Società

Abitare i piccoli paesi: perché borghi e periferie cercano un nuovo futuro

Abitare i piccoli paesi: perché borghi e periferie cercano un nuovo futuro

Pagina 4 di 5

Accanto ai piccoli paesi ci sono le periferie urbane, che vivono una sfida diversa ma collegata. Anche le periferie cercano un nuovo futuro perché spesso concentrano problemi di accesso ai servizi, mobilità, spazi pubblici, abitazioni, sicurezza percepita, opportunità educative e qualità urbana. Non sono luoghi vuoti o senza identità; al contrario, sono spesso quartieri popolosi, giovani, multiculturali, pieni di energie ma segnati da carenze storiche.

Il tema comune tra borghi e periferie è la distanza. Nei piccoli paesi la distanza è spesso geografica: dal lavoro, dagli ospedali, dalle università, dai grandi servizi. Nelle periferie la distanza può essere sociale e urbana: si può essere dentro una città e sentirsi comunque lontani dalle opportunità. In entrambi i casi, la sfida è ricucire legami: tra centro e margine, tra abitanti e istituzioni, tra spazi fisici e possibilità di vita.

Periferia non significa assenza di valore

Molte periferie hanno comunità vive, associazioni, scuole, mercati, spazi informali e reti di solidarietà. Il problema non è la mancanza di persone o energie, ma spesso la mancanza di investimenti continui, servizi accessibili e riconoscimento pubblico.

La rigenerazione urbana prova a intervenire proprio su questi nodi. Il Programma Innovativo per la Qualità dell’Abitare, finanziato nell’ambito del PNRR, prevede interventi su alloggi di edilizia residenziale pubblica e sociale e la riqualificazione di spazi pubblici; il Ministero delle Infrastrutture lo descrive come un programma che riguarda quartieri, periferie, piazze, scuole e luoghi di aggregazione restituiti ai cittadini.

Ma la rigenerazione non può essere solo edilizia. Rifare una piazza è importante, ma quella piazza deve essere vissuta. Aprire uno spazio culturale è utile, ma deve avere gestione, attività, sicurezza, accessibilità. Costruire case è necessario, ma bisogna pensare anche a trasporti, scuole, verde, servizi sociali, sport, lavoro, commercio di prossimità e partecipazione degli abitanti. Altrimenti si rischia di cambiare l’immagine dei luoghi senza cambiare davvero la vita delle persone.

Rigenerare significa ricucire

La rigenerazione più efficace non si limita a sistemare edifici. Deve ricucire relazioni, servizi, mobilità, spazi comuni, opportunità economiche e fiducia. Un luogo migliora quando gli abitanti sentono che vale la pena prendersene cura.

Borghi e periferie sembrano opposti, ma condividono una domanda: come si costruisce futuro nei luoghi considerati ai margini?
1 2 3 4 5

Continua a leggere

Altri articoli

« Torna alla home page