A New York, Holden entra in una fase di vagabondaggio. La città è grande, piena di luci, alberghi, locali, taxi, strade, teatri e persone, ma per lui diventa soprattutto uno spazio di solitudine. Più incontra gente, più sente la propria distanza dagli altri.
Si sistema in un albergo, osservando dalla finestra comportamenti strani e scene che lo incuriosiscono e lo turbano. Holden è attratto dal mondo adulto, ma nello stesso tempo ne prova paura e disgusto. Vorrebbe partecipare alla vita, ma la giudica continuamente come falsa o degradante.
Uno dei motivi ricorrenti è il desiderio di telefonare a qualcuno. Holden pensa più volte a Jane Gallagher, a vecchie conoscenze o ad altre persone, ma spesso rinuncia. Il telefono diventa il simbolo della sua difficoltà di entrare davvero in rapporto con gli altri.
Holden frequenta locali notturni e incontra persone diverse, ma quasi sempre resta deluso. Parla con donne più grandi, cerca compagnia, beve, ascolta musica, osserva gli altri. Tuttavia, non riesce a costruire un contatto autentico. Ogni incontro sembra spezzarsi prima di diventare significativo.
Una scena importante riguarda il taxi e la domanda sulle anatre del laghetto di Central Park. Holden chiede ai tassisti dove vadano le anatre quando il lago gela. La domanda può sembrare bizzarra, ma rivela una sua preoccupazione profonda: che cosa accade alle creature fragili quando il mondo diventa freddo e ostile?
Le anatre rappresentano simbolicamente Holden stesso. Anche lui si sente fuori posto, esposto al freddo, costretto a cercare un luogo in cui sopravvivere. La sua domanda non riguarda davvero gli animali, ma il bisogno di sapere se esiste una possibilità di protezione.
In albergo, Holden accetta l’incontro con una giovane prostituta, Sunny, mandata da un ascensorista. Quando però la ragazza arriva nella stanza, Holden si sente a disagio e non riesce a portare avanti la situazione. Preferisce parlare, inventa scuse e prova pena per lei.
Questo episodio mostra la sua confusione rispetto al sesso e al mondo adulto. Holden si atteggia a ragazzo esperto, ma in realtà è insicuro, sensibile e spaventato. Il rapporto con Sunny si trasforma in una scena triste, segnata da imbarazzo, incomprensione e solitudine.
PAGE-BREAKDopo l’incontro, l’ascensorista Maurice pretende più denaro e picchia Holden. La scena è umiliante e conferma la vulnerabilità del protagonista. Holden fantastica su una vendetta eroica, ma nella realtà resta ferito e impotente. Ancora una volta, immaginazione e realtà non coincidono.
Holden incontra poi due suore e conversa con loro. Questa scena ha un tono diverso: il ragazzo si mostra più gentile, rispettoso e sincero. Le suore non cercano di giudicarlo né di dominarlo. Per un momento, Holden riesce a provare una forma di serenità e ammirazione.
L’incontro con le suore è importante perché dimostra che Holden non rifiuta ogni adulto o ogni forma di bontà. Quando percepisce autenticità, semplicità e assenza di ipocrisia, riesce ad aprirsi. Il suo problema non è l’odio verso il mondo, ma la difficoltà di trovare persone che gli sembrino vere.
Successivamente Holden esce con Sally Hayes, una ragazza che conosce. I due vanno a teatro e poi a pattinare. Holden, in un momento di impulso, le propone di fuggire insieme, andare lontano, vivere in modo semplice fuori dalla società. Sally è sorpresa e non prende sul serio il progetto.
La proposta a Sally rivela il desiderio di fuga di Holden. Egli sogna un altrove in cui non esistano scuole, famiglie, aspettative, falsità e responsabilità adulte. Ma il suo progetto è vago, immaturo e irrealistico. Non sa davvero che cosa vuole, se non scappare.
L’incontro finisce male. Holden si arrabbia, offende Sally e resta di nuovo solo. Spesso il protagonista desidera compagnia, ma poi distrugge i rapporti con le proprie reazioni impulsive. Non riesce a sostenere la complessità dell’incontro con l’altro.
Più tardi incontra anche Carl Luce, un ex compagno più grande, che Holden considera esperto e intelligente. Cerca con lui una conversazione profonda, ma il dialogo diventa imbarazzante e Luce si mostra distaccato. Anche questo incontro fallisce.
Il terzo capitolo della vicenda mostra quindi New York come un labirinto emotivo. Holden cerca persone, luoghi, parole e affetto, ma ogni tentativo finisce nella distanza. La città piena di vita mette ancora più in evidenza il suo isolamento.