Relazioni nell’era digitale: perché siamo sempre connessi ma spesso meno presenti
Un altro aspetto importante è la frammentazione dell’attenzione. Possiamo parlare con qualcuno mentre controlliamo le notifiche, ascoltare una conversazione mentre scorriamo lo schermo, partecipare a una cena con il telefono sul tavolo. Il corpo è presente, ma la mente passa continuamente da uno stimolo all’altro.
La presenza non dipende solo dall’essere nello stesso luogo, ma dalla qualità dell’attenzione che scegliamo di offrire.
Questo fenomeno è particolarmente evidente nei momenti quotidiani: a tavola, sui mezzi pubblici, durante una passeggiata, in una pausa di lavoro o in famiglia. Lo smartphone può diventare un terzo interlocutore silenzioso, sempre pronto a interrompere una conversazione reale.
Un piccolo gesto utile
Mettere il telefono lontano durante una conversazione importante può sembrare banale, ma comunica attenzione. Dice all’altra persona: in questo momento ci sei tu, non le notifiche.
I social network hanno aggiunto un altro livello alle relazioni. Da un lato permettono di seguire amici, parenti, colleghi e conoscenti anche a distanza. Dall’altro possono creare l’illusione di sapere tutto degli altri senza incontrarli davvero. Vedere una foto, una storia o un aggiornamento non equivale sempre a conoscere come una persona sta realmente.
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