Brobdingnag: il mondo dei giganti e la piccolezza dell’Europa
Nel secondo viaggio, Gulliver arriva a Brobdingnag, un paese abitato da giganti. La situazione si rovescia completamente rispetto a Lilliput. Là Gulliver era enorme e potente; qui è minuscolo, fragile e continuamente esposto al pericolo.
Il cambiamento di dimensione produce un cambiamento di prospettiva. Gulliver, che a Lilliput poteva sentirsi superiore, ora deve fare i conti con la propria debolezza fisica. Un animale comune, una caduta, una mano maldestra o un gesto involontario possono minacciarlo.
All’inizio Gulliver viene trovato da un contadino, che lo porta nella propria casa. La figlia del contadino, chiamata da Gulliver Glumdalclitch, si prende cura di lui con affetto. La bambina gigante diventa per il protagonista una sorta di protettrice.
Il contadino, però, capisce che Gulliver può essere mostrato come curiosità e decide di guadagnare denaro esibendolo. Il protagonista diventa spettacolo. Questa esperienza lo umilia, perché lo riduce a oggetto di divertimento per gli altri.
La condizione di Gulliver a Brobdingnag è quindi ambigua. Da una parte riceve protezione; dall’altra perde autonomia e dignità. Essere piccolo significa dipendere continuamente dalla buona volontà altrui. Swift mostra così quanto la vulnerabilità possa cambiare la percezione di sé.
In seguito Gulliver viene portato alla corte del re e della regina. Qui continua a essere osservato come creatura straordinaria. La regina lo accoglie con interesse, mentre il re discute con lui della società europea, ascoltando le sue descrizioni della politica, delle guerre e delle istituzioni.
Gulliver cerca di presentare l’Europa in modo favorevole, parlando delle leggi, dei governi, della scienza, della nobiltà e delle armi. Tuttavia, agli occhi del re gigante, molte usanze europee appaiono crudeli, assurde o moralmente corrotte.
PAGE-BREAKIl confronto con il re di Brobdingnag è uno dei momenti più importanti dell’opera. Il sovrano ascolta Gulliver e conclude che gli Europei sono una razza piccola e pericolosa, capace di grandi pretese ma anche di violenza, inganno e distruzione.
In particolare, il re resta disgustato quando Gulliver descrive la polvere da sparo e le armi da fuoco, proponendo di rivelarne il segreto. Per Gulliver, questa invenzione rappresenta potenza; per il re, rappresenta crudeltà e follia. La civiltà europea viene giudicata dal punto di vista morale, non tecnico.
Swift rovescia così l’orgoglio europeo. Ciò che gli uomini occidentali considerano progresso può apparire barbarie a chi lo osserva con criteri diversi. La superiorità tecnica non coincide con superiorità morale.
Il corpo umano, visto da vicino dai giganti, perde anche la sua bellezza idealizzata. Gulliver osserva la pelle, i pori, i difetti fisici e i dettagli sgradevoli dei corpi giganteschi. La prospettiva ingrandita rende visibile ciò che normalmente resta nascosto.
Questo vale anche simbolicamente. Come il corpo ingrandito rivela imperfezioni, così la società umana, osservata da lontano o da un altro punto di vista, mostra difetti che gli uomini preferiscono non vedere. Swift usa la dimensione fisica per fare critica morale.
A Brobdingnag Gulliver è piccolo nel corpo, ma diventa piccola anche l’immagine orgogliosa dell’Europa che cerca di difendere.
Questa sezione dell’opera mostra il rovesciamento della superiorità. Gulliver, rappresentante dell’Europa, viene giudicato da una civiltà diversa che ne mette in luce la violenza e la presunzione. Il mondo dei giganti non è perfetto, ma costringe il protagonista a guardare la propria civiltà con occhi più critici.