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Volontariato oggi: il valore sociale del tempo donato

Volontariato oggi: il valore sociale del tempo donato

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Il volontariato oggi è molto più vario di quanto si immagini. Non riguarda soltanto l’assistenza ai poveri o le emergenze, anche se questi ambiti restano fondamentali. Ci sono volontari che si occupano di ambiente, cultura, sport, protezione civile, inclusione, salute, animali, biblioteche, feste di paese, doposcuola, accompagnamento, ascolto telefonico, raccolte fondi, promozione dei diritti, cura dei beni comuni e sostegno a persone fragili.

Questa varietà mostra che il volontariato non è un settore marginale, ma una parte del tessuto sociale. ISTAT, nell’indagine sul volontariato in Italia riferita al 2023, parla di 4,7 milioni di persone impegnate in attività volontarie, considerando sia il volontariato organizzato sia l’aiuto diretto a persone al di fuori della famiglia. Il volontariato organizzato, svolto tramite gruppi, associazioni o organizzazioni, coinvolge il 6,2% della popolazione, pari a circa 3,2 milioni di persone.

Una presenza diffusa

Il volontariato non vive solo nelle grandi associazioni nazionali. Spesso nasce nei quartieri, nei paesi, nelle parrocchie, nei gruppi sportivi, nelle scuole, nei circoli, nelle associazioni culturali, nei comitati locali e nelle reti informali di aiuto.

Il valore sociale del volontariato si vede soprattutto nei luoghi in cui crea legami. Una raccolta alimentare non è solo distribuzione di prodotti; è incontro tra chi dona, chi organizza e chi riceve. Un doposcuola non è solo aiuto nei compiti; può diventare fiducia, incoraggiamento, relazione educativa. Un servizio di accompagnamento per anziani non è solo trasporto; può essere conversazione, sicurezza e possibilità di non sentirsi abbandonati.

In molti piccoli centri, il volontariato tiene in piedi attività che altrimenti scomparirebbero: eventi culturali, iniziative sportive, feste tradizionali, cura di spazi comuni, assistenza durante manifestazioni, protezione civile, biblioteche, musei locali e servizi di prossimità. Non sempre questi gesti vengono percepiti come “grandi”, ma senza di essi la vita comunitaria sarebbe più povera.

Il volontariato invisibile

Esiste anche un volontariato meno riconosciuto, fatto di aiuto diretto: accompagnare un vicino, sostenere una famiglia in difficoltà, dare una mano in una raccolta, aiutare un anziano con una pratica, partecipare alla cura di uno spazio comune. Non tutto passa da una tessera associativa, ma tutto può contribuire alla coesione sociale.

Una comunità è più forte quando le persone non aspettano sempre che sia qualcun altro a occuparsi dei bisogni comuni.
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