Inquinamento luminoso: perché stiamo perdendo il cielo stellato
La luce artificiale notturna nasce da esigenze reali. Illuminare strade, piazze, marciapiedi, ingressi, luoghi di lavoro, stazioni, ospedali e spazi pubblici può migliorare sicurezza, orientamento e fruibilità. Il problema non è quindi la luce in sé, ma l’idea che “più luce” significhi sempre “meglio”. Una città troppo illuminata può consumare energia inutilmente, creare abbagliamento, disturbare abitazioni, alterare ecosistemi e rendere il cielo più chiaro senza aumentare davvero la sicurezza.
Le forme di inquinamento luminoso sono diverse. C’è la dispersione verso l’alto, che crea la cupola luminosa sopra le città; c’è l’abbagliamento, quando una luce troppo forte colpisce direttamente gli occhi; c’è l’intrusione luminosa, quando una lampada entra nelle finestre o nei giardini privati; c’è il disordine visivo prodotto da insegne, fari, schermi, parcheggi e illuminazioni decorative eccessive. Tutte queste forme contribuiscono a trasformare la notte in un ambiente meno naturale.
Non è necessario spegnere tutto
Ridurre l’inquinamento luminoso non significa lasciare le città al buio. Significa illuminare meglio: solo dove serve, quando serve, con intensità adeguata, luce schermata verso il basso e colori meno invasivi per ambiente e persone.
Negli ultimi anni il passaggio ai LED ha reso il tema ancora più complesso. I LED possono ridurre i consumi e migliorare l’efficienza, ma se vengono usati per aumentare il numero di punti luce, la potenza o l’illuminazione continua, il risparmio può ridursi e l’impatto ambientale restare alto. ISPRA, in una pubblicazione dedicata all’illuminazione a LED e alla sostenibilità ambientale, richiama aspetti legati a inquinamento luminoso, impatti su flora e fauna e risparmio energetico, segnalando anche la necessità di considerare alcuni effetti legati alla comrodotti. ?cite?turn555311view0?
La luce blu è particolarmente importante perché contribuisce alla luminosità percepita del cielo e può interferire più facilmente con alcuni ritmi biologici. Questo non significa che ogni LED sia un problema, ma che la scelta della temperatura di colore, dell’intensità e della direzione della luce è fondamentale. Una lampada efficiente ma mal progettata può comunque inquinare la notte.
La luce giusta è una luce controllata
Una buona illuminazione non dovrebbe disperdersi verso il cielo, non dovrebbe abbagliare, non dovrebbe restare accesa inutilmente e non dovrebbe essere più intensa del necessario. L’efficienza energetica conta, ma deve andare insieme alla qualità del progetto.
La tecnologia può aiutarci a consumare meno, ma solo se non la usiamo per illuminare di più senza bisogno.
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