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Capitolo

La partenza dall’Oklahoma e il viaggio sulla Route 66

Furore — John Steinbeck

La famiglia Joad parte dall’Oklahoma su un camion carico di persone, oggetti, speranze e paure. Il viaggio verso la California si svolge lungo la Route 66, strada che diventa nel romanzo il grande corridoio della migrazione americana durante la crisi.

La strada è piena di famiglie simili ai Joad: contadini poveri, sfrattati, affamati, costretti a lasciare le terre d’origine. Ognuno porta con sé materassi, pentole, bambini, anziani, ricordi e illusioni. La migrazione non è un fatto isolato, ma un movimento collettivo.

Durante il viaggio, i Joad incontrano altre persone che condividono la stessa condizione. Tra queste c’è la famiglia Wilson, con cui nasce una forma di solidarietà. Le famiglie si aiutano, si scambiano strumenti, cibo, consigli e conforto. Sulla strada, i legami si allargano oltre il sangue.

Questa solidarietà è uno dei temi centrali di Furore. Steinbeck mostra che la povertà può spingere le persone alla competizione, ma può anche generare comunità. Quando gli uomini capiscono di condividere lo stesso destino, possono sostenersi a vicenda.

Il viaggio è però durissimo. Il caldo, la polvere, la fatica, la mancanza di denaro e la fragilità del camion rendono ogni tappa incerta. La famiglia deve controllare il carburante, riparare i guasti, cercare luoghi dove fermarsi e risparmiare il più possibile.

Il nonno Joad soffre profondamente per l’abbandono della terra. Per lui lasciare l’Oklahoma significa perdere se stesso. Poco dopo la partenza, muore. La sua morte ha un forte valore simbolico: la generazione più legata alla terra non riesce a sopravvivere allo sradicamento.

La famiglia è costretta a seppellirlo lungo la strada, in modo semplice e quasi clandestino, perché non ha denaro per un funerale regolare. Anche la morte viene segnata dalla povertà. La dignità dei riti tradizionali è ridotta dalla necessità materiale.

Più avanti morirà anche la nonna. Ma Joad nasconderà per un tratto la sua morte per permettere alla famiglia di superare i controlli e continuare il viaggio. Questo episodio mostra la durezza della situazione e la forza terribile di Ma, capace di sopportare il dolore pur di proteggere i vivi.

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Durante il viaggio, alcuni membri della famiglia cominciano ad allontanarsi. Noah, figlio silenzioso e marginale, decide di restare vicino al fiume Colorado e non proseguire. La famiglia si riduce lentamente. La strada non conduce soltanto verso una nuova terra, ma consuma il gruppo originario.

Il marito di Rose of Sharon, Connie, si mostra sempre più inquieto. Sogna un futuro diverso, vorrebbe studiare e migliorare la propria posizione, ma davanti alle difficoltà perde fiducia. Anche lui finirà per abbandonare la famiglia, lasciando Rose of Sharon incinta e sola.

La Route 66 è descritta come una via della speranza e insieme della disillusione. Molti migranti credono ai volantini che promettono lavoro in California, ma lungo la strada incontrano persone che li avvertono: il lavoro non basta per tutti, i salari sono bassissimi e i nuovi arrivati vengono disprezzati.

I migranti vengono chiamati con disprezzo “Okies”, anche quando non provengono tutti dall’Oklahoma. Questo termine diventa un’etichetta sociale negativa. I poveri non vengono visti come persone in difficoltà, ma come una massa indesiderata e minacciosa.

Steinbeck mostra come il pregiudizio nasca dalla paura economica. Gli abitanti delle zone attraversate o raggiunte dai migranti temono che questi poveri portino miseria, chiedano lavoro, abbassino i salari e disturbino l’ordine sociale. La povertà diventa così una colpa agli occhi di chi vuole difendere i propri privilegi.

Tom osserva tutto con crescente attenzione. All’inizio pensa soprattutto alla famiglia e alla sopravvivenza immediata, ma durante il viaggio comincia a vedere che il problema non riguarda soltanto i Joad. È un’ingiustizia più grande, che colpisce migliaia di persone.

Anche Jim Casy matura una nuova visione. L’ex predicatore comprende che la salvezza non è solo individuale. Gli uomini soffrono insieme e devono forse imparare a lottare insieme. La sua spiritualità si trasforma progressivamente in coscienza sociale.

Il secondo capitolo della vicenda mostra quindi il viaggio come esperienza di trasformazione. I Joad partono come famiglia contadina sradicata, ma lungo la strada scoprono di appartenere a una comunità più grande di poveri, migranti e sfruttati. La loro storia individuale diventa parte di un cammino collettivo.