Quando il poema si concentra su Odisseo, l’eroe si trova nell’isola di Ogigia, trattenuto dalla ninfa Calipso. Calipso lo ama e gli offre una vita immortale accanto a sé, ma Odisseo desidera tornare a Itaca. Questa scelta è uno dei punti più importanti dell’opera.
Odisseo potrebbe restare in un luogo bello, sicuro e fuori dal tempo. Potrebbe sfuggire alla vecchiaia e alla morte. Eppure preferisce la sua patria mortale, la moglie, la casa e la propria identità umana. Il ritorno vale più dell’immortalità senza radici.
Per volontà degli dèi, Calipso deve lasciarlo partire. Odisseo costruisce una zattera e affronta nuovamente il mare. Ma Poseidone scatena una tempesta che lo travolge. Dopo molte sofferenze, l’eroe riesce ad approdare nella terra dei Feaci.
Qui incontra Nausicaa, figlia del re Alcinoo. La giovane lo trova sulla spiaggia, stanco, nudo e sfinito. Il suo comportamento è generoso e rispettoso: lo aiuta senza umiliarlo. La scena mostra il valore dell’ospitalità e della nobiltà d’animo.
Odisseo viene accolto alla corte del re Alcinoo e della regina Arete. I Feaci sono un popolo ospitale, raffinato e vicino al mondo del meraviglioso. Essi offrono all’eroe cibo, riposo, ascolto e infine il mezzo per tornare a Itaca.
Durante il banchetto, un cantore narra episodi della guerra di Troia. Odisseo si commuove, perché sente raccontare la propria storia e i dolori vissuti. Questo momento è importante perché mostra il legame tra memoria, canto e identità. L’eroe riconosce se stesso attraverso il racconto.
Quando Alcinoo gli chiede chi sia, Odisseo rivela il proprio nome e comincia a narrare le avventure vissute dopo la partenza da Troia. Il protagonista diventa così narratore. Raccontare significa riordinare il dolore, dare senso alle prove e recuperare la propria identità davanti agli altri.
PAGE-BREAKTra le prime tappe raccontate vi è l’incontro con i Ciconi, poi l’approdo presso i Lotofagi. Questi ultimi offrono ai compagni di Odisseo il loto, un cibo che fa dimenticare il ritorno. L’episodio è simbolico: uno dei pericoli del viaggio è perdere il desiderio della patria.
Subito dopo viene narrato l’incontro con Polifemo, il ciclope. Qui emergono pienamente l’astuzia e il rischio dell’orgoglio di Odisseo. L’eroe riesce a salvarsi grazie all’inganno del nome “Nessuno” e alla fuga sotto il ventre degli arieti, ma poi rivela il proprio nome al ciclope, attirando su di sé l’ira di Poseidone.
L’episodio di Polifemo mette a confronto civiltà e barbarie. Il ciclope non conosce le regole dell’ospitalità, vive isolato e usa la forza in modo brutale. Odisseo, pur trovandosi in pericolo, riesce a vincere grazie all’intelligenza. Tuttavia, la sua vanità finale avrà gravi conseguenze.
Nel racconto ai Feaci, Odisseo mostra non soltanto le proprie vittorie, ma anche i propri errori. Questa è una caratteristica importante del personaggio: è grande, ma non perfetto. La sua intelligenza può salvarlo, ma il suo orgoglio può metterlo in pericolo.
Odisseo sopravvive perché sa raccontare, pensare e adattarsi; ma il viaggio gli insegna anche il prezzo dell’orgoglio.
In questa sezione dell’opera il protagonista passa dalla solitudine al racconto. Dopo essere stato prigioniero di Calipso e naufrago senza nome, Odisseo viene accolto dai Feaci e può ricostruire la propria storia. Il ritorno comincia anche attraverso la parola.