Inquinamento luminoso: perché stiamo perdendo il cielo stellato
Per migliaia di anni il cielo stellato è stato una presenza familiare. I nostri antenati lo usavano per orientarsi, misurare il tempo, raccontare miti, prevedere stagioni, navigare,, prevedere stagioni, navigare, immaginare divinità e interrogarsi sul proprio posto nell’universo. Oggi, invece, per molte persone il cielo notturno è diventato un fondale pallido, attraversato da poche stelle visibili e dominato dalla luce artificiale delle città. Non perché le stelle siano scomparse, ma perché le abbiamo coperte con un velo luminoso.
L’inquinamento luminoso è proprio questo: l’alterazione della notte causata da luci artificiali eccessive, mal direzionate, troppo intense o accese quando non servono. Non riguarda soltanto gli astronomi o chi ama guardare le costellazioni. Riguarda l’ambiente, la fauna, l’energia, il paesaggio, il sonno, la qualità della vita e il rapporto culturale con la notte. La Commissione Europea lo descrive come presenza di luce artificiale nel cielo notturno capace di danneggiare ambiente e salute, richiamando anche effetti su ecosistemi, migrazioni e llato. ?cite?turn742608search0?
Che cos’è l’inquinamento luminoso?
È la luce artificiale notturna che si disperde dove non serve, arriva verso l’alto, invade spazi privati o naturali, abbaglia, resta accesa inutilmente o altera il buio naturale. Non è la semplice presenza di illuminazione, ma il suo uso eccessivo, inefficiente o mal progettato.
La perdita del cielo stellato è uno degli effetti più visibili. In molte città, anche nelle notti serene, si distinguono solo Luna, pianeti più luminosi e poche stelle principali. La Via Lattea, che in un luogo buio appare come una fascia chiara e spettacolare, è diventata invisibile per milioni di persone. Il nuovo atlante mondiale della luminosità artificiale del cielo notturno, pubblicato su Science Advances, ha stimato che la Via Lattea non sia più visibile a oltre un terzo dell’umanità, compreso circa il 60% degli europei e icani. ?cite?turn675109search2?
Questa perdita non è soltanto estetica. Il cielo notturno è un patrimonio comune, come un paesaggio, una montagna, una spiaggia o un bosco. Quando diventa impossibile vedere le stelle, perdiamo una parte della nostra relazione con la natura. Ci abituiamo a un cielo più povero e rischiamo perfino di dimenticare com’era la notte prima che venisse illuminata senza misura.
Stiamo perdendo il cielo stellato non perché le stelle brillino di meno, ma perché le nostre luci brillano troppo e spesso nel modo sbagliato.
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