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Quiz Antincendio 2023 (DM 2.9.2021) FOR2 e FOR3
FOR3 (ex rischio elevato)
Quesiti Risposta Multipla
218. La progettazione della misura antincendio “Controllo Fumo e Calore” ha come scopo
l’individuazione dei presidi antincendio da installare nell’attività per consentire solo l’evacuazione o lo smaltimento dei prodotti della combustione in caso di incendio
l’individuazione dei presidi antincendio da installare nell’attività per consentire il controllo, l’evacuazione o lo smaltimento dei prodotti della combustione in caso di incendio
l’individuazione dei presidi antincendio da installare nell’attività per consentire solo il controllo dei prodotti della combustione in caso di incendio
46. Si ha autocombustione o riscaldamento spontaneo:
quando il calore viene prodotto dallo stesso combustibile che si innesca senza sorgenti esterne di attivazione
quando il calore d’innesco avviene nelle forme della convezione, conduzione e irraggiamento termico
quando una fiamma, una scintilla o altro materiale incandescente entra in contatto con un materiale combustibile in presenza di ossigeno
154. Con il simbolo I, utilizzato nella sigla REI (es: REI 60, REI 90), indichiamo la seguente prestazione di resistenza al fuoco
La capacità portante, cioè la capacità di un elemento strutturale di portare i carichi presenti in condizioni di incendio normalizzato, per un certo periodo di tempo
La tenuta, cioè la capacità di un elemento costruttivo o strutturale di impedire il passaggio di fumi e gas caldi per un certo periodo di tempo, in condizioni di incendio normalizzate
L’isolamento, cioè la capacità di un elemento costruttivo o strutturale di impedire il passaggio calore di un incendio normalizzato per un certo periodo di tempo
14. Gli incendi di Classe B, in relazione allo stato fisico dei materiali combustibili, sono:
incendi di liquidi infiammabili e solidi che possono liquefare (petrolio, vernici, nafta, benzina, …)
incendi di gas infiammabili (metano, propano, g.p.l., cloro, idrogeno …)
incendi di materiali solidi con formazione di braci (carta, cartoni, libri, legna, segatura, …)
90. Nell’evoluzione di un incendio la fase di raffreddamento
Ha inizio quando la maggior parte del materiale combustibile presente è bruciato, ed è caratterizzata dal decremento delle temperature all’interno del locale a causa del progressivo diminuire dell’apporto termico del materiale residuo
È caratterizzata dall’abbattimento delle temperature a seguito dell’azione estinguente dell’acqua
è caratterizzata da un regime instabile, con un focolaio d’incendio che interessa zone limitate e temperature molto differenti da punto a punto e che possono subire rapide ed ingenti oscillazioni
331. la potenza termica è
la quantità di calore che una sorgente d'ignizione è in grado di assorbire
la quantità di calore che un combustibile è in grado di trasferire
la quantità di calore per unità di tempo che una sorgente d'ignizione è in grado di trasferire
267. Negli impianti automatici a diluvio le tubazioni sono vuote e l'acqua è mantenuta a monte di un'apposita valvola a diluvio la cui apertura è comandata da un sistema di rivelazione incendi scaricando l'acqua contemporaneamente da tutti gli erogatori
No, le tubazioni sono piene è l’acqua è scaricata solo nell’area in cui gli elementi termosensibili si aprono e consentono all’acqua si uscire
Si
Gli impianti a diluvio non esistono
203. Il sistema d’esodo in un’attività lavorativa, al fine di limitare la probabilità che agli occupanti sia impedita l’evacuazione dall’incendio, il numero minimo di vie d’esodo e uscite indipendenti da ciascun locale deve essere specificamente progettato
Si, in funzione del rischio di incendio e dell’affollamento
Si, in funzione del rischio di incendio
No, è sufficiente che ci siano almeno due uscite da ogni compartimento per garantire un corretto ed efficace esodo
139. Le sostanze in grado di produrre esplosioni sono
Solo le miscele infiammabili di gas o vapori
Tutte le sostanze indicate negli altri due punti
Solo le polveri combustibili sospese in aria
75. Le misure di protezione attiva sono
tutti quei dispositivi che, a seguito della rivelazione di un incendio, sono in grado di esplicare l’azione protettiva senza richiedere alcuna azione (impiantistica o umana)
tutti quei dispositivi che, a seguito della rivelazione di un incendio, per esplicare l’azione protettiva necessitano di un intervento o un’azione (impiantistica o umana)
tutti quei dispositivi che consentono di ridurre la probabilità che si inneschi un incendio