← IndiceRacconti Gialli / Il segreto della villa sul lago
Capitolo

La fotografia scomparsa

Il segreto della villa sul lago

La villa dei De Angelis sorgeva su una collina bassa, affacciata su un lago immobile e scuro. Da lontano sembrava una casa abbandonata, ma le finestre illuminate e il fumo sottile del camino rivelavano ancora una presenza viva al suo interno.

Fabio Monti arrivò nel tardo pomeriggio, mentre una nebbia leggera saliva dall’acqua. Era stato chiamato da Beatrice De Angelis, ultima erede di una famiglia un tempo ricchissima, oggi segnata da debiti, rancori e silenzi.

La donna lo accolse nell’atrio con un’espressione tesa.

«Non si tratta di un furto comune, signor Monti», disse. «È sparita una fotografia. Una vecchia fotografia di famiglia.»

Fabio osservò la parete del salone. Tra ritratti, cornici dorate e paesaggi a olio, c’era uno spazio vuoto, più chiaro del resto della carta da parati. Lì, fino al giorno prima, era appesa una fotografia scattata trent’anni prima durante una festa in villa.

«Perché quella fotografia è così importante?» chiese l’investigatore.

Beatrice esitò. «Mio padre la guardava spesso. Diceva che conteneva una verità che nessuno aveva mai voluto vedere.»

In casa erano presenti tre persone: Riccardo, fratello minore di Beatrice; Marta, governante della villa da più di quarant’anni; e Lorenzo Vanni, avvocato della famiglia.

Riccardo apparve subito nervoso. Sosteneva che la fotografia non avesse alcun valore e che la sorella stesse trasformando un dettaglio insignificante in un dramma.

«Questa casa cade a pezzi», disse. «Abbiamo problemi più seri di una vecchia cornice vuota.»

Marta, invece, sembrava sinceramente turbata. Conosceva ogni stanza della villa, ogni mobile, ogni abitudine dei De Angelis. Disse di aver spolverato il salone la mattina precedente e di aver visto la fotografia ancora al suo posto.

L’avvocato Lorenzo Vanni mantenne un atteggiamento controllato. Spiegò di essere lì per discutere alcune questioni ereditarie, ma negò di aver notato la fotografia.

Fabio ascoltò tutti senza interrompere. Poi si avvicinò alla parete vuota e osservò il chiodo rimasto nel muro. Non era piegato. La cornice era stata tolta con calma, non strappata.

Qualcuno aveva voluto far sparire proprio quell’immagine.

PAGE-BREAK

Fabio chiese di vedere l’archivio di famiglia. Beatrice lo accompagnò in una stanza al piano terra, dove armadi metallici e vecchie scatole custodivano lettere, contratti, registri e fotografie.

Tra i documenti trovò altre immagini scattate durante la stessa festa. Mostravano invitati eleganti, camerieri con vassoi d’argento, musicisti in giardino e il vecchio patriarca, Alberto De Angelis, al centro della scena.

Ma mancava sempre la fotografia principale, quella appesa nel salone.

Fabio notò un particolare. In una delle immagini secondarie compariva, appena visibile sullo sfondo, una giovane donna con un abito chiaro. Il volto era sfocato, ma la sua presenza sembrava fuori posto. Nessuno l’aveva nominata.

«Chi è questa donna?» chiese.

Beatrice si avvicinò e impallidì. «Non lo so.»

Marta, chiamata poco dopo, riconobbe invece la figura. La sua voce tremò.

«Si chiamava Anna. Lavorava qui come cameriera. Sparì pochi giorni dopo quella festa.»

Riccardo, quando seppe della scoperta, reagì con irritazione.

«Storie vecchie. La servitù cambiava spesso. Non vedo cosa c’entri con la fotografia.»

L’avvocato Vanni, al contrario, rimase in silenzio. Fabio se ne accorse.

«Lei conosceva questa Anna?» domandò.

«Solo di nome», rispose l’avvocato. «Mio padre lavorava già per la famiglia De Angelis. Ricordo vagamente che ci fu qualche pettegolezzo.»

Fabio tornò nel salone. Sotto il mobile vicino alla parete trovò un minuscolo frammento di cartoncino fotografico. Sul retro, scritto a matita, si leggeva solo un numero: 17.

Non era un numero casuale. Probabilmente indicava una posizione in una serie di fotografie.

La fotografia scomparsa non era stata rubata per nostalgia, ma perché mostrava qualcosa. O qualcuno.

Quella sera, mentre la nebbia avvolgeva la villa, Fabio vide una luce accendersi per pochi istanti nella rimessa sul retro. Quando arrivò, trovò la porta socchiusa e l’odore acre della carta bruciata.

Nel camino di servizio restavano frammenti anneriti di una cornice e un angolo di fotografia non completamente distrutto. Fabio lo raccolse con cautela.

Si vedeva una mano maschile che stringeva il polso di una giovane donna.

PAGE-BREAK

Il mattino seguente Fabio riunì Beatrice, Riccardo, Marta e l’avvocato Vanni nel salone.

Posò sul tavolo il frammento della fotografia bruciata.

«La fotografia non è stata sottratta per caso», disse. «Qualcuno temeva che rivelasse un legame tra la famiglia De Angelis e la scomparsa di Anna, la giovane cameriera sparita trent’anni fa.»

Beatrice fissò il frammento con angoscia. Riccardo distolse lo sguardo. Marta si fece il segno della croce.

Fabio si rivolse a Riccardo.

«Lei sapeva che quella fotografia poteva compromettere suo padre.»

Riccardo scattò in piedi. «Mio padre è morto. Lasciatelo in pace.»

«Non ho detto che fosse colpevole», rispose Fabio. «Ho detto che lei aveva paura che lo sembrasse.»

A quel punto intervenne Marta. La governante, con voce spezzata, raccontò ciò che aveva taciuto per anni. Anna aveva avuto una relazione segreta con Alberto De Angelis. Dopo la festa era scoppiato uno scandalo interno alla famiglia, poi la ragazza era sparita improvvisamente.

«Dicevano che se ne fosse andata», mormorò Marta. «Ma io non ci ho mai creduto.»

Riccardo ammise di aver tolto la fotografia dalla parete e di aver tentato di bruciarla. Non l’aveva fatto per nascondere un delitto, disse, ma per impedire che il nome della famiglia venisse infangato proprio mentre era in discussione la vendita della villa.

Fabio non era convinto che la verità finisse lì. Il frammento bruciato mostrava una mano che tratteneva Anna, ma non bastava a dire chi fosse quell’uomo.

L’avvocato Vanni, fino a quel momento immobile, chiese con voce bassa: «E adesso?»

Fabio lo osservò. «Adesso cerchiamo la fotografia numero 17.»

Il caso della fotografia era risolto solo in parte. Il colpevole del furto era Riccardo, ma il motivo apriva un mistero più grande. Chi era davvero Anna? Perché era sparita? E quale verità aveva visto Alberto De Angelis in quella vecchia immagine?

Fuori, il lago rimaneva immobile. Ma sotto quella superficie scura qualcosa, dopo trent’anni, stava tornando a galla.