All’alba, la spiaggia davanti alla Pensione Aurora sembrava un luogo fuori dal tempo. Le cabine chiuse degli stabilimenti si allineavano come piccole case abbandonate, la sabbia era segnata dal vento e il mare avanzava a onde lunghe, lasciando dietro di sé alghe, legni e conchiglie rotte.
Il commissario Arturo Greco camminava lentamente, seguendo il tratto indicato dal biglietto trovato insieme alla chiave. Teresa Mancini lo accompagnava qualche passo dietro, avvolta in uno scialle pesante. Non parlava.
Fu Adele a trovare la fotografia.
Era incastrata tra due pietre, vicino alla vecchia passerella dello stabilimento chiuso. L’acqua l’aveva bagnata ai bordi, ma l’immagine era ancora leggibile. Si vedevano tre persone: Teresa da giovane, Vittorio Mancini e Luca Ferri, il pescatore scomparso. Dietro di loro c’era una barca verniciata di blu.
Sul retro della fotografia, qualcuno aveva scritto una frase:
Non fu la tempesta a decidere.
Teresa portò una mano alla bocca. «Questa era nella camera 12.»
Greco osservò con attenzione l’immagine. Vittorio sorrideva, Teresa sembrava imbarazzata, Luca guardava altrove. Non verso l’obiettivo, ma verso qualcosa fuori campo.
«Quando fu scattata?» chiese.
«Pochi giorni prima della sua scomparsa.»
«Chi fece la fotografia?»
Teresa esitò. «Non lo ricordo.»
Adele, però, intervenne. «Io sì. La fece Dario.»
Dario, all’epoca, era poco più che un ragazzo. Greco lo convocò subito nella sala da pranzo della pensione. L’uomo apparve irritato.
«Non posso ricordare ogni fotografia scattata vent’anni fa.»
«Questa sì», disse il commissario. «Qualcuno l’ha rubata dalla camera 12 e lasciata sulla spiaggia.»
Dario guardò l’immagine. Per un istante il suo volto cambiò. Fu un lampo, ma Greco lo vide.
«Luca era un amico di famiglia», disse Dario. «Nient’altro.»
«E la barca?»
«La Stella Marina. La sua barca.»
Greco indicò il margine destro della fotografia. «Qui si vede una seconda ombra. Una persona tagliata fuori dall’inquadratura. Chi era?»
Dario si irrigidì. «Non lo so.»
Il commissario capì che mentiva.
PAGE-BREAKLa fotografia divenne il centro dell’indagine. Greco la fece ingrandire e notò un particolare che a occhio nudo sfuggiva: sulla barca di Luca, vicino alla prua, c’era un graffio lungo, come se fosse stata urtata da un’altra imbarcazione.
Chiese al guardiano del porto se ricordasse danni alla Stella Marina prima della scomparsa.
Cesare annuì. «Sì. Luca era furioso. Diceva che qualcuno aveva speronato la sua barca di notte. Ma non volle denunciare.»
«Perché?»
«Forse aveva paura. O forse voleva risolverla da solo.»
Greco tornò alla pensione e interrogò Adele. La donna sembrava combattere contro qualcosa che aveva tenuto nascosto per anni.
«Luca non era solo un amico della famiglia», disse infine. «Era innamorato della signora Teresa.»
Il commissario rimase in silenzio.
«Vittorio lo sapeva?»
«Sì. E soffriva. Ma non era un uomo violento. Almeno, non lo credevo.»
La vicenda assumeva un altro volto. Non solo una barca scomparsa, ma un triangolo sentimentale, una pensione piena di ricordi e un marito che forse aveva portato un rimorso fino alla morte.
Greco parlò di nuovo con Teresa. La donna non negò.
«Io e Luca ci volevamo bene», disse. «Ma non lasciai mai mio marito. Luca voleva partire. Diceva che se fossi rimasta, lui non avrebbe più potuto vivere qui.»
«La notte della tempesta stava partendo?»
«Forse. Mi lasciò un messaggio. Mi chiedeva di incontrarlo al molo.»
«Lei andò?»
Teresa abbassò gli occhi. «No. Ebbi paura.»
Greco osservò il mare dalla finestra. La tempesta, molti anni prima, aveva cancellato più di una barca. Aveva cancellato una scelta, una fuga, forse una colpa.
L’ospite Pietro Conti ascoltava dalla porta della sala. Quando il commissario si voltò, l’uomo fece per andarsene.
«Signor Conti», disse Greco. «O preferisce che la chiami in un altro modo?»
L’uomo si fermò.
Il commissario aveva fatto controllare i documenti. Pietro Conti non risultava da nessuna parte. Il nome era falso.
«Chi è lei?»
L’ospite rimase immobile per qualche secondo. Poi rispose:
«Mi chiamo Marco Ferri. Sono il fratello di Luca.»
PAGE-BREAKLa rivelazione cambiò l’atmosfera della pensione. Teresa si lasciò cadere su una sedia. Adele si fece il segno della croce. Dario fissava l’uomo con fastidio, come se la sua sola presenza fosse una minaccia.
Marco Ferri raccontò di aver vissuto lontano per molti anni. Dopo la scomparsa del fratello, la famiglia era stata travolta dal dolore e dai debiti. Nessuno aveva mai creduto del tutto alla versione della tempesta, ma nessuno aveva avuto prove.
«Poi ho ricevuto una lettera», disse.
Mostrò a Greco una busta senza mittente. Dentro c’era una sola frase:
Se vuoi sapere cosa accadde a Luca, torna alla Pensione Aurora e cerca la camera 12.
Marco ammise di aver preso la chiave e di essere entrato nella stanza. Aveva trovato la fotografia e l’aveva portata sulla spiaggia, come indicato da un secondo messaggio ricevuto quella stessa notte.
«Non sapevo chi mi stesse guidando», disse. «Ma volevo la verità.»
Greco comprese che Marco non era il regista del mistero. Era stato richiamato lì da qualcuno che conosceva bene la pensione e il passato della famiglia Mancini.
Restava da capire chi.
Dario si mostrò sempre più nervoso. Accusò Marco di voler riaprire una storia chiusa per ottenere denaro. Teresa lo rimproverò duramente, ma il nipote rispose con rabbia.
«Questa pensione è l’unica cosa di valore che ci resta. Se iniziano a parlare di scandali, non la comprerà più nessuno.»
Quelle parole interessarono Greco più di una confessione.
La sera, il commissario tornò sulla spiaggia. Vicino alla passerella trovò impronte recenti, diverse da quelle di Marco. Più piccole, più leggere. Portavano verso una vecchia cabina chiusa.
Dentro la cabina c’era una scatola di latta.
Conteneva vecchi articoli di giornale sulla scomparsa di Luca, una copia della fotografia e una lettera firmata da Vittorio Mancini.
Nella lettera, Vittorio ammetteva di aver incontrato Luca la notte della tempesta. Scriveva di aver litigato con lui, ma negava di averlo ucciso. L’ultima riga era inquietante:
Quando sono tornato al molo, la barca non era più sola. Qualcuno era arrivato prima del mare.
Greco chiuse la scatola.
Il caso non era più una storia d’amore finita male. C’era un terzo uomo sul molo quella notte. E forse era ancora alla Pensione Aurora.