Accanto alle illusioni amorose, un altro elemento decisivo nella rovina di Emma è il rapporto con il denaro. La protagonista cerca di costruire una vita più elegante e raffinata attraverso gli acquisti: abiti, oggetti, arredamenti, regali, accessori e segni esteriori di lusso.
A favorire questa deriva è Lheureux, mercante astuto e senza scrupoli. Egli comprende i desideri di Emma e li alimenta, offrendole credito, oggetti costosi e soluzioni apparentemente facili. Dietro la cortesia commerciale, però, si nasconde una strategia di sfruttamento.
Emma compra sempre di più, firma cambiali, rimanda i pagamenti, nasconde tutto a Charles. Il debito cresce lentamente, quasi invisibile all’inizio, poi diventa una minaccia concreta. La vita immaginaria di Emma, fatta di eleganza e passione, si regge su una base economica fragile e falsa.
Il denaro è un tema importante perché riporta Emma alla realtà materiale che ella vorrebbe ignorare. Può sognare amori assoluti e destini romanzeschi, ma deve fare i conti con fatture, interessi, scadenze, cambiali e ipoteche. La prosa del denaro distrugge la poesia delle sue illusioni.
Lheureux approfitta della sua debolezza. Quando Emma non riesce più a pagare, le presenta il conto con durezza. La minaccia del pignoramento e dello scandalo diventa inevitabile. Emma comprende che la sua vita segreta sta per essere rivelata.
In preda al panico, cerca aiuto. Si rivolge prima a Léon, sperando che possa procurarle denaro, ma il giovane non ha la forza né la possibilità di salvarla. Poi torna da Rodolphe, immaginando forse che l’antico amante possa intervenire. Anche Rodolphe la respinge, rifiutandosi di aiutarla concretamente.
Questi rifiuti sono devastanti. Gli uomini che Emma aveva trasformato in figure romantiche si rivelano incapaci o non disposti a salvarla. La realtà finale è brutale: nessuno dei suoi amori regge davanti al bisogno, alla responsabilità e al denaro.
Emma tenta disperatamente altre strade, ma ogni porta si chiude. Il mondo che aveva cercato di sfidare con la passione e l’immaginazione la stringe ora con gli strumenti più concreti: documenti, debiti, legge, reputazione e vergogna.
PAGE-BREAKArrivata al punto di rottura, Emma si reca nella farmacia di Homais e riesce a procurarsi dell’arsenico. Decide di suicidarsi. Il gesto nasce dalla disperazione, dalla paura dello scandalo, dall’impossibilità di continuare a fingere e dal crollo definitivo di tutte le illusioni.
La morte di Emma è descritta da Flaubert in modo realistico e doloroso. Non è una morte romantica, bella o poetica, come forse la protagonista avrebbe potuto immaginare. È una morte fisica, atroce, fatta di sofferenza, convulsioni, degradazione del corpo e impotenza di chi le sta intorno.
Charles assiste alla fine della moglie senza comprendere fino in fondo le cause della tragedia. La ama ancora, nonostante tutto. La sua bontà, che Emma aveva disprezzato, appare in questo momento nella sua forma più dolorosa: Charles è incapace di salvarla, ma resta sinceramente legato a lei.
Dopo la morte di Emma, Charles scopre progressivamente la verità: i debiti, le lettere, gli amanti, le menzogne. Questa scoperta lo distrugge. Tuttavia, anche davanti al tradimento, egli continua ad amare Emma e a conservarne un’immagine idealizzata.
La rovina economica colpisce la famiglia. I debiti lasciati da Emma pesano su Charles e sulla figlia Berthe. Charles, già debole e distrutto moralmente, muore poco dopo. La piccola Berthe resta orfana e cade in una condizione di povertà, costretta a lavorare in una filanda.
Il destino di Berthe è uno degli elementi più amari del romanzo. La tragedia di Emma non ricade solo su di lei, ma anche sulla figlia innocente. Flaubert mostra così le conseguenze concrete dell’illusione, dell’egoismo e della rovina economica.
Nel finale, il personaggio che sembra trionfare è Homais. Il farmacista, vanitoso e mediocre, continua la propria ascesa sociale e ottiene riconoscimenti pubblici. Questo esito è profondamente ironico e amaro: mentre Emma, Charles e Berthe vengono distrutti, la mediocrità opportunista viene premiata.
Il crollo finale di Emma non è quindi soltanto una punizione morale per l’adulterio. È il risultato di un’intera rete di illusioni: sentimentali, sociali, economiche e culturali. Emma ha cercato nella vita ciò che la vita non poteva darle nella forma immaginata, e ha finito per distruggere se stessa e chi le stava accanto.