Spreco alimentare: perché buttare meno cibo aiuta ambiente, economia e famiglie
Un altro tema importante è la differenza tra “da consumarsi entro” e “da consumarsi preferibilmente entro”. La prima indicazione riguarda la sicurezza dell’alimento e va rispettata con attenzione. La seconda, invece, indica soprattutto la qualità: dopo quella data il prodotto potrebbe perdere alcune caratteristiche, ma non sempre è automaticamente da buttare.
Da ricordare
Le date di scadenza vanno lette con attenzione. In caso di dubbio su odore, aspetto, conservazione o sicurezza di un alimento, è meglio non rischiare. Ridurre lo spreco non significa consumare cibo non sicuro.
Gli avanzi possono diventare una risorsa. Verdure cotte possono trasformarsi in una frittata, pane raffermo in pangrattato o bruschette, riso avanzato in un’insalata fredda, pasta in una ricetta al forno, frutta matura in una macedonia o in un dolce semplice. La cucina antispreco non richiede grandi abilità: richiede fantasia e un po’ di organizzazione.
Preparare porzioni più adatte è un altro modo per ridurre il cibo buttato. A volte cuciniamo troppo per abitudine, paura che non basti o difficoltà nel valutare le quantità. Imparare a misurare meglio pasta, riso, legumi e altri ingredienti può evitare avanzi eccessivi.
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