Allergie stagionali: perché pollini, clima e inquinamento peggiorano i sintomi
I pollini non sono tutti uguali. Alcuni alberi rilasciano polline tra la fine dell’inverno e la primavera; le graminacee sono spesso protagoniste della stagione primaverile; altre piante, come alcune erbe infestanti, possono creare problemi più avanti nell’anno. Per questo una persona può stare male a marzo, un’altra a maggio e un’altra ancora tra fine estate e autunno.
La quantità di polline presente nell’aria varia molto da un giorno all’altro. Una giornata secca e ventosa può favorire la dispersione dei granuli, mentre la pioggia può temporaneamente ridurre la concentrazione nell’aria. Dopo alcuni temporali, però, le condizioni possono diventare complesse, perché frammenti molto piccoli di materiale allergenico possono restare sospesi e raggiungere più facilmente le vie respiratorie.
Perché il clima conta?
Temperature più alte, stagioni più lunghe, cambiamenti nelle piogge e aumento dell’anidride carbonica possono influire sulla crescita delle piante, sul periodo di fioritura e sulla quantità di polline prodotta. Questo può aumentare il tempo di esposizione delle persone sensibili.
Il cambiamento climatico non crea da solo l’allergia, ma può modificare il contesto in cui l’allergia si manifesta. Se una pianta fiorisce prima, se la stagione dei pollini dura di più o se alcune specie si diffondono in nuove aree, chi è predisposto può trovarsi esposto per periodi più lunghi.
Un altro aspetto riguarda la prevedibilità. Molte persone ricordano un calendario allergico abbastanza regolare: un certo periodo dell’anno, alcuni sintomi, poi il miglioramento. Oggi, invece, temperature anomale, inverni miti, primavere anticipate e alternanza di piogge intense e giornate calde possono rendere più difficile riconoscere l’inizio e la fine della stagione.
Osservare il calendario dei sintomi
Annotare in quali settimane compaiono starnuti, prurito agli occhi, naso chiuso o tosse può aiutare a collegare i disturbi ai periodi di maggiore presenza di pollini. Queste informazioni sono utili anche durante una visita medica.
Il polline segue le piante, ma le piante seguono il clima. Quando il clima cambia, cambia anche la stagione delle allergie.
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