Smart working e nuove abitudini: come il lavoro da remoto cambia case, città e relazioni
Il vantaggio più citato dello smart working è la riduzione degli spostamenti. Meno tempo nel traffico, meno corse per prendere mezzi pubblici, meno stress da pendolarismo. Per alcune persone, recuperare anche solo un’ora al giorno significa dormire di più, fare attività fisica, accompagnare i figli, cucinare con calma o semplicemente iniziare la giornata con meno tensione.
Lo smart working non cambia solo dove lavoriamo: cambia il modo in cui distribuiamo tempo, energie e attenzione durante la giornata.
Anche le città vengono influenzate da questa trasformazione. Se meno persone si spostano ogni giorno verso gli stessi poli lavorativi, cambiano i flussi nei trasporti, il consumo nei bar e nei ristoranti, la vita dei quartieri e la centralità degli uffici tradizionali. Alcune zone residenziali diventano più vissute durante il giorno, mentre i centri direzionali possono risultare meno affollati.
Il quartiere diventa più importante
Chi lavora da casa tende a vivere di più il proprio quartiere: il bar vicino, il parco, il supermercato, la palestra, la biblioteca o lo spazio di coworking. Questo può rafforzare la vita locale, ma richiede servizi distribuiti e luoghi di incontro accessibili.
Lo smart working ha favorito anche la diffusione degli spazi di coworking. Non tutti vogliono o possono lavorare sempre da casa. Alcune persone cercano luoghi intermedi: ambienti professionali, ma più flessibili dell’ufficio aziendale; spazi condivisi dove concentrarsi, incontrare altri lavoratori e separare meglio vita privata e lavoro.
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