F1
TastoEffeUno.it
La "Guida in linea" sul Web!
GUIDE
TUTORIALS
CORSI
TEMPLATE
VIDEO
QUIZ
GIOCHI DIDATTICI
Quiz Antincendio 2023 (DM 2.9.2021) FOR2 e FOR3
FOR3 (ex rischio elevato)
Quesiti Risposta Multipla
140. Un’esplosione è chiamata deflagrazione quando:
la reazione procede nella miscela non ancora bruciata con una velocità superiore a quella del suono (velocità di propagazione supersoniche dell’ordine del chilometro al secondo)
la reazione di combustione si propaga alla miscela infiammabile non ancora bruciata con una velocità minore di quella del suono
L’esplosione è prodotta da sostanze esplosive
108. Con riferimento al Dlgs 81/2008, cosiddetto “Testo Unico Sicurezza Lavoratori”, con segnale di con segnale di salvataggio e soccorso intendiamo
un segnale che vieta un comportamento che potrebbe far correre o causare un pericolo
un segnale che fornisce indicazioni relative alle uscite di sicurezza o ai mezzi di soccorso o di salvataggio
un segnale che avverte di un rischio o pericolo
76. Le misure di protezione passiva sono
tutti quei dispositivi che consentono di ridurre la probabilità che si inneschi un incendio
tutti quei dispositivi che, a seguito della rivelazione di un incendio, per esplicare l’azione protettiva necessitano di un intervento o un’azione (impiantistica o umana)
tutti quei dispositivi che, a seguito della rivelazione di un incendio, sono in grado di esplicare l’azione protettiva senza richiedere alcuna azione (impiantistica o umana)
44. Le principali sorgenti di attivazione dell’incendio sono
Fiamme, Superfici calde e scintille e archi elettrici,
Attrito, radiazioni termiche, reazioni chimiche esotermiche e autocombustione
Tutte quelle indicate negli altri punti
12. Gli incendi, in relazione allo stato chimico-fisico dei materiali combustibili, si distinguono in classi:
No, si distinguono in categorie: 1, 2, 3, 4 e 5
Si, in tre classi: A, B e C
Si, in cinque classi: A, B, C, D ed F
317. La lunghezza d'esodo deve essere valutata
in base alla temperatura di accensione dei combustibili presenti
sulla base del carico di incendio
sulla base della valutazione del rischio e del profilo di rischio vita
285. Gli impianti elettrici, impianti rilevanti ai fini della sicurezza antincendio, devono essere oggetto di manutenzione eseguita secondo le disposizioni vigenti, le norme volontarie applicate e i manuali d’uso e manutenzione forniti dal costruttore/installatore
No, il mantenimento nel tempo del funzionamento e dell’efficacia degli impianti è garantito dalla progettazione e realizzazione a regola d’arte
No, non sono impianti rilevanti ai fini della sicurezza antincendio e pertanto non è necessaria la loro manutenzione ai fini della sicurezza antincendio
Si, la manutenzione di tali impianti, unitamente alla realizzazione a regola d’arte, garantisce il corretto funzionamento degli stessi e la riduzione del rischio ad un livello accettabile, corrispondente al corretto funzionamento
253. Per consentire a tutti gli occupanti di impiegare gli estintori per rispondere immediatamente ad un principio di incendio le impugnature dei presidi manuali dovrebbero essere collocate
ad una quota non superiore a 200 cm dal piano di calpestio
ad una quota pari a circa 50 cm dal piano di calpestio
ad una quota pari a circa 110 cm dal piano di calpestio
221. Le aperture di smaltimento realizzate per lo smaltimento dei fumi e calore di emergenza devono essere gestite e in particolare protette dall’ostruzione accidentale durante l’esercizio dell’attività
No, perché la realizzazione delle aperture di smaltimento dei fumi e calore di emergenza sono una misura consigliata ma non necessaria ai fini della sicurezza antincendio di un’attività
No, perché in caso di emergenza l’ostruzione può essere sempre eliminata
Si, sempre in quanto sono parte integrante di una misura antincendio progettata per mitigare il rischio incendio dell’attività
189. Nell’ambito dell’organizzazione del sistema di esodo, la “protezione sul posto” è
modalità di esodo che prevede la protezione degli occupanti nell’ambito in cui si trovano
modalità di esodo di una struttura organizzata con più compartimenti, in cui l’evacuazione degli occupanti fino a luogo sicuro avviene in successione dopo l’evacuazione del compartimento di primo innesco
modalità di esodo che prevede lo spostamento contemporaneo degli occupanti fino a luogo sicuro.