All’inizio del romanzo viene presentato Charles Bovary, futuro marito di Emma. Charles è un ragazzo mediocre, non particolarmente brillante negli studi, spinto dalla madre verso la professione medica. Diventa ufficiale sanitario e conduce una vita modesta, ordinata e priva di grandi ambizioni.
Prima di conoscere Emma, Charles sposa una donna più anziana e benestante, scelta soprattutto dalla madre. Il matrimonio è infelice e senza amore. Dopo la morte della prima moglie, Charles si avvicina alla giovane Emma Rouault, figlia di un contadino agiato che egli ha curato dopo una frattura.
Emma colpisce Charles per la sua bellezza, la grazia e una certa raffinatezza. Charles se ne innamora e la chiede in moglie. Emma accetta, immaginando che il matrimonio possa aprirle le porte di una vita nuova, più intensa, forse simile a quella sognata nei romanzi letti in convento.
Il matrimonio viene celebrato con una festa campagnola. All’inizio Emma spera di provare una felicità profonda, ma ben presto si accorge che la vita coniugale non corrisponde alle sue aspettative. Charles è affettuoso, ma prevedibile; devoto, ma poco brillante; buono, ma incapace di farle vivere grandi emozioni.
La casa, il lavoro del marito, le visite, i pasti, le abitudini quotidiane cominciano a pesarle. Emma sente crescere dentro di sé una noia profonda. Si chiede perché la sua vita non assomigli a quella immaginata: non ci sono passioni travolgenti, non ci sono lusso, viaggi, conversazioni raffinate o uomini affascinanti.
La delusione di Emma non nasce da una disgrazia improvvisa, ma dalla monotonia. Flaubert mostra come la noia possa diventare una forza distruttiva. La protagonista non sopporta la ripetizione della vita ordinaria e comincia a guardare il marito con disprezzo.
Charles, dal canto suo, non capisce il malessere della moglie. Egli la ama sinceramente e crede di renderla felice. La sua semplicità affettiva lo rende quasi cieco davanti all’inquietudine di Emma. Questo divario tra i due è uno degli elementi più dolorosi del romanzo.
Un episodio importante è il ballo al castello della Vaubyessard, dove Emma e Charles vengono invitati. Per Emma è un’esperienza abbagliante. Entra per una sera nel mondo aristocratico che aveva sognato: sale eleganti, abiti raffinati, musica, danze, uomini distinti, lusso e conversazioni mondane.
PAGE-BREAKIl ballo produce su Emma un effetto profondo. Non è soltanto un momento di piacere, ma una rivelazione. Le mostra una vita diversa dalla sua e rende ancora più insopportabile il ritorno alla realtà quotidiana. Dopo quella serata, la casa, il marito e la provincia le sembrano ancora più poveri e grigi.
Emma conserva il ricordo del ballo come un tesoro e insieme come una ferita. Comincia a vivere nell’attesa di qualcosa che non arriva. Fantastica su Parigi, sull’aristocrazia, sui grandi amori, sulla vita elegante. La memoria di una sola serata alimenta anni di insoddisfazione.
Charles, preoccupato per la salute della moglie, pensa che un cambiamento d’ambiente possa giovarle. Decide così di trasferirsi con Emma da Tostes a Yonville-l’Abbaye, un altro paese di provincia. Crede che la nuova sistemazione possa rasserenarla.
Il trasferimento a Yonville non risolve il problema. Emma porta con sé la propria inquietudine. Cambia il luogo, ma non cambia la distanza tra i suoi sogni e la realtà. A Yonville conoscerà nuovi personaggi e nuove illusioni, ma la sua insoddisfazione resterà il motore della vicenda.
Tra i personaggi di Yonville spicca Homais, farmacista anticlericale, vanitoso, ambizioso e pieno di fiducia nel progresso scientifico. Homais rappresenta una forma di mediocrità borghese moderna: parla molto, si considera intelligente e progressista, ma è spesso superficiale, opportunista e interessato alla propria reputazione.
A Yonville Emma conosce anche Léon Dupuis, giovane praticante notaio, romantico e sensibile. Léon condivide con Emma il gusto per la musica, la letteratura, i sogni sentimentali e il desiderio di una vita più raffinata. Tra i due nasce una simpatia immediata.
Il rapporto con Léon è inizialmente fatto di conversazioni, sguardi e affinità spirituali. Emma si sente finalmente compresa da qualcuno. Tuttavia, entrambi restano esitanti. Léon, timido e inesperto, non osa dichiararsi; Emma, pur attratta da lui, resta dentro il ruolo di moglie.
La nascita della figlia Berthe non colma il vuoto di Emma. La maternità non diventa per lei una piena realizzazione affettiva. Anche questo elemento è importante: Flaubert rappresenta una donna che non riesce a trovare nella famiglia il senso della propria esistenza, mettendo in crisi l’immagine tradizionale della moglie e madre soddisfatta.
Quando Léon parte per Parigi, Emma vive la separazione come una nuova frustrazione. Ha perso una possibilità di evasione sentimentale prima ancora di viverla davvero. La sua inquietudine, invece di diminuire, diventa più intensa e la prepara all’incontro con Rodolphe.