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Quiz Licenza di caccia - Regione Veneto
MATERIA: ESERCIZIO VENATORIO 1-200
Quesiti Risposta Multipla
184. L'attuazione dei piani di miglioramento ambientale tesi, come è noto, a favorire la riproduzione naturale di fauna selvatica può essere disposta coattivamente dalla Regione?
L'attuazione di un piano di miglioramento ambientale è subordinata al preventivo, determinante assenso dei proprietari dei fondi, costituenti almeno il 61% della superficie complessiva da migliorare.
Se i conduttori dei fondi costituenti almeno il 39% della superficie complessiva, presentano, nei termini stabiliti dalla legge, opposizione motivata avversa l'attuazione del "piano", questo non può essere realizzato.
In via eccezionale, e in vista di particolari necessità ambientali, la Regione può disporre l'attuazione coattiva dei piani di miglioramento ambientale.
152. Il regolamento di attuazione del piano faunistico-venatorio regionale può prevedere indici di densità venatoria inferiori a quelli stabiliti dal M.A.F. (Ministero Agricoltura Foreste)?
Tale potestà è attribuita all'organo di gestione degli Ambiti territoriali di caccia.
La legge 157/'92 dispone che non possono essere previsti indici di densità venatoria inferiori a quelli stabiliti dal Ministero dell'agricoltura e delle foreste (M.A.F).
È la Provincia che stabilisce l'indice di densità venatoria, in proporzione all'estensione territoriale di ciascun Ambito territoriale di caccia; è quindi possibile che esso risulti anche inferiore al rapporto cacciatore/territorio fissato dal Mini
120. La fauna selvatica, patrimonio indisponibile dello Stato, da chi, e in che modo, è gestita e tutelata?
Dalle Regioni, a statuto ordinario, tenute ad emanare norme, conformi alla legge, alle convenzioni internazionali e alle direttive comunitarie.
I piani faunistico-venatori elaborati dagli A.t.c. devono contenere norme di gestione venatoria e di tutela faunistica, non limitate alla sola selvaggina cacciabile.
Dalle Province, mediante l'inserimento, nei piani faunistico-venatori, di apposite norme regolamentari.
88. I fondi, con presenza di bestiame allo stato brado o semi-brado, come vengono delimitati?
Il confine dei terreni di cui trattasi viene indicato ai cacciatori mediante reticolato di altezza non inferiore ai 2 metri, e bandierine rosse triangolari.
Nei fondi considerati, la caccia, regolamentata dalla Regione, è ammessa; pertanto la delimitazione dei fondi stessi non è necessaria.
La Regione stabilisce le modalità di delimitazione perimetrale dei fondi in parola.
56. La cattura di uccelli selvatici, perché siano ceduti a fini di richiamo, è un'attività che può essere svolta?
La legge vieta la vendita di uccelli di cattura utilizzabili come richiami vivi.
L'attività in parola può essere svolta esclusivamente da impianti autorizzati a favore delle Province e gestiti da personale giudicato idoneo dell'I.S.P.R.A. (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)
Si, a condizione che l'attività commerciale dell'avifauna selvatica sia limitata ad esemplari di specie nazionale.
24. Al cacciatore residente in una regione è consentito l'accesso ad Ambiti territoriali di caccia siti in una regione diversa?
Si, purché lo consentano i relativi Organi di gestione.
No. Il cacciatore ha diritto di accesso all'Ambito territoriale di caccia costituito sul territorio in cui risiede.
La licenza di porto di fucile per uso di caccia consente l'esercizio venatorio su tutto il territorio nazionale.
169. Quale è la percentuale massima globale del territorio agro-silvo-pastorale regionale, destinabile alla caccia riservata alla gestione dei privati?
La legge 157/92 dispone che tale percentuale massima non può superare, globalmente, il 20 per cento del territorio agro-silvo-pastorale regionale.
Tale percentuale non è fissata dalla legge nel massimo, ma soltanto nel minimo che è pari al 15 per cento del territorio agro-silvo-pastorale.
La percentuale di territorio destinabile a tale utilizzazione venatoria è pari, nel massimo, al 15 per cento.(In tale limite sono anche compresi i "centri privati" di riproduzione della fauna selvatica).
137. Il cacciatore, che ha il diritto di accedere in un Ambito territoriale di caccia della regione di residenza, ha anche il diritto di cacciare, durante la giornata venatoria, in una delle forme consentite, scegliendola a suo beneplacito?
Si. La scelta della forma di caccia, fatta in relazione alle differenti opportunità che si presentano durante la giornata venatoria, è un diritto riconosciuto al cacciatore.
Entro il termine fissato dalla legge, il cacciatore è tenuto a comunicare, alla Provincia di residenza, la propria opzione della forma di caccia, in cui egli può praticare l'esercizio venatorio, in via esclusiva.
Le limitazioni di territorio, di tempo, di specie e di carniere, imposte ex lege al cacciatore, sono controbilanciate dalla libera scelta giornaliera delle forme di caccia, che gli viene riconosciuta.
105. Negli specchi d'acqua, in cui si esercita l'industria dell'acquacoltura, è legittimo praticare la caccia?
No, se il possessore circondi la superficie acquea con tabelle indicanti il divieto di caccia.
Il Presidente della Provincia, sentito l'industriale interessato, può autorizzare, in tale località la caccia da appostamento.
La possibilità o meno di esercitare in maniera legittima la caccia viene decisa annualmente dalla Regione.
73. La legge 157/92 ammette o vieta l'utilizzazione della civetta nella pratica dell'esercizio venatorio?
È previsto l'impiego della civetta come richiamo nella caccia agli alaudidi.
L'uso della civetta può essere consentito esclusivamente nel periodo 1° ottobre 30 novembre, nella caccia da appostamento alla migratoria.
Fare impiego di civette è esplicitamente vietato.