Ambiente

Intelligenza artificiale e ambiente: il costo nascosto di ogni risposta digitale

Intelligenza artificiale e ambiente: il costo nascosto di ogni risposta digitale

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L’impatto ambientale dell’AI non riguarda soltanto l’elettricità. Alcuni data center utilizzano acqua per raffreddare gli impianti o dipendono indirettamente da acqua impiegata nella produzione di energia elettrica.

In zone soggette a siccità o scarsità idrica, questo aspetto diventa particolarmente delicato. Un centro di calcolo può portare investimenti e lavoro, ma può anche competere con altri usi della risorsa idrica.

Energia e acqua sono collegate

Il consumo d’acqua può avvenire direttamente, attraverso sistemi di raffreddamento, oppure indirettamente, quando l’elettricità usata dal data center proviene da impianti che richiedono acqua per funzionare.

Esiste poi il tema dei materiali. Processori, schede grafiche, server, batterie, cavi e dispositivi elettronici richiedono estrazione di materie prime, produzione industriale, trasporti e smaltimento.

La rapida crescita dell’intelligenza artificiale può aumentare la domanda di componenti specializzati. Se l’hardware viene sostituito frequentemente, cresce anche il problema dei rifiuti elettronici.

Il ciclo di vita dell’AI

Per valutare l’impatto ambientale non bisogna osservare soltanto il consumo durante l’uso. Bisogna considerare anche produzione dei dispositivi, costruzione dei data center, consumo d’acqua, durata dell’hardware e gestione dei rifiuti elettronici.

La sostenibilità dell’intelligenza artificiale dipende quindi da un insieme di fattori: efficienza dei modelli, energia utilizzata, localizzazione dei data center, sistemi di raffreddamento, durata delle apparecchiature e trasparenza dei dati ambientali.

Un servizio digitale può sembrare invisibile, ma lascia tracce materiali nella rete elettrica, nell’acqua e nelle filiere tecnologiche.
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