Dopo aver ascoltato il racconto della creatura, Victor è profondamente turbato. Da una parte continua a provarne orrore; dall’altra comprende di avere una responsabilità verso l’essere che ha creato e abbandonato. La richiesta della creatura lo mette davanti a una scelta difficile.
La creatura desidera una compagna, un essere simile a lei, capace di comprenderla e condividerne la solitudine. Promette che, se Victor accetterà, lei e la compagna si ritireranno lontano dagli uomini, in luoghi deserti, senza più nuocere a nessuno.
Victor inizialmente accetta. Non lo fa per amore verso la creatura, ma per paura e senso di colpa. Pensa che creare una seconda creatura possa essere l’unico modo per fermare la violenza e proteggere la propria famiglia.
Per compiere il nuovo esperimento, Victor si allontana ancora una volta dai suoi affetti. Viaggia con l’amico Henry Clerval, ma poi si separa da lui e si ritira in un luogo isolato, su un’isola remota, per lavorare alla nuova creatura. L’atmosfera torna a essere cupa e inquietante.
Mentre costruisce la compagna, Victor è assalito da dubbi sempre più forti. Si chiede che cosa potrebbe accadere se la nuova creatura fosse ancora più malvagia della prima, se rifiutasse il patto, se generasse una nuova specie capace di minacciare l’umanità.
Questi timori lo portano a interrompere l’esperimento. Davanti agli occhi della prima creatura, che lo osserva da lontano, Victor distrugge il corpo incompiuto della compagna. È un gesto decisivo e terribile: per la creatura significa la distruzione dell’ultima speranza.
La reazione della creatura è furiosa. Si sente tradita per la seconda volta. Prima Victor le ha dato vita e l’ha abbandonata; ora le ha promesso una possibilità di felicità e gliel’ha tolta. Da questo momento la vendetta diventa totale.
La creatura minaccia Victor con una frase inquietante: sarà con lui nella notte delle sue nozze. Victor interpreta la minaccia come un annuncio della propria morte futura. In realtà, il bersaglio sarà ancora più doloroso.
PAGE-BREAKLa vendetta colpisce prima Henry Clerval, l’amico più caro di Victor. Henry rappresenta ciò che Victor avrebbe potuto essere se la sua intelligenza fosse rimasta unita alla bontà, alla cultura e all’amicizia. La creatura lo uccide, facendo ricadere Victor in una nuova disperazione.
Victor viene accusato dell’omicidio di Henry e cade in una grave malattia. Ancora una volta la sua vita è segnata dalle conseguenze del segreto. Le persone che lo amano muoiono, mentre lui resta intrappolato in una colpa che non riesce a confessare pienamente.
Dopo essere stato liberato e riportato a casa, Victor accetta di sposare Elizabeth. Il matrimonio dovrebbe rappresentare un ritorno alla vita, all’amore e alla serenità familiare. Ma la minaccia della creatura pesa su ogni momento.
Durante la notte delle nozze, Victor si prepara a difendersi, convinto che la creatura verrà a uccidere lui. Ma sbaglia ancora una volta a interpretare il pericolo. La creatura uccide Elizabeth, colpendo Victor nel suo affetto più profondo.
La morte di Elizabeth è uno dei momenti più tragici del romanzo. Ella era stata promessa a Victor fin dall’infanzia, rappresentava l’amore familiare, la dolcezza e la possibilità di una vita felice. La sua uccisione distrugge definitivamente ogni speranza di normalità.
Anche il padre di Victor muore poco dopo, sopraffatto dal dolore. La famiglia Frankenstein è ormai annientata. L’ambizione iniziale di Victor, che doveva renderlo benefattore dell’umanità, ha portato alla morte dei suoi cari.
A questo punto Victor non vive più per creare, amare o guarire. Vive solo per inseguire e distruggere la creatura. Il rapporto tra i due si rovescia: prima era la creatura a cercare Victor; ora è Victor a inseguirla ossessivamente.
La catena della vendetta mostra che il male produce altro male. Victor ha abbandonato la creatura; la creatura si è vendicata sugli innocenti; Victor diventa a sua volta dominato dall’odio. Nessuno riesce più a spezzare il ciclo della colpa, del dolore e della violenza.