Mentre Macbeth sprofonda nella tirannide, Lady Macbeth compie un percorso opposto ma ugualmente tragico. All’inizio era apparsa fredda, risoluta e capace di soffocare ogni esitazione. Più avanti, però, il peso della colpa emerge nella sua mente con forza devastante.
La celebre scena del sonnambulismo mostra Lady Macbeth mentre cammina nel sonno e cerca inutilmente di lavarsi le mani. La macchia di sangue che prima aveva minimizzato ritorna come ossessione. Anche se le mani sono pulite, la coscienza le vede ancora sporche.
La sua follia è diversa da quella di Macbeth. Macbeth reagisce alla colpa con altra violenza; Lady Macbeth viene consumata interiormente dal rimorso. Entrambi sono distrutti dal delitto, ma in forme diverse: lui diventa sempre più crudele, lei sempre più fragile.
Nel frattempo, Macduff diventa il principale avversario di Macbeth. Dopo la fuga in Inghilterra, si unisce a Malcolm, figlio di Duncan, per organizzare la liberazione della Scozia. Macduff non agisce per ambizione personale, ma per giustizia e per vendicare la propria famiglia massacrata.
La notizia dell’uccisione della moglie e dei figli di Macduff è uno dei momenti più dolorosi della tragedia. Macduff viene colpito nella dimensione più intima e innocente. Il male di Macbeth non riguarda più solo il potere politico, ma distrugge le famiglie e gli affetti.
Malcolm mette alla prova Macduff per verificare la sua sincerità. Questo episodio mostra la necessità di distinguere tra vero patriottismo e ambizione mascherata. Dopo il regno sanguinario di Macbeth, la Scozia ha bisogno di un ordine fondato su fiducia, giustizia e legittimità.
L’esercito guidato da Malcolm avanza verso il castello di Dunsinane. Per nascondere il numero dei soldati, ciascuno porta un ramo tagliato dalla foresta di Birnam. Così la profezia si avvera: la foresta sembra muoversi verso Macbeth.
PAGE-BREAKQuando Macbeth riceve la notizia, comprende che le parole delle streghe non lo proteggevano davvero. La sicurezza fondata sull’ambiguità delle profezie si incrina. Il destino che credeva favorevole comincia a rivelarsi come inganno.
Intanto Lady Macbeth muore, probabilmente suicida. La sua morte provoca in Macbeth una delle riflessioni più amare della tragedia. Egli vede la vita come un’ombra, una breve recita, un racconto pieno di rumore e furia, ma privo di significato. È il punto più profondo del suo vuoto interiore.
Macbeth però continua a combattere. Anche quando tutto sembra perduto, conserva il coraggio guerriero. Non fugge, non si arrende facilmente. La sua grandezza tragica consiste anche in questa resistenza finale, pur dentro una causa ormai moralmente perduta.
Il duello decisivo avviene con Macduff. Macbeth si sente ancora protetto dalla profezia secondo cui nessun uomo nato da donna potrà ucciderlo. Ma Macduff rivela di essere nato con parto cesareo, quindi non nel modo ordinario. L’ultima sicurezza di Macbeth crolla.
Macbeth comprende di essere stato ingannato dalle parole equivoche delle streghe, ma decide comunque di combattere. Viene ucciso da Macduff, e Malcolm viene proclamato re. La tirannide finisce, e la Scozia può sperare in un ritorno all’ordine.
La caduta di Macbeth dimostra che il potere costruito sulla violenza può sembrare invincibile, ma porta dentro di sé il seme della propria distruzione.
La conclusione della tragedia riporta l’ordine politico, ma non cancella il dolore prodotto. Duncan, Banco, Lady Macbeth, la famiglia di Macduff e lo stesso Macbeth restano vittime di una catena di ambizione, sangue e colpa. La pace finale nasce sulle rovine lasciate dal desiderio di potere.