La rivolta del 1832 a Parigi costituisce una delle parti più celebri e drammatiche de I miserabili. Gli studenti e i giovani repubblicani innalzano barricate nelle strade, convinti di combattere per la libertà, la giustizia e il futuro del popolo.
Il gruppo degli Amici dell’ABC rappresenta la gioventù idealista e rivoluzionaria. Tra loro spicca Enjolras, personaggio austero, puro e completamente dedicato alla causa. Accanto a lui ci sono giovani diversi per carattere, ma uniti dal desiderio di cambiare la società.
Marius raggiunge la barricata spinto sia da ideali politici sia dalla disperazione amorosa. Crede di aver perduto Cosette e sembra quasi cercare nella rivolta una morte eroica. La sua partecipazione nasce quindi da un intreccio di passione privata e tensione pubblica.
Tra le figure più toccanti c’è Gavroche, ragazzo di strada, figlio dei Thénardier, cresciuto nella miseria ma dotato di coraggio, vitalità e spirito libero. Gavroche vive ai margini della società, ma possiede una generosità spontanea e una forza morale superiore a quella di molti adulti.
Gavroche rappresenta l’infanzia abbandonata di Parigi. È povero, senza protezione e senza famiglia vera, ma non è spezzato dalla miseria. Con la sua ironia e il suo coraggio, diventa uno dei simboli più luminosi e tragici del romanzo.
Durante gli scontri, anche Éponine arriva alla barricata. La ragazza protegge Marius e viene ferita mortalmente. Prima di morire, gli consegna una lettera di Cosette. Il suo ultimo gesto è un atto d’amore: pur sapendo di non essere amata, aiuta Marius a ritrovare la donna che ama.
La morte di Éponine è uno dei momenti più commoventi del romanzo. In lei si concentrano miseria, amore non corrisposto, solitudine e sacrificio. Hugo le concede una grande dignità morale proprio nel momento della morte.
Intanto Jean Valjean scopre la lettera di Marius a Cosette e comprende che il giovane è alla barricata. Pur soffrendo all’idea di perdere Cosette, decide di andare a salvare Marius. Questo gesto dimostra la grandezza del suo amore: Valjean sceglie il bene di Cosette anche se ciò significa consegnarla a un altro uomo.
PAGE-BREAKAlla barricata arriva anche Javert, infiltrato tra i rivoluzionari come spia della polizia. Viene scoperto e catturato dagli insorti. La sua presenza mette Jean Valjean davanti a una nuova prova morale. Valjean ottiene il permesso di occuparsi del prigioniero, e tutti credono che voglia ucciderlo.
Invece, Valjean libera Javert. Non lo elimina, non si vendica, non approfitta della situazione. Ancora una volta sceglie la misericordia al posto dell’odio. Questo gesto sconvolgerà profondamente Javert, perché mette in crisi tutta la sua visione del mondo.
La barricata viene infine assalita dalle forze governative. Gli insorti combattono con coraggio, ma sono destinati alla sconfitta. Uno dopo l’altro cadono i giovani rivoluzionari. Hugo rappresenta la loro morte con tono epico e doloroso, come il sacrificio di chi lotta per un ideale anche quando la vittoria è impossibile.
Gavroche muore mentre raccoglie munizioni tra i cadaveri, cantando e sfidando il pericolo. La sua morte è tragica perché mostra l’assurdità di un mondo in cui anche i bambini vengono travolti dalla violenza della storia.
Marius viene gravemente ferito. Jean Valjean riesce a portarlo via attraverso le fogne di Parigi, in una lunga e faticosa fuga sotterranea. Le fogne diventano un luogo simbolico: il ventre oscuro della città, dove finiscono scarti, colpe e sofferenze, ma attraverso cui può passare anche una salvezza.
Durante la fuga, Valjean incontra ancora Thénardier, che lo aiuta a uscire dalle fogne credendo di favorire un criminale e sperando di trarne vantaggio. Thénardier conserva un pezzo dell’abito di Marius, che userà più avanti nel tentativo di ricattare.
Fuori dalle fogne, Valjean trova Javert ad attenderlo. L’ispettore lo riconosce, ma invece di arrestarlo immediatamente gli permette di riportare Marius a casa del nonno. Poi accompagna Valjean alla sua abitazione, ma non riesce più a comportarsi secondo la sua vecchia logica.
Il gesto di misericordia ricevuto da Valjean ha distrutto le certezze di Javert. Egli non riesce a conciliare la legge con il bene, il criminale con il santo, il dovere con la gratitudine. La sua mente rigida non può accettare che un ex galeotto sia moralmente superiore a lui.
La crisi di Javert si conclude con il suicidio. Incapace di vivere in un mondo in cui la legge non coincide sempre con la giustizia, si getta nella Senna. La sua morte è tragica perché mostra il fallimento di una coscienza incapace di aprirsi alla complessità e alla misericordia.