Ambiente

Quando la pioggia non trova più terra: i rischi del consumo di suolo

Quando la pioggia non trova più terra: i rischi del consumo di suolo

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Rigenerare invece di espandere

Ridurre il consumo di suolo non significa bloccare ogni attività edilizia. Significa cambiare priorità: recuperare edifici vuoti, riutilizzare aree dismesse, migliorare i quartieri esistenti e costruire nuove superfici soltanto quando sono realmente necessarie.

Molte città possiedono capannoni abbandonati, immobili inutilizzati, parcheggi sovradimensionati e spazi degradati. Intervenire su queste aree può essere più complesso rispetto alla costruzione su un terreno libero, ma evita una nuova espansione e può restituire servizi e qualità urbana.

La rigenerazione non dovrebbe limitarsi alla sostituzione di un edificio con un altro. Può diventare l’occasione per aumentare il verde, ridurre le superfici impermeabili, creare percorsi pedonali, migliorare l’efficienza energetica e realizzare spazi pubblici capaci di gestire la pioggia.

Rigenerazione o semplice ricostruzione?

Demolire e ricostruire mantenendo ogni metro quadrato coperto non restituisce necessariamente spazio alla natura. Una vera rigenerazione dovrebbe migliorare anche permeabilità, biodiversità, comfort climatico e qualità degli spazi pubblici.

Deimpermeabilizzare: togliere asfalto per restituire terreno

La deimpermeabilizzazione, chiamata anche desealing, consiste nel rimuovere asfalto, calcestruzzo o altre coperture artificiali per ripristinare una superficie capace di assorbire acqua e sostenere vegetazione.

L’intervento può riguardare cortili scolastici, parcheggi inutilizzati, piazze, aree industriali dismesse, spartitraffico o margini stradali. Dopo la rimozione della copertura è necessario verificare la qualità del terreno, eliminare eventuali contaminanti, ridurre la compattazione e ricostruire gli strati fertili.

Non sempre è possibile ritornare alle condizioni originarie. Tuttavia, anche un recupero parziale può ridurre il deflusso, migliorare il microclima e creare nuovi habitat.

Le città spugna

Con l’espressione “città spugna” si indica un modello urbano capace di assorbire, rallentare, conservare e riutilizzare l’acqua piovana. Non si tratta di una singola tecnologia, ma di un insieme di soluzioni distribuite.

Tetti verdi, alberature, fossi vegetati, bacini temporanei, pavimentazioni drenanti, parchi allagabili e giardini della pioggia collaborano con fognature e canali. L’acqua viene trattenuta vicino al punto in cui cade e rilasciata più lentamente.

Uno spazio può svolgere più funzioni

Un parco può offrire ombra e ricreazione nei giorni normali e trattenere temporaneamente l’acqua durante un temporale. Una strada può integrare alberi e aiuole drenanti. Un cortile scolastico può diventare più fresco, permeabile e didattico.

Pavimentazioni permeabili: utili, ma non magiche

Masselli drenanti, ghiaia stabilizzata e altre superfici permeabili possono consentire all’acqua di attraversare la pavimentazione. La loro efficacia dipende però dalla progettazione degli strati sottostanti, dalla manutenzione e dalle caratteristiche del terreno.

Se i pori si riempiono di polvere e sedimenti, la capacità drenante diminuisce. Se sotto la pavimentazione viene realizzata una base impermeabile, l’acqua non potrà comunque infiltrarsi in profondità.

Questi materiali sono quindi strumenti utili, ma devono essere inseriti in un progetto complessivo. Non possono giustificare qualsiasi nuova costruzione né sostituire la conservazione di un suolo naturale.

Recuperare i cortili e gli spazi scolastici

Molte scuole possiedono cortili quasi interamente asfaltati, caldi in estate e poco capaci di assorbire la pioggia. Rimuovere una parte delle superfici, piantare alberi e creare aree verdi può migliorare il comfort e trasformare lo spazio in un laboratorio ambientale.

Gli studenti possono osservare il ciclo dell’acqua, la crescita delle piante, gli insetti impollinatori e le differenze di temperatura tra asfalto, ombra e terreno vegetato. La rigenerazione diventa così anche un progetto educativo.

Prima di piantare bisogna liberare il suolo

Aggiungere vasi e fioriere migliora l’aspetto di uno spazio, ma non sostituisce la rimozione delle superfici impermeabili. Dove possibile, restituire terreno aperto permette benefici più profondi e duraturi.

Rigenerare significa costruire qualità senza continuare a spostare il confine della città verso i campi.
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