← IndiceGuide ai Classici / La coscienza di Zeno — Italo Svevo
Capitolo

Il fumo, il padre e la malattia

La coscienza di Zeno — Italo Svevo

Uno dei capitoli più celebri del romanzo è dedicato al fumo. Zeno racconta il proprio rapporto con le sigarette fin dalla giovinezza. Il fumo diventa per lui molto più di un vizio: è il simbolo della sua debolezza, della sua incapacità di mantenere una decisione e della sua continua tendenza a rimandare.

Zeno decide molte volte di fumare l’ultima sigaretta. Annota date solenni, fa promesse a se stesso, collega la fine del vizio a un nuovo inizio morale e fisico. Tuttavia, ogni ultima sigaretta è seguita da un’altra. La formula dell’ultima sigaretta diventa così comica e tragica insieme.

Il vizio del fumo mostra la struttura profonda del carattere di Zeno. Egli vuole cambiare, ma non riesce. Desidera essere padrone di sé, ma resta schiavo dell’abitudine. Il piacere della sigaretta è accresciuto proprio dall’idea che sia l’ultima: il divieto e la promessa di smettere rendono il vizio ancora più attraente.

Il fumo è legato anche alla sua idea di malattia. Zeno attribuisce alla sigaretta molti dei propri disturbi, ma nello stesso tempo non riesce a separarsene. La malattia diventa una giustificazione e un’identità. Sentirsi malato gli permette di spiegare le proprie debolezze, ma anche di non affrontarle davvero.

Per curarsi, Zeno tenta varie strade. Si affida a medici, cure, buoni propositi e persino a una casa di salute. Ma ogni tentativo fallisce, perché il problema non è soltanto il fumo. Il vero nodo è la sua volontà debole, la sua incapacità di aderire a una decisione definitiva.

Il tema dell’ultima sigaretta ha un significato più ampio. Tutti gli uomini, secondo Svevo, tendono a rinviare il cambiamento a un momento futuro. Si promettono di iniziare una vita nuova, ma continuano a ripetere gli stessi comportamenti. Zeno diventa così una figura universale dell’uomo moderno, sempre sospeso tra proposito e fallimento.

Un altro nucleo fondamentale del romanzo è il rapporto con il padre. Zeno descrive il padre come un uomo pratico, sicuro, legato a valori tradizionali, ma anche distante e incapace di comprendere davvero il figlio. Tra i due c’è un rapporto difficile, fatto di incomprensioni, sensi di colpa e conflitti sotterranei.

Zeno si sente giudicato dal padre. Avverte la propria inettitudine rispetto all’immagine paterna di solidità e autorità. Il padre rappresenta per lui una figura forte, ma anche un ostacolo psicologico. Zeno non riesce né a identificarsi con lui né a liberarsene del tutto.

PAGE-BREAK

Il momento più drammatico del rapporto tra padre e figlio è la malattia e la morte del padre. Durante l’agonia, Zeno cerca di assisterlo, ma il rapporto resta segnato da ambiguità e tensione. Il padre, ormai malato, sembra non comprendere pienamente ciò che accade, mentre Zeno vive ogni gesto con ansia e senso di colpa.

L’episodio decisivo è lo schiaffo. Poco prima di morire, il padre alza una mano e colpisce Zeno. Non è chiaro se il gesto sia volontario o involontario, frutto di un ultimo moto di coscienza o di un movimento incontrollato. Zeno, però, lo interpreta come una condanna.

Questo schiaffo diventa per il protagonista un trauma profondo. Egli continua a interrogarsi sul suo significato: il padre voleva davvero punirlo? Lo giudicava colpevole? Lo disprezzava? O si è trattato solo di un gesto casuale? L’incertezza è più dolorosa di una risposta chiara.

Il senso di colpa di Zeno nasce proprio da questa ambiguità. Egli non sa se sia stato un buon figlio, non sa se abbia desiderato inconsciamente la morte del padre, non sa se lo schiaffo abbia rivelato una verità nascosta. Come spesso accade nel romanzo, la coscienza non chiarisce definitivamente, ma moltiplica i dubbi.

La morte del padre ha anche un valore simbolico. Con essa crolla una figura di autorità, ma Zeno non diventa per questo più libero o più maturo. Al contrario, il padre morto continua a vivere dentro la sua coscienza sotto forma di rimorso, interrogativo e giudizio.

Il rapporto con la malattia, il fumo e il padre permette di capire il carattere di Zeno. Egli è un uomo che vive sempre in conflitto con se stesso. Vuole essere sano, ma coltiva la malattia; vuole essere libero, ma resta legato al vizio; vuole superare il padre, ma continua a sentirsi giudicato da lui.

Questi episodi mostrano anche la novità del romanzo. Svevo non racconta semplicemente fatti esteriori, ma analizza i movimenti interni della coscienza: autoinganni, rimorsi, giustificazioni, desideri nascosti, paure e contraddizioni.

Il fumo e lo schiaffo paterno diventano così due simboli della condizione di Zeno. Da una parte l’incapacità di cambiare; dall’altra l’impossibilità di liberarsi dal passato e dal giudizio degli altri. La sua malattia è, prima di tutto, una malattia della volontà e dell’identità.