Perché sbadigliamo? La curiosa scienza dello sbadiglio contagioso
Lo sbadiglio è uno dei gesti più comuni e misteriosi del comportamento umano. Lo facciamo quando siamo stanchi, annoiati, rilassati, appena svegli o prima di dormire. A volte basta vedere qualcuno sbadigliare, o perfino leggere la parola “sbadiglio”, per sentire improvvisamente il bisogno di farlo anche noi.
Per molto tempo si è pensato che sbadigliare servisse soprattutto ad aumentare l’ossigeno nel sangue o a “svegliare” il cervello. Oggi questa spiegazione è considerata insufficiente. Le ricerche più recenti suggeriscono che lo sbadiglio abbia anche una funzione sociale e comunicativa, legata alla sincronizzazione dei comportamenti e alla condivisione di stati come stanchezza, noia o calo di attenzione.
Che cos’è lo sbadiglio?
Lo sbadiglio è un gesto involontario che coinvolge apertura della bocca, inspirazione profonda, breve pausa e successiva espirazione. È presente negli esseri umani fin da prima della nascita e si osserva anche in molte specie animali.
Il fatto curioso è che lo sbadiglio non compare soltanto quando siamo assonnati. Può presentarsi anche in momenti di transizione: prima di una prova, durante l’attesa, quando ci rilassiamo dopo una tensione o quando il cervello passa da uno stato di attenzione a uno di minore vigilanza.
Questo ha portato alcuni studiosi a considerarlo come un segnale del corpo e del gruppo: una sorta di messaggio non verbale che comunica un cambiamento nello stato di attenzione. In un contesto sociale, riconoscere che qualcuno è stanco o meno vigile può avere avuto un’utilità evolutiva.
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