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Quiz Concorso 31 posti Categoria D Specialista Area Tecnica Giunta Lombardia
MATERIA: PROVA 06
Quesiti Risposta Multipla
30. Si ottiene una serie logicamente concatenata eliminando due figure: quali?
La 2 e la 4
La 1 e la 3
La 5 e la 8
La 2 e la 6
22. Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente o implicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento.
La riforma pensionistica del Presidente del Consiglio Dini fu approvata ai primi di agosto del 1995, grazie ai voti progressisti e alla benevola astensione di Forza Italia (contrari Alleanza Nazionale e Rifondazione Comunista). Non era certo il lavacro di lacrime e sangue che secondo gran parte degli economisti sarebbe stato necessario per rimettere in sesto i bilanci degli enti previdenziali; e in più il negoziato del governo con il sindacato aveva riesumato pratiche compromissorie, che nella Prima Repubblica erano state consuete, e che avevano dato frutti di cenere e tosco. La svolta definitiva — ossia il passaggio totale dal criterio retributivo al criterio contribuito — sarebbe avvenuta a distanza di una ventina d'anni, troppi. Le aree di privilegio, in particolare quelle dell'impiego pubblico, venivano, almeno nella fase iniziale della riforma, soltanto scalfite. La Confindustria aveva infatti negato la sua benedizione alla legge che Dini, ministro del Tesoro, avrebbe senz'altro biasimato come inadeguata.
Ma per il varo di questa riforma alla camomilla, Dini aveva avuto bisogno dei voti del centrosinistra: e il centrosinistra non poteva alienarsi né il consenso dei sindacati né quello di milioni di potenziali elettori colpiti da un peggioramento della previdenza. Tirate le somme, comunque, Dini era soddisfatto della sua riforma. (Archivio Selexi)
Gli economisti ritenevano che per rimettere in sesto i bilanci previdenziali sarebbe stato necessario mettere in atto:
una riforma delle pensioni basata su grandissimi sacrifici
un negoziato del governo con i sindacati
le pratiche compromissorie della Prima Repubblica
una riforma delle pensioni alla camomilla
14. Ai sensi dell'art. 37, comma 1, del d.lgs. 50/2016, fatti salvi gli obblighi di utilizzo di strumenti di acquisto e di negoziazione, anche telematici, previsti dalla vigente normativa, e la possibilità di ricorrere alle centrali di committenza, le stazioni appaltanti prive di qualificazione possono procedere in autonomia nell'acquisizione di forniture e servizi nei settori ordinari, per appalti di importo inferiore a:
40.000 euro
150.000 euro
175.000 euro
350.000 euro
6. Se tre muratori, lavorando allo stesso ritmo, impiegano 40 minuti per demolire una parete, quanto impiegherebbe uno solo di essi a demolire la stessa parete?
2 ore
110 minuti
100 minuti
1 ora e mezza
31. Posizionare le figure in ordine decrescente.
3-4-1-2
1-2-3-4
2-1-4-3
3-4-2-1
23. Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente o implicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento.
La riforma pensionistica del Presidente del Consiglio Dini fu approvata ai primi di agosto del 1995, grazie ai voti progressisti e alla benevola astensione di Forza Italia (contrari Alleanza Nazionale e Rifondazione Comunista). Non era certo il lavacro di lacrime e sangue che secondo gran parte degli economisti sarebbe stato necessario per rimettere in sesto i bilanci degli enti previdenziali; e in più il negoziato del governo con il sindacato aveva riesumato pratiche compromissorie, che nella Prima Repubblica erano state consuete, e che avevano dato frutti di cenere e tosco. La svolta definitiva — ossia il passaggio totale dal criterio retributivo al criterio contribuito — sarebbe avvenuta a distanza di una ventina d'anni, troppi. Le aree di privilegio, in particolare quelle dell'impiego pubblico, venivano, almeno nella fase iniziale della riforma, soltanto scalfite. La Confindustria aveva infatti negato la sua benedizione alla legge che Dini, ministro del Tesoro, avrebbe senz'altro biasimato come inadeguata.
Ma per il varo di questa riforma alla camomilla, Dini aveva avuto bisogno dei voti del centrosinistra: e il centrosinistra non poteva alienarsi né il consenso dei sindacati né quello di milioni di potenziali elettori colpiti da un peggioramento della previdenza. Tirate le somme, comunque, Dini era soddisfatto della sua riforma. (Archivio Selexi)
Secondo l'autore del brano, qual è il pensiero di Dini riguardo alla riforma delle pensioni appena varata?
Positiva per H Dini ministro del Tesoro e Presidente del Consiglio
Negativa per H Dini ministro del Tesoro e Presidente del Consiglio
Negativa per il Dini ministro del Tesoro e positiva per il Dini Presidente del Consiglio
Positiva per H Dini ministro del Tesoro e negativa per il Dini Presidente del Consiglio
15. Ai sensi dell'art. 8 della legge 241/1990, nella comunicazione personale di avvio del procedimento la P.A. deve indicare:
l'ufficio presso il quale si possono depositare gli atti, ma non quello presso il quale si può prendere visione degli atti stessi
l'ufficio responsabile del procedimento ma non quello in cui si può prendere visione degli atti, che viene comunicato in seguito
tra l'altro, l'ufficio in cui si può prendere visione degli atti
esclusivamente l'ufficio in cui si possono depositare gli atti
7. Una mamma ha comprato un sacchetto contenente 288 biglie e decide di dividerle tra i suoi tre figli, Davide, Andrea e Luca, in proporzione alla loro età. Sapendo che Andrea ha due anni in meno di Davide, che ha 8 anni, e che Luca ha la metà degli anni di Davide, quante biglie toccheranno ad Andrea?
128 biglie
48 biglie
96 biglie
64 biglie
32. Individuare, tra i pezzi proposti, quello che NON è utilizzabile per completare il puzzle.
Figura 3
Figura 1
Figura 2
Figura 4
24. Individuare il diagramma che soddisfa la relazione insiemistica esistente tra i termini dati. Basiliche, Edifici dedicati al culto, Costruzioni edili
Diagramma 4
Diagramma 1
Diagramma 5
Diagramma 3