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Fabbriche a luci spente: la rivoluzione cinese che affida la produzione a robot e intelligenza artificiale

Fabbriche a luci spente: la rivoluzione cinese che affida la produzione a robot e intelligenza artificiale

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Gli esempi cinesi più conosciuti

Tra gli esempi più citati compare la fabbrica intelligente di Xiaomi a Pechino, dedicata alla produzione di smartphone. Nei propri documenti societari, l’azienda descrive un impianto fondato su software e apparecchiature sviluppati internamente, con un’elevata integrazione tra automazione, digitalizzazione e controllo intelligente.

Xiaomi ha indicato per questo stabilimento una capacità produttiva annua di circa dieci milioni di smartphone. I documenti aziendali presentano la fabbrica come una base sperimentale dalla quale ricavare metodi da applicare successivamente ad altre categorie di prodotti.

Questo esempio mostra un aspetto importante: la fabbrica intelligente non serve soltanto a produrre grandi quantità. Può diventare un laboratorio per sviluppare macchine, algoritmi e piattaforme che l’azienda potrà riutilizzare in altri impianti.

Haier e la produzione di elettrodomestici

Un altro caso frequentemente associato alle fabbriche a luci spente riguarda Haier. Il World Economic Forum ha descritto a Qingdao un impianto quasi completamente robotizzato per la produzione di frigoriferi e lavatrici, sorvegliato da un numero molto ridotto di persone.

La produzione di elettrodomestici si presta all’automazione perché comprende molte operazioni ripetitive, movimentazione di componenti, controlli dimensionali e assemblaggi standardizzati. L’integrazione digitale consente però anche di variare modelli e configurazioni senza ricostruire completamente la linea.

Una precisazione necessaria

Le dichiarazioni aziendali sulle fabbriche autonome descrivono spesso capacità tecniche e livelli di automazione molto elevati. Non sempre permettono di verificare quante ore l’impianto lavori realmente senza persone o quali attività rimangano affidate agli operatori. È quindi opportuno distinguere tra comunicazione industriale e autonomia totale dimostrata.

Dalla produzione di massa alla personalizzazione

L’automazione viene spesso associata alla produzione di milioni di oggetti identici. Le fabbriche intelligenti cercano invece di combinare grandi volumi e varietà.

Un ordine digitale può contenere informazioni su modello, colore, componenti e destinazione. Il sistema riconosce il prodotto lungo la linea e invia a ogni macchina le istruzioni necessarie. In questo modo, pezzi differenti possono attraversare lo stesso impianto.

Questa flessibilità è particolarmente utile nei settori caratterizzati da cicli commerciali brevi, come smartphone, elettronica, elettrodomestici e veicoli elettrici. Le aziende devono introdurre nuovi modelli rapidamente senza fermare gli stabilimenti per lunghi periodi.

Perché le imprese investono

Produrre senza interruzioni

Le macchine possono lavorare durante la notte, nei fine settimana e nei periodi in cui sarebbe difficile organizzare un turno completo. Restano necessari controlli, manutenzione e assistenza, ma la produzione può continuare con una presenza ridotta.

Ridurre gli errori ripetitivi

Un processo automatico ben calibrato offre una qualità uniforme. La macchina non si stanca e non modifica involontariamente il gesto. Questo vantaggio è importante quando le tolleranze sono minime o quando un errore può compromettere migliaia di prodotti.

Aumentare la tracciabilità

Ogni componente può essere identificato e collegato ai dati di produzione. In caso di difetto, l’impresa può risalire al lotto, alla macchina, ai parametri utilizzati e ai fornitori coinvolti.

Allontanare le persone dai rischi

Robot e sistemi remoti possono operare vicino a temperature elevate, sostanze pericolose, presse, saldature, vernici e carichi pesanti. L’automazione può quindi ridurre l’esposizione umana ad alcune lavorazioni rischiose.

Ridurre alcuni consumi

Un reparto senza presenza continua può richiedere meno illuminazione e, in determinate condizioni, meno climatizzazione per il comfort delle persone. Il risparmio non è automatico, perché robot, server, sistemi di raffreddamento e reti informatiche consumano energia. L’effetto dipende dalla progettazione complessiva e dalla fonte dell’elettricità.

Una fabbrica senza operai accanto alle macchine non è necessariamente una fabbrica senza lavoro umano: il lavoro si sposta verso progettazione, controllo, manutenzione e gestione dei dati.

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