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Quiz Licenza di caccia - Regione Veneto
MATERIA: ESERCIZIO VENATORIO 1-200
Quesiti Risposta Multipla
197. Che cosa si intende per caccia da appostamento?
Il cacciatore, da fermo, resta in attesa della selvaggina, occultato alla medesima da particolari apprestamenti.
Esercizio venatorio praticato da nascondigli naturali del terreno.
Caccia praticata aspettando la selvaggina nei luoghi di pastura o abbeverata.
193. Cosa si intende per selvaggina stanziale?
Quelle specie che restano e nidificano in determinate zone, perché non disturbate dall'uomo.
Quelle specie che si spostano dalla zona in cui nascono solo per motivi di natura alimentare o climatica.
Quelle specie che nascono vivono e muoiono nella stessa zona.
189. Che cosa si intende per fauna selvatica?
Tutti i mammiferi e la maggior parte degli uccelli, esclusi quelli che vivono nelle voliere.
Popolazioni di mammiferi e di uccelli viventi in stato di naturale libertà.
L'insieme di tutti gli animali che vivono liberamente.
185. Nelle zone ("oasi"; "zone di ripopolamento"; "centri pubblici di produzione selvaggina") non vincolate, per la opposizione dei proprietari o conduttori dei fondi, chi può esercitare la caccia?
Le aree non vincolate di cui trattasi possono essere destinate ad altro uso, nell'ambito della pianificazione faunistico-venatoria; in esse, per tutti, la caccia resta preclusa.
Nelle predette "zone", l'esercizio della caccia è consentito, per una sola annualità venatoria, unicamente ai cacciatori ivi residenti.
Nelle aree non vincolate, per l'opposizione dei proprietari o conduttori dei fondi, la caccia, per un triennio, può essere esercitata soltanto dai cacciatori "non" residenti.
181. Nell'ambito della circoscrizione territoriale in cui esercita le proprie funzioni, l'agente di vigilanza può esercitare la caccia?
In tale ambito territoriale, l'agente di vigilanza, a differenza della guardia volontaria, può esercitare la caccia, purché in possesso di valida licenza.
Si, purché non pratichi la caccia durante l'esercizio delle proprie funzioni di vigilanza.
Nella circoscrizione territoriale in cui esercita le proprie funzioni, all'agente di vigilanza è vietato l'esercizio venatorio.
177. È consentita la vendita di uccelli utilizzabili come richiami vivi per l'attività venatoria?
La legge statale 157/'92 consente la vendita degli uccelli di cattura, utilizzabili come richiami vivi per l'attività venatoria; l'avifauna allevata, invece, è disposto sia destinata, in via esclusiva, al ripopolamento.
Se trattasi di avifauna selvatica di allevamento, apposite norme regionali ne regolamentano la vendita; quest'ultima, per gli uccelli da richiamo, di cattura, è invece vietata.
È consentita esplicitamente dalla legge la compravendita dell'avifauna nazionale, comprese le specie utilizzabili, come richiami vivi, nella pratica venatoria.
173. La rinuncia all'assegnazione dell'ambito territoriale di caccia comporta la perdita dell'importo versato dal cacciatore a titolo di rinnovo annuale della tassa di concessione regionale?
Il cacciatore non è obbligato ad accettare l'assegnazione di un Ambito territoriale di caccia; e, tuttavia, la rinuncia a tale assegnazione comporta la perdita della somma versata come tassa di concessione regionale.
Il diritto all'accesso in un Ambito territoriale di caccia comporta, automaticamente, per il cacciatore, il dovere di esercitare la caccia nell'"ambito" assegnatogli. La rinuncia non gli è consentita.
Per esplicita disposizione di legge, la tassa di concessione regionale viene rimborsata al cacciatore che rinunci all'assegnazione dell'ambito territoriale di caccia.
169. Quale è la percentuale massima globale del territorio agro-silvo-pastorale regionale, destinabile alla caccia riservata alla gestione dei privati?
La legge 157/92 dispone che tale percentuale massima non può superare, globalmente, il 20 per cento del territorio agro-silvo-pastorale regionale.
La percentuale di territorio destinabile a tale utilizzazione venatoria è pari, nel massimo, al 15 per cento.(In tale limite sono anche compresi i "centri privati" di riproduzione della fauna selvatica).
Tale percentuale non è fissata dalla legge nel massimo, ma soltanto nel minimo che è pari al 15 per cento del territorio agro-silvo-pastorale.
165. La detenzione illecita di specie imbalsamata protetta comporta la revoca dell'autorizzazione a svolgere attività di tassidermista?
Si. Tale illecita detenzione comporta, inoltre, a carico del trasgressore, la comminazione delle relative previste sanzioni.
No. La trasgressione in parola comporta la sospensione dell'autorizzazione per un periodo da 1 a 3 anni.
Per la detenzione illecita di cui trattasi è prevista la comminazione alternativa di sospensione temporanea dell'autorizzazione ovvero di sanzione amministrativa pecuniaria.
161. La legge vieta l'uso dei richiami (vivi) che non siano identificabili. In che modo è prescritto avvenga la identificazione dei richiami?
Mediante l'iscrizione di ciascun esemplare nel previsto Registro dell'avifauna.
La Provincia rilascia al detentore dei richiami uno specifico certificato genealogico (pedigree).
Ciascun esemplare viene identificato mediante anello inamovibile e numerato, secondo norme emanate dalla Regione.