Dopo la fuga dal paese, Lucia e Agnese arrivano a Monza, dove vengono accolte in un convento grazie all’intervento di fra Cristoforo. Qui incontrano Gertrude, conosciuta come la monaca di Monza. Si tratta di uno dei personaggi più complessi e tragici del romanzo.
Gertrude appartiene a una famiglia nobile ed è stata costretta fin da bambina alla vita monastica per ragioni di interesse familiare. Non ha scelto liberamente la propria vocazione, ma è stata spinta e manipolata dal padre e dall’ambiente sociale. La sua vita è segnata da debolezza, frustrazione e colpa.
La monaca accoglie Lucia, ma la sua protezione non sarà sicura come appare. Gertrude, infatti, è legata a Egidio, un uomo malvagio che esercita su di lei un’influenza negativa. Questa relazione segreta e colpevole la rende vulnerabile alle pressioni esterne.
Nel frattempo Renzo arriva a Milano. La città si trova in una situazione difficile: la carestia ha provocato fame, tensione e malcontento popolare. Il prezzo del pane è al centro delle proteste, e il popolo accusa i fornai e le autorità di speculazione e ingiustizia.
Renzo, inesperto e impulsivo, si trova coinvolto nei tumulti di San Martino. Vede la folla assaltare i forni e partecipa al clima di agitazione generale. Non è un vero rivoluzionario, ma un giovane ingenuo che si lascia trascinare dagli eventi e dalle parole della gente.
Durante i tumulti, Renzo pronuncia discorsi imprudenti contro le ingiustizie e attira l’attenzione delle autorità. Un falso amico, in realtà una spia, lo accompagna in un’osteria e cerca di farlo parlare ancora di più. Renzo beve, si confida e dà informazioni sul proprio conto.
Il giorno dopo viene arrestato, ma riesce a fuggire grazie alla confusione e all’aiuto involontario della folla. Da quel momento diventa un ricercato. Per salvarsi, decide di lasciare il territorio milanese e dirigersi verso Bergamo, che si trova sotto il dominio della Repubblica di Venezia.
La fuga di Renzo verso l’Adda è uno dei momenti più importanti del suo percorso. Il giovane attraversa campagne, boschi e luoghi sconosciuti, spaventato e solo. Il fiume Adda rappresenta per lui una sorta di confine tra il pericolo e la salvezza.
Dopo aver superato il fiume, Renzo raggiunge il territorio bergamasco e trova rifugio presso il cugino Bortolo. Qui può lavorare sotto falso nome e attendere tempi migliori. Tuttavia, il suo pensiero resta sempre rivolto a Lucia.
PAGE-BREAKMentre Renzo cerca di salvarsi dopo i tumulti di Milano, la situazione di Lucia diventa sempre più pericolosa. Don Rodrigo, infatti, non ha rinunciato al suo progetto. Poiché non riesce a raggiungere direttamente Lucia, decide di rivolgersi a un potente signore senza nome, noto come l’Innominato.
L’Innominato è un personaggio terribile e affascinante. È un uomo potente, temuto da tutti, abituato alla violenza e al delitto. Vive in un castello isolato e domina il territorio circostante con la forza. La sua fama è così grande che Manzoni inizialmente evita persino di pronunciarne il nome.
Don Rodrigo chiede all’Innominato di rapire Lucia dal convento di Monza. L’impresa viene organizzata grazie alla complicità di Egidio e alla debolezza di Gertrude. La monaca, pur sapendo di tradire Lucia, non trova la forza di opporsi.
Lucia viene attirata fuori dal convento con un inganno e rapita. È uno dei momenti più drammatici del romanzo: la giovane, innocente e indifesa, viene strappata al luogo in cui credeva di essere al sicuro e consegnata nelle mani di uomini violenti.
Portata al castello dell’Innominato, Lucia vive una notte di angoscia e preghiera. Nella sua disperazione fa voto alla Madonna: promette di rinunciare al matrimonio con Renzo se verrà liberata. Questo voto nasce dalla paura e dal bisogno di affidarsi completamente a Dio.
La presenza di Lucia provoca però una crisi profonda nell’Innominato. L’uomo, già da tempo inquieto e stanco della propria vita criminale, viene colpito dall’innocenza e dalla sofferenza della ragazza. Le sue parole e la sua fede risvegliano in lui una coscienza che sembrava spenta.
Durante la stessa notte, l’Innominato vive una tormentata crisi interiore. È oppresso dal peso dei suoi delitti e dalla paura del giudizio divino. Pensa persino al suicidio, ma l’alba e il suono delle campane annunciano l’arrivo del cardinale Federigo Borromeo in visita pastorale nella zona.
Questo evento apre una svolta decisiva. L’Innominato decide di incontrare il cardinale. Il colloquio tra i due segna la sua conversione. Federigo non lo umilia, ma lo accoglie come un uomo che può ancora cambiare. L’Innominato comprende la possibilità del perdono e decide di liberare Lucia.
La parte centrale del romanzo mostra così due percorsi paralleli: Renzo, impulsivo e inesperto, impara attraverso gli errori e la fuga; Lucia, vittima innocente, diventa strumento di conversione per un grande peccatore. Attraverso di lei, il bene agisce anche in mezzo alla violenza.