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Quiz Concorso 31 posti Categoria D Specialista Area Tecnica Giunta Lombardia
MATERIA: PROVA 06
Quesiti Risposta Multipla
28. Individuare la figura che completa correttamente la serie.
Figura 4
Figura 2
Figura 3
Figura 1
20. Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente o implicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento.
La riforma pensionistica del Presidente del Consiglio Dini fu approvata ai primi di agosto del 1995, grazie ai voti progressisti e alla benevola astensione di Forza Italia (contrari Alleanza Nazionale e Rifondazione Comunista). Non era certo il lavacro di lacrime e sangue che secondo gran parte degli economisti sarebbe stato necessario per rimettere in sesto i bilanci degli enti previdenziali; e in più il negoziato del governo con il sindacato aveva riesumato pratiche compromissorie, che nella Prima Repubblica erano state consuete, e che avevano dato frutti di cenere e tosco. La svolta definitiva — ossia il passaggio totale dal criterio retributivo al criterio contribuito — sarebbe avvenuta a distanza di una ventina d'anni, troppi. Le aree di privilegio, in particolare quelle dell'impiego pubblico, venivano, almeno nella fase iniziale della riforma, soltanto scalfite. La Confindustria aveva infatti negato la sua benedizione alla legge che Dini, ministro del Tesoro, avrebbe senz'altro biasimato come inadeguata.
Ma per il varo di questa riforma alla camomilla, Dini aveva avuto bisogno dei voti del centrosinistra: e il centrosinistra non poteva alienarsi né il consenso dei sindacati né quello di milioni di potenziali elettori colpiti da un peggioramento della previdenza. Tirate le somme, comunque, Dini era soddisfatto della sua riforma. (Archivio Selexi)
Dal brano si evince che, riguardo all'intervallo da un criterio retributivo a uno distributivo, l'autore ha un'opinione:
inespressa
negativa
neutra
positiva
12. II recupero di suoli dal mare è soggetto a valutazione d'impatto ambientale obbligatoria?
Si, ma solo nelle Regioni a statuto speciale
Si, quando il recupero interessa una superficie superiore a 200 ettari
No, mai
Sì, quando il recupero interessa una superficie inferiore a 100 ettari
4. Un pacchetto azionario, del valore iniziale di 20.000 euro, ha fruttato il primo anno il 20%, il secondo il 50% e il terzo il 10%. Qual è il valore finale del pacchetto?
43.200 euro
39.600 euro
36.000 euro
37.800 euro
29. La griglia 4 x 4 contiene solo numeri da 1 a 4 e per essere riempita con i numeri mancanti è necessario seguire tre semplici regole:
1) ogni riga deve contenere cifre tutte differenti;
2) ogni colonna deve contenere cifre tutte differenti;
3) ogni "flusso" collegato dai segmenti deve contenere cifre tutte differenti.
Le diagonali invece non necessariamente devono rispettare le regole sopra esposte.
Individuare l'alternativa che rappresenta la corretta sequenza di numeri della Riga 2, riportati da destra a sinistra.
1-2-3-4
4-3-2-1
3-4-1-2
4-1-3-2
21. Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente o implicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento.
La riforma pensionistica del Presidente del Consiglio Dini fu approvata ai primi di agosto del 1995, grazie ai voti progressisti e alla benevola astensione di Forza Italia (contrari Alleanza Nazionale e Rifondazione Comunista). Non era certo il lavacro di lacrime e sangue che secondo gran parte degli economisti sarebbe stato necessario per rimettere in sesto i bilanci degli enti previdenziali; e in più il negoziato del governo con il sindacato aveva riesumato pratiche compromissorie, che nella Prima Repubblica erano state consuete, e che avevano dato frutti di cenere e tosco. La svolta definitiva — ossia il passaggio totale dal criterio retributivo al criterio contribuito — sarebbe avvenuta a distanza di una ventina d'anni, troppi. Le aree di privilegio, in particolare quelle dell'impiego pubblico, venivano, almeno nella fase iniziale della riforma, soltanto scalfite. La Confindustria aveva infatti negato la sua benedizione alla legge che Dini, ministro del Tesoro, avrebbe senz'altro biasimato come inadeguata.
Ma per il varo di questa riforma alla camomilla, Dini aveva avuto bisogno dei voti del centrosinistra: e il centrosinistra non poteva alienarsi né il consenso dei sindacati né quello di milioni di potenziali elettori colpiti da un peggioramento della previdenza. Tirate le somme, comunque, Dini era soddisfatto della sua riforma. (Archivio Selexi)
Quale, tra queste espressioni presenti nel brano, è usata in modo letterale?
"pratiche compromissorie"
“riforma alla camomilla"
"frutti di cenere e tosco"
"benedizione alla legge"
13. Ai sensi dell'art. 93 del d.lgs. 50/2016, la garanzia "provvisoria" che correda l'offerta di partecipazione ad appalti pubblici nei settori ordinari deve essere pari al:
2% del prezzo base indicato nel bando o nell'invito
20% del prezzo base indicato nel bando
10% del prezzo base indicato nell'invito
5% del prezzo base indicato nel bando o nell'invito
5. Nell'estrarre un numero del lotto che probabilità c'è che esca un numero minore di 41?
4/9.
4/5.
41/90.
19/45.
30. Si ottiene una serie logicamente concatenata eliminando due figure: quali?
La 2 e la 4
La 1 e la 3
La 5 e la 8
La 2 e la 6
22. Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente o implicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento.
La riforma pensionistica del Presidente del Consiglio Dini fu approvata ai primi di agosto del 1995, grazie ai voti progressisti e alla benevola astensione di Forza Italia (contrari Alleanza Nazionale e Rifondazione Comunista). Non era certo il lavacro di lacrime e sangue che secondo gran parte degli economisti sarebbe stato necessario per rimettere in sesto i bilanci degli enti previdenziali; e in più il negoziato del governo con il sindacato aveva riesumato pratiche compromissorie, che nella Prima Repubblica erano state consuete, e che avevano dato frutti di cenere e tosco. La svolta definitiva — ossia il passaggio totale dal criterio retributivo al criterio contribuito — sarebbe avvenuta a distanza di una ventina d'anni, troppi. Le aree di privilegio, in particolare quelle dell'impiego pubblico, venivano, almeno nella fase iniziale della riforma, soltanto scalfite. La Confindustria aveva infatti negato la sua benedizione alla legge che Dini, ministro del Tesoro, avrebbe senz'altro biasimato come inadeguata.
Ma per il varo di questa riforma alla camomilla, Dini aveva avuto bisogno dei voti del centrosinistra: e il centrosinistra non poteva alienarsi né il consenso dei sindacati né quello di milioni di potenziali elettori colpiti da un peggioramento della previdenza. Tirate le somme, comunque, Dini era soddisfatto della sua riforma. (Archivio Selexi)
Gli economisti ritenevano che per rimettere in sesto i bilanci previdenziali sarebbe stato necessario mettere in atto:
una riforma delle pensioni basata su grandissimi sacrifici
un negoziato del governo con i sindacati
le pratiche compromissorie della Prima Repubblica
una riforma delle pensioni alla camomilla