Quando la creatura racconta la propria storia a Victor, il lettore scopre una realtà molto diversa da quella immaginata dallo scienziato. L’essere creato non nasce crudele, né consapevole della propria forza. Nasce solo, confuso, spaventato e privo di qualunque guida.
All’inizio la creatura deve imparare tutto: il caldo e il freddo, la fame e la sete, la luce e il buio, il dolore e il movimento. Il mondo le appare incomprensibile. Non ha un linguaggio, non ha una famiglia, non ha memoria, non ha un posto in cui essere accolta.
Ben presto scopre che gli uomini la temono. Quando entra in contatto con le persone, queste fuggono o la aggrediscono a causa del suo aspetto. La creatura comprende così di essere considerata mostruosa prima ancora di poter mostrare i propri sentimenti.
Rifugiatasi nei pressi di una povera famiglia, i De Lacey, la creatura comincia a osservare di nascosto la vita umana. La famiglia è composta da un vecchio cieco, dalla figlia Agatha e dal figlio Felix. Più avanti arriva anche Safie, giovane donna straniera amata da Felix.
Attraverso l’osservazione dei De Lacey, la creatura impara il linguaggio, le abitudini domestiche, i sentimenti familiari, la compassione e il dolore. Vede la povertà della famiglia e, in segreto, cerca di aiutarla raccogliendo legna e svolgendo piccoli gesti utili.
Questa parte del romanzo è fondamentale perché mostra l’umanità della creatura. Essa desidera il bene, prova tenerezza, ammira l’affetto familiare e sogna di essere accolta. Il suo problema non è la mancanza di sensibilità, ma l’impossibilità di essere riconosciuta.
La creatura si educa anche attraverso i libri. Trova alcuni testi e li legge con avidità, scoprendo idee sulla storia, sulla società, sulla virtù, sulla sofferenza e sull’identità. Attraverso la lettura comprende meglio il mondo umano, ma comprende anche la propria esclusione.
Più impara, più soffre. L’ignoranza iniziale era dolorosa, ma la conoscenza rende ancora più chiara la sua solitudine. La creatura capisce di non avere genitori, nome, patria, famiglia o comunità. È un essere unico e abbandonato.
PAGE-BREAKLa sua speranza si concentra sul vecchio De Lacey, che essendo cieco non può giudicarla dall’aspetto. La creatura pensa che, parlando con lui, potrà essere compresa per ciò che è interiormente. Questo progetto rivela il suo profondo desiderio di relazione umana.
Quando il vecchio è solo, la creatura entra nella casa e comincia a parlargli. Per un momento sembra possibile un contatto autentico. Il vecchio non vedendola, la ascolta. Ma l’arrivo improvviso degli altri membri della famiglia distrugge tutto.
Felix, vedendo la creatura, la aggredisce e la caccia. La famiglia abbandona la casa per paura. Per la creatura questo è un colpo devastante. Tutti i suoi sogni di accoglienza crollano. Anche le persone che aveva amato in segreto la respingono appena la vedono.
Da questo momento il dolore si trasforma in rabbia. La creatura comprende che il suo aspetto la condanna agli occhi degli uomini. Non importa quanto sia sensibile o intelligente: il mondo la giudica mostruosa prima ancora di conoscerla.
La creatura prova allora un odio crescente verso Victor Frankenstein. Egli è il suo creatore, ma l’ha abbandonata. Le ha dato vita senza darle una famiglia, un nome, un’educazione o un posto nel mondo. Agli occhi della creatura, Victor è responsabile della sua infelicità.
Durante il suo vagare, la creatura incontra il piccolo William Frankenstein. Inizialmente spera che un bambino, non ancora corrotto dai pregiudizi degli adulti, possa accettarla. Ma quando scopre che William appartiene alla famiglia Frankenstein, la rabbia esplode. La creatura lo uccide e fa ricadere la colpa su Justine.
Questo gesto segna il passaggio dalla sofferenza alla colpa. La creatura è vittima del rifiuto, ma diventa anche responsabile del male che compie. Mary Shelley non la presenta come innocente in ogni cosa: la rende tragica proprio perché il dolore subito si trasforma in violenza contro altri innocenti.
Alla fine del racconto, la creatura chiede a Victor una cosa precisa: creare per lei una compagna. Se il mondo umano la rifiuta, almeno potrà vivere con un essere simile a sé, lontano dagli uomini. Promette di andarsene per sempre e di non fare più del male se Victor accetterà.