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Costiera dei Trabocchi: viaggio lento tra mare, piste ciclabili e antiche macchine da pesca

Costiera dei Trabocchi: viaggio lento tra mare, piste ciclabili e antiche macchine da pesca

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Tra Ortona e Vasto, lungo il litorale della provincia di Chieti, l’Adriatico cambia continuamente volto. A pochi chilometri di distanza si incontrano scogliere, piccole baie, spiagge di ciottoli, riserve naturali e borghi affacciati sul mare. A rendere questo paesaggio immediatamente riconoscibile sono i trabocchi, antiche macchine da pesca in legno sospese sull’acqua, oggi diventate il simbolo di una costa da attraversare lentamente.

La Costiera dei Trabocchi non è una destinazione da consumare in fretta. Il suo fascino emerge nelle soste, nei cambi di luce, nei sentieri che scendono verso il mare e nei tratti della Via Verde costruita sul vecchio sedime ferroviario. È un viaggio adatto alla bicicletta, alla camminata e a chi desidera alternare movimento, paesaggio, storia e cucina locale.

Il percorso ciclopedonale principale si sviluppa per circa 42 chilometri lungo la costa, collegando l’area di Ortona con Vasto Marina. La vicinanza al mare e la pendenza generalmente contenuta rendono molti tratti accessibili anche a ciclisti non particolarmente allenati, purché il viaggio venga organizzato considerando deviazioni, collegamenti ordinari e condizioni aggiornate del tracciato.

Che cosa sono i trabocchi?

I trabocchi sono strutture da pesca costruite su palafitte, collegate alla costa da passerelle in legno. Lunghi bracci sostengono una grande rete che viene calata e sollevata attraverso argani e funi. Nati come strumenti di lavoro e sostentamento, oggi rappresentano uno degli elementi più caratteristici del paesaggio costiero abruzzese.

Alcuni trabocchi conservano una funzione dimostrativa, altri sono stati restaurati e trasformati in piccoli ristoranti. Non sono semplici terrazze sul mare: raccontano una cultura marinara che ha saputo adattarsi a una costa irregolare, dove le imbarcazioni non sempre potevano essere utilizzate con facilità.

La Costiera dei Trabocchi si comprende davvero quando si smette di inseguire le tappe e si lascia che siano il mare, i promontori e le passerelle di legno a stabilire il ritmo del viaggio.

La Via Verde: il filo che unisce la costa

La Via Verde della Costa dei Trabocchi segue in gran parte l’ex tracciato ferroviario adriatico che correva a pochi metri dal mare. Il recupero di questo corridoio ha restituito al territorio un percorso dedicato a ciclisti e camminatori, con visuali che la strada ordinaria spesso non permette di apprezzare.

Lungo il tragitto si alternano trabocchi e piccoli approdi, spiagge di ciottoli e baie rocciose, gallerie dell’antica ferrovia, riserve naturali, borghi collinari e punti di ristoro.

Un’infrastruttura per il turismo lento

La Via Verde non è soltanto una pista ciclabile. È un itinerario territoriale che mette in relazione mare, paesaggio, storia ferroviaria, aree protette e comunità locali.

Quando partire

La primavera e l’inizio dell’autunno sono probabilmente i periodi più adatti. Le temperature sono più miti, la luce valorizza la costa e le spiagge risultano meno affollate. In estate conviene partire al mattino presto, evitando le ore centrali e i momenti di maggiore affluenza.

Verificare sempre la percorribilità

Il tracciato è ancora interessato da collegamenti provvisori e deviazioni. Nel 2026 risultano segnalati, tra gli altri, la chiusura del tratto del sentiero di Punta Aderci fra Mottagrossa e il fiume Sinello, una deviazione su terreno dissestato, il passaggio sulla SS16 in località Lago Dragoni e alcuni collegamenti tramite viabilità ordinaria. Prima di partire è necessario consultare la mappa aggiornata.

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