Dopo la morte di Sibyl Vane, Dorian Gray entra in una nuova fase della propria vita. Decide di seguire una filosofia del piacere e dell’esperienza, convinto che la bellezza e la giovinezza siano i beni più preziosi da conservare e godere. La sua esistenza si trasforma progressivamente in una ricerca continua di sensazioni.
Un ruolo importante in questa trasformazione è svolto da un libro donatogli da Lord Henry. Il testo, raffinato e decadente, esercita su Dorian un’influenza profonda. Il giovane vi trova un modello di vita fondato sull’estetismo, sulla curiosità morbosa, sulla ricerca del piacere raro e sulla separazione tra bellezza e morale.
Negli anni successivi Dorian conduce una vita apparentemente splendida. Frequenta l’alta società, colleziona oggetti preziosi, studia profumi, stoffe, gioielli, musiche, opere d’arte e dottrine raffinate. Vuole trasformare la propria esistenza in un capolavoro estetico.
Ma dietro questa superficie elegante cresce una corruzione sempre più profonda. Circolano voci inquietanti sul suo conto. Alcune persone che lo frequentano finiscono rovinate, disonorate o disperate. Dorian sembra esercitare un’influenza negativa su chi gli sta vicino, pur restando esteriormente intatto.
La società è affascinata dal suo aspetto. Poiché Dorian non invecchia e conserva una bellezza straordinaria, molti faticano a credere alle accuse contro di lui. Il suo volto diventa una garanzia apparente di innocenza. Wilde mostra così quanto la società sia facilmente ingannata dall’apparenza.
Il ritratto, invece, diventa sempre più orribile. Ogni vizio, ogni crudeltà, ogni colpa si imprime sulla tela. Il quadro invecchia, si deforma, assume tratti malvagi e ripugnanti. Dorian va a osservarlo di nascosto, provando insieme paura, disgusto e attrazione.
Il rapporto tra Dorian e il ritratto è complesso. Da una parte il quadro lo terrorizza perché gli mostra la verità; dall’altra gli permette di continuare a peccare senza conseguenze visibili. È insieme coscienza, specchio, castigo e complice.
Basil Hallward, intanto, continua a preoccuparsi per lui. Il pittore sente che l’amico si è allontanato dalla purezza iniziale. Le voci su Dorian lo turbano, ma fatica a credere che un volto così bello possa nascondere una tale degradazione morale.
PAGE-BREAKUna sera Basil va da Dorian prima di partire per Parigi e gli chiede spiegazioni sulle voci che circolano. Lo invita a guardare dentro se stesso e a non distruggere la propria vita. Basil parla come un amico sincero, preoccupato non per la reputazione, ma per l’anima di Dorian.
Dorian, irritato e insieme spinto da un impulso oscuro, decide di mostrargli il ritratto. Conduce Basil nella stanza chiusa e svela il quadro. Il pittore resta sconvolto: riconosce la propria opera, ma vede che il volto dipinto è diventato mostruoso, segnato dal male.
Per Basil, quella visione è terribile. Comprende che il ritratto rappresenta la vera anima di Dorian. Cerca di spingerlo al pentimento, alla preghiera, alla redenzione. Ma Dorian, travolto dall’odio e dalla paura di essere giudicato, reagisce con violenza.
In un momento di furia, Dorian uccide Basil. Questo omicidio segna il punto più basso della sua degradazione. Basil era l’amico che lo aveva amato e idealizzato, l’artista che aveva creato il ritratto, l’unico che forse avrebbe potuto ancora richiamarlo alla coscienza.
Dopo il delitto, Dorian non confessa. Cerca invece di cancellare le prove. Ricatta un vecchio conoscente, Alan Campbell, costringendolo ad aiutarlo a distruggere il corpo di Basil. Anche questo episodio mostra quanto Dorian sia ormai disposto a trascinare altri nella propria corruzione.
L’omicidio di Basil è diverso dalla colpa verso Sibyl. Nel caso di Sibyl, Dorian aveva provocato indirettamente la tragedia attraverso crudeltà e vanità. Nel caso di Basil, compie un assassinio diretto. Il male non è più solo influenza, egoismo o indifferenza: diventa crimine.
Il ritratto, dopo l’omicidio, diventa ancora più orribile. Il sangue compare sulle mani dipinte. Dorian capisce che nessuna eleganza, nessun piacere e nessuna giovinezza possono cancellare la realtà della colpa. Tuttavia, invece di pentirsi, continua a oscillare tra paura, fuga e desiderio di dimenticare.
La doppia vita di Dorian è ormai insostenibile. Da una parte c’è l’uomo mondano, sempre bello, sempre giovane, sempre accolto nei salotti; dall’altra c’è il criminale nascosto, legato a un quadro che porta su di sé il vero volto della sua anima.