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Capitolo

La morte di Piggy, la distruzione della conchiglia e la caccia a Ralph

Il signore delle mosche — William Golding

Dopo la morte di Simon, la comunità dei ragazzi è ormai profondamente divisa. Jack e i suoi cacciatori hanno formato un gruppo separato, sempre più simile a una tribù violenta. Ralph, Piggy e pochi altri cercano ancora di mantenere un legame con le regole, ma sono sempre più isolati.

Un passaggio decisivo avviene quando gli uomini di Jack rubano gli occhiali di Piggy. Senza gli occhiali, Piggy perde la possibilità di vedere chiaramente, ma il gruppo di Jack ottiene il mezzo per accendere il fuoco. L’oggetto della ragione viene sottratto e messo al servizio della forza.

Il furto degli occhiali ha un forte significato simbolico. Jack non vuole più collaborare con Ralph e Piggy; vuole possedere gli strumenti necessari al potere. Non gli interessa il fuoco come segnale di salvezza, ma come risorsa controllata dalla sua tribù.

Nota di lettura: gli occhiali di Piggy rappresentano la ragione pratica. Quando vengono rubati, la ragione non scompare: viene usata dalla violenza per rafforzare il proprio dominio.

Piggy decide di andare da Jack per chiedere la restituzione degli occhiali. Porta con sé la conchiglia, come se quel simbolo potesse ancora garantire ascolto, ordine e rispetto. Ma il mondo intorno è cambiato: i ragazzi di Jack non riconoscono più il valore della conchiglia.

La scena presso la rocca di Jack è uno dei momenti culminanti del romanzo. Piggy prova a parlare in nome della ragione e della giustizia. Chiede che cosa sia meglio: avere regole e accordi oppure vivere come selvaggi. La sua domanda riassume il conflitto centrale dell’opera.

Ma la parola di Piggy non trova più spazio. Roger, personaggio sempre più crudele, lascia cadere un enorme masso che colpisce Piggy e lo uccide. Nello stesso momento, la conchiglia si frantuma. La morte di Piggy e la distruzione della conchiglia avvengono insieme.

Questo doppio evento ha un significato chiarissimo. Con Piggy muore la ragione fragile; con la conchiglia muore l’ordine civile. Non resta più nemmeno il simbolo della parola condivisa. Il potere appartiene ormai alla violenza.

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Ralph resta solo. Jack non ha più bisogno di discutere, e i suoi seguaci non hanno più alcun freno. La comunità è diventata una forma di tirannide infantile, ma proprio per questo ancora più spaventosa: bambini e ragazzi agiscono con crudeltà crescente, senza piena coscienza del limite.

La caccia finale a Ralph rappresenta l’ultimo stadio della discesa nella barbarie. Ralph, che era stato il capo eletto e il difensore del fuoco di salvataggio, diventa preda. I cacciatori applicano agli esseri umani le stesse logiche usate con i maiali.

Per stanarlo, i ragazzi incendiano la foresta. Il fuoco, che all’inizio rappresentava speranza e salvezza, viene trasformato in strumento di distruzione. Questo rovesciamento è centrale: i simboli della civiltà vengono deformati dalla violenza.

Ralph fugge disperatamente, braccato dai compagni. La sua corsa mostra il crollo definitivo dell’ordine. Non c’è più assemblea, non c’è più dialogo, non c’è più amicizia. L’isola è diventata un luogo di persecuzione.

Proprio quando Ralph sembra destinato a essere ucciso, appare sulla spiaggia un ufficiale di marina, attirato dal fumo dell’incendio. L’arrivo dell’adulto interrompe la violenza e riporta improvvisamente i ragazzi davanti alla vergogna di ciò che sono diventati.

La morte di Piggy e la distruzione della conchiglia segnano il punto in cui la parola, la ragione e la legge vengono definitivamente sostituite dalla caccia all’uomo.

Questa parte conclusiva della vicenda mostra il crollo totale della civiltà costruita all’inizio. Golding porta fino in fondo la sua allegoria: quando la ragione viene derisa, i simboli comuni distrutti e la paura trasformata in potere, la comunità può arrivare a perseguitare proprio chi cercava di salvarla.