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Quiz Concorso 31 posti Categoria D Specialista Area Tecnica Giunta Lombardia
MATERIA: PROVA 06
Quesiti Risposta Multipla
22. Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente o implicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento.
La riforma pensionistica del Presidente del Consiglio Dini fu approvata ai primi di agosto del 1995, grazie ai voti progressisti e alla benevola astensione di Forza Italia (contrari Alleanza Nazionale e Rifondazione Comunista). Non era certo il lavacro di lacrime e sangue che secondo gran parte degli economisti sarebbe stato necessario per rimettere in sesto i bilanci degli enti previdenziali; e in più il negoziato del governo con il sindacato aveva riesumato pratiche compromissorie, che nella Prima Repubblica erano state consuete, e che avevano dato frutti di cenere e tosco. La svolta definitiva — ossia il passaggio totale dal criterio retributivo al criterio contribuito — sarebbe avvenuta a distanza di una ventina d'anni, troppi. Le aree di privilegio, in particolare quelle dell'impiego pubblico, venivano, almeno nella fase iniziale della riforma, soltanto scalfite. La Confindustria aveva infatti negato la sua benedizione alla legge che Dini, ministro del Tesoro, avrebbe senz'altro biasimato come inadeguata.
Ma per il varo di questa riforma alla camomilla, Dini aveva avuto bisogno dei voti del centrosinistra: e il centrosinistra non poteva alienarsi né il consenso dei sindacati né quello di milioni di potenziali elettori colpiti da un peggioramento della previdenza. Tirate le somme, comunque, Dini era soddisfatto della sua riforma. (Archivio Selexi)
Gli economisti ritenevano che per rimettere in sesto i bilanci previdenziali sarebbe stato necessario mettere in atto:
una riforma delle pensioni basata su grandissimi sacrifici
un negoziato del governo con i sindacati
le pratiche compromissorie della Prima Repubblica
una riforma delle pensioni alla camomilla
7. Una mamma ha comprato un sacchetto contenente 288 biglie e decide di dividerle tra i suoi tre figli, Davide, Andrea e Luca, in proporzione alla loro età. Sapendo che Andrea ha due anni in meno di Davide, che ha 8 anni, e che Luca ha la metà degli anni di Davide, quante biglie toccheranno ad Andrea?
48 biglie
96 biglie
64 biglie
128 biglie
26. Individuare la figura da scartare.
Figura 3
Figura 4
Figura 2
Figura 1
11. Per gli impianti industriali, i valori limiti di qualità dell'aria sono:
validi in tutta l'Unione europea
fissati Regione per Regione
stabiliti a livello nazionale, ma le Regioni e le Province autonome possono stabilire appositi valori limite
fissati Provincia per Provincia
30. Si ottiene una serie logicamente concatenata eliminando due figure: quali?
La 5 e la 8
La 2 e la 6
La 2 e la 4
La 1 e la 3
15. Ai sensi dell'art. 8 della legge 241/1990, nella comunicazione personale di avvio del procedimento la P.A. deve indicare:
l'ufficio presso il quale si possono depositare gli atti, ma non quello presso il quale si può prendere visione degli atti stessi
l'ufficio responsabile del procedimento ma non quello in cui si può prendere visione degli atti, che viene comunicato in seguito
tra l'altro, l'ufficio in cui si può prendere visione degli atti
esclusivamente l'ufficio in cui si possono depositare gli atti
34. Individuare il numero mancante.
126
125
128
127
19. La legge 241/1990, all'art. 25, stabilisce che il rifiuto, il differimento e la limitazione all'accesso ai documenti amministrativi devono essere motivati?
No, solo la limitazione e il differimento possono non essere motivati o motivati genericamente
No, il differimento può non essere motivato
No, solo il rifiuto deve essere motivato
Sì, lo stabilisce specificamente
4. Un pacchetto azionario, del valore iniziale di 20.000 euro, ha fruttato il primo anno il 20%, il secondo il 50% e il terzo il 10%. Qual è il valore finale del pacchetto?
39.600 euro
36.000 euro
37.800 euro
43.200 euro
23. Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente o implicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento.
La riforma pensionistica del Presidente del Consiglio Dini fu approvata ai primi di agosto del 1995, grazie ai voti progressisti e alla benevola astensione di Forza Italia (contrari Alleanza Nazionale e Rifondazione Comunista). Non era certo il lavacro di lacrime e sangue che secondo gran parte degli economisti sarebbe stato necessario per rimettere in sesto i bilanci degli enti previdenziali; e in più il negoziato del governo con il sindacato aveva riesumato pratiche compromissorie, che nella Prima Repubblica erano state consuete, e che avevano dato frutti di cenere e tosco. La svolta definitiva — ossia il passaggio totale dal criterio retributivo al criterio contribuito — sarebbe avvenuta a distanza di una ventina d'anni, troppi. Le aree di privilegio, in particolare quelle dell'impiego pubblico, venivano, almeno nella fase iniziale della riforma, soltanto scalfite. La Confindustria aveva infatti negato la sua benedizione alla legge che Dini, ministro del Tesoro, avrebbe senz'altro biasimato come inadeguata.
Ma per il varo di questa riforma alla camomilla, Dini aveva avuto bisogno dei voti del centrosinistra: e il centrosinistra non poteva alienarsi né il consenso dei sindacati né quello di milioni di potenziali elettori colpiti da un peggioramento della previdenza. Tirate le somme, comunque, Dini era soddisfatto della sua riforma. (Archivio Selexi)
Secondo l'autore del brano, qual è il pensiero di Dini riguardo alla riforma delle pensioni appena varata?
Negativa per H Dini ministro del Tesoro e Presidente del Consiglio
Negativa per il Dini ministro del Tesoro e positiva per il Dini Presidente del Consiglio
Positiva per H Dini ministro del Tesoro e negativa per il Dini Presidente del Consiglio
Positiva per H Dini ministro del Tesoro e Presidente del Consiglio