Società

Sociologia del binge-watching: perché guardiamo serie per ore?

Sociologia del binge-watching: perché guardiamo serie per ore?

Pagina 3 di 7

Non bisogna però sottovalutare il rapporto tra binge-watching e solitudine. Molte persone trovano nelle serie una forma di compagnia simbolica. I personaggi diventano figure familiari, le vicende creano coinvolgimento e l’universo narrativo offre un senso di appartenenza, anche quando si guarda da soli.

Questa dimensione non è necessariamente negativa. Le storie hanno sempre avuto anche una funzione consolatoria. Il problema nasce quando la visione prolungata diventa l’unico modo per riempire il vuoto, evitare il confronto con le proprie emozioni o rinviare bisogni più profondi di relazione, riposo o attività reale.

Da ricordare

Guardare molte puntate non è di per sé un comportamento problematico. Diventa un segnale da osservare quando sostituisce sistematicamente sonno, relazioni, studio, lavoro, movimento o altre attività importanti.

C’è poi la dimensione sociale. Le serie sono diventate argomenti di conversazione, contenuti da commentare sui social, riferimenti condivisi, meme, discussioni tra amici e fenomeni di costume. Non guardare una serie molto popolare può far sentire esclusi da un dialogo collettivo.

Qui entra in gioco la FOMO, la paura di restare fuori. In un ambiente digitale in cui tutti commentano l’ultima uscita, evitare spoiler e restare aggiornati diventa quasi una pressione sociale. Guardare velocemente una stagione può sembrare necessario per partecipare alle conversazioni.

1 2 3 4 5 6 7

Continua a leggere

Altri articoli

« Torna alla home page