Dopo la rivolta, Marius viene curato e lentamente guarisce. Non sa chi lo abbia salvato dalla barricata. Sa soltanto di essere stato portato in salvo misteriosamente. Il suo pensiero torna a Cosette, che lo ama e lo attende.
Il nonno di Marius, inizialmente contrario o distaccato, accetta finalmente il matrimonio tra Marius e Cosette. La giovane coppia può così coronare il proprio amore. Per Cosette si apre una nuova vita, fatta di felicità, sicurezza e appartenenza.
Jean Valjean, però, vive questo momento con sentimenti contrastanti. Ama Cosette come una figlia e desidera la sua felicità, ma sa che il matrimonio la porterà lontano da lui. Il suo amore è così grande da accettare il sacrificio della separazione.
Prima del matrimonio, Valjean rivela a Marius la verità sul proprio passato. Gli confessa di essere un ex galeotto. Non vuole costruire la felicità di Cosette su un segreto che potrebbe macchiare la loro nuova famiglia. Questo gesto nasce da un profondo senso morale, ma avrà conseguenze dolorose.
Marius resta turbato dalla confessione. Pur non comprendendo pienamente la grandezza di Valjean, comincia a guardarlo con sospetto. Teme che la sua presenza possa gettare un’ombra sulla vita di Cosette. Valjean, accorgendosi di non essere più pienamente accettato, si allontana progressivamente.
La sua separazione da Cosette è lenta e dolorosa. All’inizio le visite sono frequenti, poi sempre più rare. Valjean si priva volontariamente della presenza della persona che ama di più. La sua vita, che aveva trovato senso nell’amore paterno, torna a svuotarsi.
Cosette non comprende subito la profondità di questo distacco. Presa dalla nuova vita matrimoniale, non capisce quanto Valjean stia soffrendo. Marius, ancora pieno di dubbi, contribuisce inconsapevolmente all’isolamento dell’uomo che gli ha salvato la vita.
A chiarire la verità interviene, paradossalmente, Thénardier. L’uomo tenta di ricattare Marius rivelandogli informazioni su Valjean. Crede di dimostrare che Valjean sia un criminale, ma finisce invece per rivelare che è stato proprio lui a salvare Marius dalle barricate portandolo attraverso le fogne.
PAGE-BREAKMarius comprende allora l’enormità del proprio errore. Valjean non è un uomo da respingere, ma il suo salvatore e il benefattore di Cosette. Capisce anche che l’ex galeotto ha vissuto nel sacrificio, nella bontà e nella discrezione.
Marius e Cosette corrono da Valjean, ma lo trovano ormai gravemente malato e vicino alla morte. L’incontro finale è pieno di commozione. Cosette ritrova il padre adottivo, Marius gli chiede perdono e riconosce finalmente la sua grandezza morale.
Jean Valjean può morire in pace. Ha sofferto, è stato perseguitato, ha vissuto nell’ombra, ma ha amato e fatto il bene. Prima di morire, ricorda il vescovo Myriel, il gesto di misericordia che aveva cambiato la sua vita, e affida idealmente Cosette e Marius alla felicità.
La morte di Valjean non è una sconfitta. È il compimento del suo percorso di redenzione. L’uomo che era uscito dal carcere pieno di rabbia muore come una figura quasi santa, trasformata dall’amore e dalla carità.
Il finale del romanzo è quindi profondamente morale. Hugo mostra che la vera grandezza non dipende dalla posizione sociale, dalla ricchezza o dalla legge, ma dalla capacità di amare, perdonare, sacrificarsi e scegliere il bene anche quando costa dolore.
Cosette e Marius rappresentano la continuità della vita. Essi potranno vivere un futuro sereno grazie al sacrificio di Valjean. Il bene compiuto dal protagonista non muore con lui, ma resta nella felicità di coloro che ha salvato.
La figura di Thénardier, invece, mostra che non tutti cambiano. Mentre Valjean si redime e Javert crolla davanti alla complessità morale, Thénardier resta legato all’avidità e all’opportunismo. Egli rappresenta una miseria morale più profonda della povertà materiale.
Il finale de I miserabili unisce dolore e speranza. Valjean muore, ma la sua vita dimostra che la redenzione è possibile. La società può condannare un uomo, ma un gesto di misericordia può trasformarlo. La legge può inseguire, ma l’amore può salvare.