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Capitolo

James Vane, il rimorso e il tentativo di redenzione

Il ritratto di Dorian Gray — Oscar Wilde

Dopo l’assassinio di Basil, Dorian cerca di soffocare il rimorso immergendosi ancora di più nella vita dissoluta. Frequenta ambienti oscuri e degradati, luoghi lontani dall’eleganza dei salotti aristocratici. La sua ricerca del piacere si è ormai trasformata in bisogno di stordimento.

In questa parte del romanzo riemerge la figura di James Vane, fratello di Sibyl. Fin dall’inizio James aveva diffidato del misterioso “Principe Azzurro” amato dalla sorella e aveva promesso di vendicarla se le avesse fatto del male. Dopo la morte di Sibyl, il desiderio di vendetta diventa il centro della sua vita.

James incontra Dorian in un ambiente malfamato e lo riconosce come l’uomo responsabile della rovina della sorella. Dorian però riesce a salvarsi grazie al proprio aspetto immutato. Poiché sono passati molti anni dalla morte di Sibyl, James pensa che l’uomo davanti a lui non possa essere lo stesso: Dorian sembra ancora troppo giovane.

Questo episodio mostra ancora una volta il potere ingannevole della bellezza. L’apparenza salva Dorian dalla vendetta, perché il suo volto non porta i segni del tempo. Ma la salvezza è solo temporanea: James scopre poi la verità e comincia a perseguitarlo.

Per Dorian, la presenza di James Vane diventa una nuova forma di castigo. Finora il suo nemico principale era il ritratto nascosto, cioè la coscienza visibile solo a lui. Ora il passato torna anche dall’esterno, sotto forma di un uomo deciso a punirlo.

Dorian vive giorni di paura. Si sente spiato, inseguito, minacciato. La sua vita, che sembrava protetta dall’apparenza, viene nuovamente invasa dalla colpa. Il passato non è morto: ritorna, anche quando egli crede di averlo sepolto.

Durante una battuta di caccia, James Vane viene ucciso accidentalmente. Quando Dorian vede il cadavere e riconosce l’uomo che lo perseguitava, prova un senso di sollievo. La minaccia esterna è scomparsa. Ancora una volta sembra che il destino lo abbia liberato dalle conseguenze delle sue azioni.

Tuttavia, questa liberazione non porta pace. Il problema di Dorian non è solo essere scoperto o punito dagli altri. Il vero problema è il ritratto, cioè la verità morale che continua a esistere. Nessun incidente può cancellare ciò che egli è diventato.

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Verso la fine del romanzo, Dorian sembra desiderare una forma di cambiamento. Racconta a Lord Henry di aver compiuto una buona azione: ha rinunciato a sedurre e rovinare una giovane ragazza di campagna, Hetty Merton. Interpreta questo gesto come un possibile inizio di redenzione.

Lord Henry, però, minimizza e ironizza, come sempre. Non prende sul serio il pentimento di Dorian. Per lui la vita resta un gioco estetico e intellettuale, e le questioni morali sono spesso occasione di battute brillanti. Ma Dorian è ormai stanco della leggerezza cinica dell’amico.

Il giovane decide allora di controllare il ritratto, sperando che la buona azione abbia migliorato l’immagine dipinta. Quando lo guarda, però, scopre che il quadro non è diventato più bello. Anzi, mostra un’espressione ancora più ipocrita. Il gesto verso Hetty non era stato vero pentimento, ma vanità morale: Dorian voleva sentirsi buono, non diventarlo davvero.

Questa scoperta è decisiva. Dorian capisce che non può ingannare il ritratto. Può ingannare la società, può ingannare Lord Henry, può forse ingannare se stesso per un po’, ma non può ingannare la verità profonda della propria anima.

Il suo desiderio di redenzione è ambiguo. Vorrebbe liberarsi dal peso del passato senza confessare, senza espiare, senza affrontare realmente le proprie colpe. Vorrebbe una purezza nuova, ma senza passare attraverso il dolore della verità.

Il ritratto gli mostra che questo è impossibile. La redenzione non nasce da un gesto isolato compiuto per orgoglio, ma da un cambiamento autentico del cuore. Dorian, invece, è ancora dominato dall’egoismo e dalla paura.

A questo punto il quadro diventa per lui insopportabile. Non è più soltanto il testimone dei suoi peccati, ma l’ostacolo alla sua illusione di potersi ricominciare pulito. Dorian decide di distruggerlo, convinto che eliminando il ritratto potrà cancellare la propria coscienza.