hanno più bisogno. Un albero appena piantato non sostituisce immediatamente una chioma adulta.
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