Furore è un romanzo di John Steinbeck, pubblicato nel 1939. L’opera nasce dal contesto storico della Grande Depressione, la grave crisi economica che colpì gli Stati Uniti dopo il crollo finanziario del 1929. Milioni di persone persero lavoro, casa, risparmi e sicurezza.
A questa crisi economica si aggiunse, nelle regioni agricole delle Grandi Pianure, il fenomeno del Dust Bowl, cioè una serie di tempeste di polvere provocate da siccità, sfruttamento intensivo del suolo e cattive condizioni ambientali. Intere zone agricole diventarono quasi invivibili, e molte famiglie contadine furono costrette ad abbandonare le proprie terre.
Steinbeck racconta questa tragedia collettiva attraverso la storia di una famiglia concreta, i Joad, contadini dell’Oklahoma. La loro vicenda personale diventa il simbolo di migliaia di famiglie povere spinte sulla strada dalla fame, dai debiti, dalle banche e dai grandi proprietari terrieri.
Il romanzo alterna capitoli narrativi dedicati alla famiglia Joad e capitoli più generali, quasi corali, che descrivono la condizione dei migranti, il funzionamento dell’economia, la violenza sociale e l’America attraversata dalla crisi. In questo modo, la storia privata diventa parte di una storia collettiva più ampia.
Il protagonista iniziale è Tom Joad, giovane appena uscito di prigione dopo aver scontato una pena per omicidio. Tom non è presentato come un eroe perfetto: è impulsivo, concreto, segnato dalla vita, ma possiede un forte senso di giustizia e un profondo legame con la famiglia.
Tornando verso casa, Tom incontra Jim Casy, ex predicatore che ha perso la fede tradizionale e sta cercando un nuovo significato spirituale. Casy non crede più di poter parlare in nome di Dio come prima, ma conserva una grande attenzione per gli uomini, la sofferenza, la comunità e la solidarietà.
Quando Tom arriva alla vecchia casa, la trova abbandonata. La famiglia Joad non vive più lì. La terra è stata tolta ai contadini, le case sono state svuotate e le aziende agricole tradizionali sono state sostituite da grandi interessi economici e macchine. La campagna non è più il luogo stabile della famiglia, ma uno spazio occupato da forze impersonali.
Uno dei punti più forti del romanzo è la rappresentazione della banca e della proprietà come poteri senza volto. I contadini non vengono cacciati da un singolo uomo facilmente identificabile, ma da un sistema economico che nessuno sembra poter fermare. La banca appare quasi come un mostro impersonale.
PAGE-BREAKI piccoli agricoltori non perdono solo una casa o un lavoro: perdono un’identità. La terra non era soltanto una fonte di reddito, ma memoria familiare, radici, dignità, storia e appartenenza. Essere cacciati significa essere strappati da un modo di vivere.
La famiglia Joad decide di partire per la California, attratta dai volantini che promettono lavoro nei campi, raccolti abbondanti e possibilità di guadagno. Come molte altre famiglie, i Joad credono che a ovest li attenda una nuova vita. La California diventa una specie di terra promessa.
Prima della partenza, la famiglia si riunisce. Ci sono Ma Joad, madre forte e centro morale del gruppo; Pa Joad, padre indebolito dalla perdita della terra; il nonno e la nonna; i figli Noah, Al, Tom, Ruthie e Winfield; la giovane Rose of Sharon, incinta, con il marito Connie; e lo zio John, tormentato dai sensi di colpa.
Ma Joad è uno dei personaggi più importanti del romanzo. In un mondo che crolla, è lei a tenere unita la famiglia. Mentre gli uomini spesso si sentono smarriti davanti alla perdita della terra e del lavoro, Ma dimostra una forza concreta, fatta di resistenza, cura e capacità di decidere.
Il viaggio richiede sacrifici. I Joad vendono ciò che possono, caricano i pochi beni su un vecchio camion e si preparano a lasciare l’Oklahoma. Ogni oggetto abbandonato rappresenta una parte della vita passata che non può essere portata via.
La partenza non è un’avventura romantica, ma una necessità dolorosa. I Joad non partono per desiderio di viaggio, ma perché non hanno più scelta. La strada diventa il nuovo spazio dell’esistenza, un luogo di speranza ma anche di paura, fatica e incertezza.
Il primo capitolo della vicenda introduce dunque i temi principali del romanzo: la crisi economica, la perdita della terra, il potere impersonale delle banche, la famiglia come ultima difesa e la trasformazione di una tragedia privata in simbolo di un’intera classe sociale.