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Jean-Baptiste Grenouille: nascita, infanzia e diversità radicale

Il profumo — Patrick Süskind

La nascita di Jean-Baptiste Grenouille è una delle scene più forti del romanzo. Egli viene al mondo in un luogo degradato, tra odori violenti, scarti e indifferenza. Non nasce dentro una famiglia accogliente, ma in un ambiente quasi disumano, dove la vita sembra confondersi con il rifiuto e la decomposizione.

Fin dai primi momenti, Grenouille appare come una creatura destinata all’emarginazione. La madre viene punita per il suo gesto di abbandono, ma il bambino non trova comunque un vero spazio affettivo. Viene affidato ad altri, spostato, nutrito, sorvegliato, ma non amato. La sua sopravvivenza è quasi biologica, priva di calore umano.

Le persone che lo accudiscono provano verso di lui un disagio istintivo. Non sempre sanno spiegare perché, ma percepiscono qualcosa di strano. Il fatto che Grenouille non abbia odore lo rende inquietante: è come se mancasse di una qualità fondamentale attraverso cui gli esseri umani si riconoscono inconsciamente.

Nota di lettura: l’assenza di odore personale è il segno più profondo della diversità di Grenouille. Egli esiste, ma non lascia sugli altri la traccia naturale che ogni uomo porta con sé.

Durante l’infanzia, Grenouille sviluppa una straordinaria capacità di percezione olfattiva. Non ha bisogno di spiegazioni o insegnamenti: classifica il mondo attraverso gli odori, li distingue, li memorizza, li combina nella propria mente. Il suo rapporto con la realtà è solitario e assoluto.

Questa capacità non lo avvicina agli uomini. Grenouille non sviluppa empatia, tenerezza o desiderio di relazione. Gli odori degli altri lo interessano non perché appartengono a persone, ma perché sono elementi da conoscere, possedere e dominare. Fin dall’inizio, gli esseri umani tendono a diventare per lui materiali odorosi.

La crescita del protagonista avviene in un contesto duro. Viene sfruttato come lavoratore e impara a sopportare fatica, malattia, violenza e privazioni. La sua resistenza fisica è sorprendente. Sembra sopravvivere a tutto, come se il suo corpo fosse mosso da un istinto tenace e quasi animale.

Il rapporto con Grimal, il conciatore, mostra bene questa condizione. Grenouille lavora in un ambiente pesante, sporco e faticoso, dove il corpo è trattato come strumento. Ma proprio in mezzo a odori fortissimi e materiali grezzi, egli affina ulteriormente la propria conoscenza olfattiva del mondo.

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La scoperta più importante della sua giovinezza avviene quando percepisce l’odore meraviglioso di una giovane ragazza. Quell’odore lo colpisce come una rivelazione assoluta, superiore a qualunque altra essenza. Per la prima volta, Grenouille incontra qualcosa che desidera possedere completamente.

Questo episodio segna il passaggio dall’abilità sensoriale all’ossessione. Grenouille non desidera la persona in quanto individuo, con una vita e una coscienza; desidera il suo odore. La bellezza, per lui, non è volto, parola o relazione, ma essenza invisibile da catturare.

Da questo momento nasce il suo grande progetto: impossessarsi degli odori più preziosi e creare un profumo perfetto. La sua ambizione non è semplicemente diventare un bravo artigiano. Vuole dominare il segreto stesso dell’attrazione umana, costruire artificialmente ciò che a lui manca.

La diversità di Grenouille è quindi radicale. Egli è diverso perché sente troppo, ma anche perché sente in modo incompleto dal punto di vista morale. Ha un rapporto potentissimo con il mondo materiale, ma non con l’interiorità degli altri. Possiede un genio sensoriale e una povertà affettiva assoluta.

Grenouille cresce imparando a riconoscere ogni odore, ma non impara mai a riconoscere davvero l’altro come persona.

Questa parte dell’opera mostra la formazione inquietante del protagonista. Süskind racconta un’infanzia senza amore e un talento fuori misura, preparando il lettore a comprendere come il genio di Grenouille, privo di coscienza, possa trasformarsi in ossessione distruttiva.