Produrre di più costa davvero meno? Vantaggi e limiti delle economie di scala
Un caso aziendale completo
Un’impresa produce componenti industriali e valuta tre livelli di capacità.
Impianto piccolo
- capacità massima: 20.000 unità;
- costi fissi: 300.000 euro;
- costo variabile unitario: 28 euro.
Impianto medio
- capacità massima: 60.000 unità;
- costi fissi: 900.000 euro;
- costo variabile unitario: 18 euro.
Impianto grande
- capacità massima: 150.000 unità;
- costi fissi: 2.400.000 euro;
- costo variabile unitario: 11 euro.
Produzione di 15.000 unità
Impianto piccolo:
[300.000 + (28 × 15.000)] ÷ 15.000 = 48 euro
Impianto medio:
[900.000 + (18 × 15.000)] ÷ 15.000 = 78 euro
Impianto grande:
[2.400.000 + (11 × 15.000)] ÷ 15.000 = 171 euro
Con domanda bassa, l’impianto piccolo è nettamente più conveniente.
Produzione di 50.000 unità
L’impianto piccolo non possiede capacità sufficiente.
Impianto medio:
[900.000 + (18 × 50.000)] ÷ 50.000 = 36 euro
Impianto grande:
[2.400.000 + (11 × 50.000)] ÷ 50.000 = 59 euro
L’impianto medio è preferibile.
Produzione di 120.000 unità
Soltanto l’impianto grande possiede capacità sufficiente.
[2.400.000 + (11 × 120.000)] ÷ 120.000 = 31 euro
La tecnologia migliore dipende dalla domanda
L’impianto grande presenta il costo variabile più basso, ma richiede volumi elevati per distribuire i costi fissi.
Il punto di indifferenza tra impianto medio e grande
Le due alternative hanno lo stesso costo totale quando:
900.000 + 18Q = 2.400.000 + 11Q
7Q = 1.500.000
Q = circa 214.286 unità
Questo volume supera la capacità dichiarata dell’impianto grande. Nei limiti disponibili, l’impianto medio rimane più conveniente fino alla propria capacità massima; oltre, la scelta del grande dipende dalla necessità produttiva e non dal puro punto matematico.
La capacità limita le formule
Un confronto economico deve rispettare i vincoli tecnici. Un’alternativa apparentemente conveniente può non essere in grado di produrre la quantità richiesta.
Introduzione della domanda incerta
Le previsioni indicano:
- 30% di probabilità di 40.000 unità;
- 50% di probabilità di 70.000 unità;
- 20% di probabilità di 120.000 unità.
La scelta non può dipendere soltanto dal costo medio atteso. Occorre valutare:
- costo della capacità inutilizzata;
- possibilità di outsourcing nei picchi;
- flessibilità dell’impianto;
- tempi di espansione;
- rischio finanziario;
- valore strategico della capacità.
La soluzione modulare
Un impianto medio affiancato da fornitori esterni nei picchi può costare più per unità nei periodi di alta domanda, ma ridurre il rischio di sovracapacità.
Analisi di sensibilità
Scenario favorevole
La domanda cresce stabilmente e l’impianto grande raggiunge un utilizzo elevato. Le economie di scala si manifestano pienamente.
Scenario intermedio
I volumi oscillano. L’impresa deve gestire capacità inutilizzata e picchi.
Scenario negativo
La domanda rimane bassa. Il costo fisso del grande impianto genera perdite e tensione finanziaria.
Scenario di congestione
L’impianto lavora oltre il livello efficiente. Aumentano straordinari, scarti, guasti e ritardi, riducendo i vantaggi attesi.
La scala ottimale non coincide con la capacità massima
Il livello più conveniente è quello che combina costo, flessibilità, qualità e rischio, non quello che utilizza sempre il 100% degli impianti.
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